Un intenso ritorno su Dune.

Rieccomi qui! Ultimamente sto affrontando letture un po’ più impegnative del solito cosa che, unite alle millemila cose da fare, ha un po’ rallentato le mie letture. La cosa più bella, però, è che, per quanto impegnativi possano essere, ci sono dei libri che vale davvero la pena leggere.

Trama: Sono passati nove anni da quando Paul Muad’Dib è scomparso nel deserto, affidando la reggenza dell’Impero e la cura dei figli alla sorella Alia. La trasformazione ecologica di Arrakis prosegue con regolarità, mentre il pianeta vive un periodo di grandi cambiamenti sociali ed economici e la religione sorta attorno alla carismatica figura di Paul Muad’Dib, trasformata da Alia in una soffocante burocrazia che minaccia di ridurre in schiavitù la galassia, richiama notevoli folle di pellegrini provenienti da migliaia di mondi. Alia, intanto, si appresta a distruggere l’opera del fratello, servendosi delle trame della vecchia aristocrazia e del Bene Gesserit, che opera attraverso Lady Jessica, per completare l’antico programma genetico prodotto da Paul. Spetterà a Ghanima e Leto, figli di Paul e detentori dell’immenso e terrificante potere della memoria genetica dell’umanità, mettere a posto le cose una volta per sempre.

Un romanzo che punta prevalentemente sull’interiorità dei personaggi piuttosto che sull’azione e che espande l’universo di Dune in maniera coerente e profonda. Un libro che tratta temi complessi come il misticismo e l’influenza della fede sulle masse e lo fa in maniera profonda e complessa. Ammetto di aver faticare un po’ a ingranare con la lettura, ma una volta superate le prime pagine la storia è scivolata via, coinvolgendomi e offrendomi notevoli spunti di riflessione. Un romanzo che potrebbe risultare difficile e a tratti pesante, ma che personalmente ho apprezzato molto.

Il mito di Orfeo secondo Luca Tarenzi

Periodo intenso ragazzi, oltre alla nuova stesura di Amon, la novità di un bimbo in arrivo mi ha, come dire, tenuta parecchio impegnata nelle ultime settimane (ecco perché la notevole riduzione dei posto in questo periodo), ma il tempo per leggere un buon libro si trova sempre, soprattutto se il libro in questione è “Orfeo – Sogno e Morte” di Luca Tarenzi.

Trama: Mediterraneo orientale, XIII secolo a.C. Orfeo è il figlio illegittimo di un re della Tracia, cresciuto senza conoscere l’identità della madre, privo dell’affetto del padre e disperatamente innamorato della sorella acquisita, Euridice. Una notte, nel tentativo di sottrarsi a un matrimonio combinato, Euridice fugge dalla fortezza in cui abita. Orfeo la insegue e, poco dopo, i due si imbattono in una banda di satiri, uomini selvaggi che venerano il dio Dioniso. I satiri però non fanno loro del male: Marsia, il loro capo, è il fratellastro di Orfeo che anni prima ha abbandonato il padre e il titolo di principe. Tramite Marsia anche Dioniso si incuriosisce nei confronti di Orfeo, e ordina ai satiri di istruirlo nelle loro arti sciamaniche. Mentre Euridice viene rinchiusa nella fortezza dal re per impedirle di scappare ancora, Orfeo scopre un insolito talento per le arti soprannaturali e, tra i tanti prodigi, impara ad abbandonare il proprio corpo per entrare nei sogni di altri. Un racconto brutale, lirico, violento e appassionato di magia, amore eterno e ribellione contro il destino.

Questo romanzo rappresenta un viaggio, un viaggio onirico attraverso il tempo e il mito, il sogno e la leggenda.
Con la sua scrittura visionaria, Luca Tarenzi trascina il lettore in una terra arcaica, dove gli dei interferiscono nelle vite dei mortali, segnandone il destino e stravolgendone le vite. Una storia scritta con consapevolezza, ma soprattutto con tanto rispetto per il mito di Orfeo, che non tutti probabilmente conoscono davvero e che riprende vita grazie anche uno stile permeato della stessa magia che vibra tra le pagine del libro.
Consigliatissimo e in forte attesa del secondo volume.

Asimov e la genesi delle Fondazioni

Quando si parla di fantascienza, Asimov è sicuramente una garanzia e il Ciclo delle Fondazioni è di certo la sua serie di opere più famose. Di questa serie, “Fondazione Anno Zero” rappresenta la fine del principio, l’ultimo dei due prequel che svelano come tutto ha avuto inizio.

Il romanzo è appunto l’opera che segna la fine della nascita della Psicostoria e la genesi delle Fondazioni, una parabola ascendente che mostra l’inesorabile declino dell’Impero attraverso gli occhi di Hari Seldon in tre tappe fondamentali della sua vita nelle quali lo scienziato viene mostrato in maniera profondamente umana. Attraverso perdite e sofferenze, ma anche gioie e vittorie, il lettore si trova a immergersi completamente nella vita di quest’uomo, un uomo che ha fatto della propria scienza e della propria idea, il fulcro della sua intera esistenza arrivando a perdere e sacrificare molto, alcuni direbbero troppo, per essa. Un libro che vale davvero la pena di leggere (come tutto il ciclo delle Fondazioni) perché con il suo stile scorrevole e affascinante, Asimov ti entra dentro, spalancandoti le porte di un intero universo.