LE TAPPE DELLA VITA COME LA NASCITA DI UN ROMANZO.

True Identity è la storia della vita di una scrittrice e del protagonista del suo romanzo, una storia di crescita, in cui vengono raccontate le fasi più importanti della vita di entrambi. Nello scriverla ho provato a pensare alle tappe della MIA vita. Insomma: quando è iniziato il mio percorso? Cosa mi ha portato ad amare così tanto la scrittura?
La risposta era quasi ovvia: è stato da bambina, quando giocavo a fare Sailor Moon e riscrivevo parola per parola l’intera trama del film di Balto su un quaderno, che è cominciato tutto.
Per questo ho deciso di far iniziare l’amicizia di Amy e Hank, da bambini. È da piccoli che cominciamo a diventare ciò che siamo destinati a essere.

Ma questa è anche la storia di come nasce un libro. Per questo, ho voluto chiamare le quattro parti di cui è composto il libro, come le fasi di lavorazione di un romanzo:

La prima parte è “La prima stesura” ovvero l’infanzia di Amy e Hank, il periodo fatto di giochi e illusioni, in cui tutto è incredibile ed è l’emozione a prevalere. Esattamente come quando comincio a scrivere una storia: all’inizio è tutto molto istintivo, semplice. Scrivo di getto quello che sento, seguendo solo la mia visione del racconto.

La seconda è “La rilettura” ovvero l’adolescenza dei due protagonisti, quando entrambi iniziano ad affrontare la realtà e perdere le proprie illusioni. Si tratta di uno dei periodi più difficili per loro, quello in cui si trovano in bilico tra il desiderio di combattere e quello di arrendersi alle difficoltà della vita. Un periodo che ho associato alla seconda fase di mio lavoro su romanzo, quella più ragionata, in cui sistemo lo stile e correggo eventuali errori di trama. La fase in cui leggo e rileggo (prima da computer e poi su carta) con la continua ansia che ci sia qualcosa che non va e che la mia storia possa non piacere.

La terza parte l’ho chiamata “Editing” ovvero il periodo dopo il liceo in cui Amy e Hank iniziano a prendere consapevolezza, a tracciare la propria strada e trovare persone affini in grado di aiutarli e sostenerli. Come alla fine riesce a fare un buon editor aiutando lo scrittore a correggere e migliorare la sua opera.

E poi l’ultima parte, “la Pubblicazione” ovvero… oh beh, questa ve la lascio immaginare ^,.,^.

 

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Due parole su “Vision” di Alessia Coppola.

Al Salone del Libro di Torino ho avuto modo di comprare in anteprima il romanzo “Vision” di Alessia Coppola ed edito da “La Corte Editore”, casa editrice che da sempre ammiro per la qualità delle sue pubblicazioni. A quanto pare il romanzo uscirà solo a Ottobre quindi  sono fortunata per averlo potuto leggere così presto.

Trama:

2486. Reika vive in un mondo perfetto, in cui gli abitanti sono il risultato di un’attenta selezione genetica. Le razze sono suddivise in ghetti e a nessuno è permesso di oltrepassare i confini di Meridian City. Ma accadrà qualcosa che risveglierà in lei un potere sconosciuto. Arrestata e isolata, fuggir e scoprirà un mondo diverso, perennemente in bilico tra la vita e la morte. Sotto l’assedio di una terribile minaccia, Reika verrà a conoscenza del grande inganno che ha tenuto sotto scacco la sua società perfetta e sarà pronta a fronteggiare ogni pericolo, con l’aiuto di Ares e degli altri Sopravvissuti. Conoscerà il dolore, la rabbia, ma anche l’amore e la verità. Sacrificherà se stessa, perché lei è la chiave per salvare i due mondi. Perché lei possiede l’occhio che tutto vede. 

 

Vision è una distopia che coinvolge e cattura il lettore con uno stile scorrevole e ben curato. La storia non ha niente da invidiare (anzi per molti aspetti a mio avviso è anche superiore) a quella di saghe più “blasonate” come quelle di Hunger Games o Divergent. La trama è avvincente, di sicuro non banale e l’ambientazione appare nella mente di chi legge in maniera vivida, grazie anche a descrizioni accurate, distribuite nel corso della narrazione in modo da non risultare pesanti o forzate. È facile inoltre entrare in empatia con i personaggi principali le cui sfaccettature e imperfezioni li rendono profondamente umani. L’unico punto negativo forse sta nel finale un po’ troppo veloce rispetto alla prima parte del romanzo, ma comunque all’altezza delle aspettative che l’intero libro crea nel lettore.

Un romanzo quello di Alessia Coppola quindi, che vale la pena di essere letto e che sicuramente verrà apprezzato da tutti gli amanti del genere. Questa ovviamente è solo la mia opinione. Voi siete liberi di non prendermi troppo sul serio 😉