Lo Hobbit e il mio personale amore per la Terra di Mezzo

Ricordo ancora la prima volta che, nel 2001, sono andata al cinema a vedere “La Compagnia dell’Anello”. Avevo già letto due volte il Signore degli Anelli nonché una volta “lo Hobbit” e aspettavo di vederlo con una tale emozione che alla fine quasi mi vennero le lacrime agli occhi.

Dopo quattordici sono arrivata a leggere in tutto sette volte il Signore degli Anelli, tre “lo Hobbit e due “il silmarillon” (per non parlare delle altre opere minori di Tolkien), sono stata alla maratona cinematografica per l’uscita del Ritorno del Re e gioito quando ho saputo che sarei potuta tornare a visitare la Terra di Mezzo attraverso la trilogia cinematografiche dello Hobbit.

Ora che anche questa trilogia è finita non posso fare a meno di commuovermi pensando a quanto queste storie mi abbiano influenzata e accompagnata durante questi quattordici anni, ispirandomi e spingendomi a migliorare e ad andare oltre i miei limiti per creare storie sempre più complesse.

Posto qui il link del mio articolo con la mia personale opinione su questi ultimi tre film legati alla Terra di Mezzo. Mi son dovuta mantenere il più professionale possibile, ma spero vivamente che si capisca, anche se in minima parte, quanto sia stata importante per me la meravigliosa Terra di Mezzo.

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Striges, la voce dell’ombra e la magia di Barbara Baraldi

Certi romanzi hanno il grosso “difetto” di portarti a perdere preziose ore di sonno costringendoti poi a faticose levatacce, seguite da interminabili ore di trucco per nascondere le occhiaie e tentativi inutili di fare qualsiasi cosa tenendo gli occhi aperti. Sono quei romanzi che, quando ti metti a leggerli la sera a letto,  vai avanti finché non cominci a ripeterti “ancora dieci pagine e chiudo” per poi ritrovarti all’una di notte con gli occhi gonfi di sonno, un centinaio di pagine lette e  solo sei ore prima del suono della sveglia. Sono quei libri insomma che provocano una forte dipendenza dalla quale è molto difficile liberarsi.
Striges, la voce dell’ombra è sicuramente uno di questi.

Striges

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God Breaker: le straordinarie divinità di Luca Tarenzi

Di Luca Tarenzi ho letto sia racconti brevi che romanzi, opere che mi hanno colpita e che hanno reso davvero molto alte le mie aspettative per God Breaker. Beh, sappiate che le aspettative non sono state minimamente deluse.

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Trama:

Gli dei esistono. Camminano in mezzo a noi, vivono dentro e fuori la realtà di tutti i giorni, hanno macchine, uffici, soldi… Ma non tutti. Alcuni stanno morendo, travolti dalla perdita di tutti i loro seguaci; altri combattono una lotta spietata per tenersi il proprio posto nel mondo, usando tutti i loro poteri per conquistarsi l’agiatezza e agire in incognito. Ma un giorno uno di loro, Liathàn, si ritrova coinvolto in una sfida: un ragazzo, giovane e apparentemente potentissimo, è sulle sue tracce, e non si fermerà finché non sarà riuscito ad annientarlo. Chi è questo giovane? Edwin – questo è il nome del ragazzo – mostrerà di essere un nemico estremamente pericoloso, in cerca di una vendetta i cui motivi Liàthan ignora del tutto. Un anno esatto durerà la sfida, e se al termine Liàthan non sarà riuscito a fermare il suo avversario morirà, inesorabilmente e senza che niente possa impedirlo.

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