Orfeo e la fine del viaggio

La chiusura di una trilogia non è mai semplice. Ci sono dettagli di cui bisogna tenere conto, incongruenze da evitare, ma soprattutto nodi da sciogliere senza lasciare nulla in sospeso. Se poi l’opera trae ispirazione da qualcosa di tanto vasto e complesso come la mitologia greca, allora tutto diventa più complicato da gestire perché bisogna anche tenere conto anche di ciò che è già “stato scritto”. Beh, con il terzo capitolo della sua trilogia ispirata al mito di Orfeo ed Euridice, Luca Tarenzi termina la sua storia realizzando qualcosa di davvero straordinario.

Trama: Il terzo sorprendente episodio della saga di Orfeo. Dopo un viaggio pieno di insidie, Orfeo, Giasone e Medea riescono ad affrontare il drago che custodisce il Vello d’oro e a sottrargli la reliquia. Comincia così la loro fuga, inseguiti dal principe Apsirto, fratello di Medea, attraverso il Mare dell’Alba. Per tentare di sfuggire agli inseguitori Giasone chiede a Orfeo – che nel frattempo ha scoperto di essere ancora tormentato nottetempo dalle Erinni incontrate nell’Ade – di dar loro soccorso con la sua magia. Il suo aiuto sarà prezioso, ma per Orfeo la vera battaglia deve ancora cominciare.

Orfeo – Carne e Anima” chiude tutte le trame aperte nei romanzi precedenti, trascinando il lettore in un viaggio attraverso il mito, rielaborato e ricostruito in maniera coerente e potente. Un romanzo conclusivo che va in crescendo, facendoti avvicinare ancora di più ai protagonisti e rinsaldando il legame con essi con momenti di un’intensità emotiva strazianti.

Una storia che ti guida fino a un finale a dir poco sublime, un inno al potenziale umano capace di esprimersi al massimo attraverso la consapevolezza e l’accettazione di sé, ma soprattutto attraverso l’amore. Perché questa trilogia non parla solo dell’amore tra Orfeo ed Euridice, ma è anche una pura espressione dell’amore dell’autore per questa storia. Un amore che traspare da ogni parola e che, pagina, dopo pagina, arriva, inevitabilmente, a toccarti il cuore.

La discesa nell’Ade di Luca Tarenzi.

Con “Orfeo – musica e tenebre”, Luca Tarenzi continua la sua trilogia dedicata a una delle storie più tragiche e affascinanti della mitologia greca: quella di Orfeo e della sua Euridice.

Trama: Orfeo compie la sua discesa nelle tenebre alla ricerca di Euridice, superando tutti gli ostacoli e arrivando fino al Signore dei Morti, che gli concede di riportarla sulla Terra a patto che Orfeo stesso non si volti mai a guardarla finché non saranno tornati nel mondo dei vivi. Ma durante la risalita (che si rivela una battaglia continua) il giovane arriva a comprendere la vita innaturale a cui costringerà la sua amata nel farla tornare tra i vivi. Decide dunque di lasciarla andare, pur senza abbandonare l’ossessione di ricongiungersi a lei in qualche modo. Nel suo viaggio negli Inferi, inoltre, scopre che gli dei non sono altro che anime umane mai passate oltre, e divenute talmente potenti da proclamarsi padroni del destino degli uomini. Contro questa tirannia, che ora gli sembra inaccettabile, comincia a progettare la ribellione definitiva.

 

In questo romanzo, Tarenzi ci mostra quella che è sicuramente la parte più conosciuta della storia di Orfeo, e lo fa attraverso un’attento studio del mito originale e una narrazione intensa, carica di una straordinaria forza evocativa. 

Man mano che si procede con la lettura, personaggi e creature mitologiche prendono forma e anima e la discesa nell’Ade di Orfeo si trasforma in un viaggio anche per il lettore che si trova immerso nel cuore di un mito fatto di sofferenza e morte, rimorso e angoscia, ma anche, alla fine, di determinazione e desiderio di libertà. Una storia che parla di ribellione e di accettazione della sofferenza, che apre le porte a quello che si preannuncia essere un terzo volume degno dei più grandi miti greci. 

Anche con il suo secondo volume, questa trilogia di Luca Tarenzi non delude e io non posso che consigliarla anche a chi non è familiare con le tematiche trattate. Fidatevi, vi aprirà le porte di un mondo che non avete mai nemmeno osato immaginare.  

 

Camelia e il mondo fantastico di Monica Spigariol.

Il 28 Febbraio è uscito per Delrai Edizioni “Camelia”, un romanzo per bambini ( e non solo) davvero molto particolare, scritto dall’autrice Monica Spigariol.

Trama: “Camelia viene da un mondo parallelo, Vista, ed è una pescatrice, ma non una pescatrice come la intendiamo noi! Il suo compito è quello di ritrovare degli oggetti perduti sulla Terra – che nessun terrestre riesce a vedere – e ricondurli sul suo pianeta. Ha vari strumenti per portare a termine il suo lavoro: indossa degli occhiali dorati molto grandi e altri accessori particolari. Non solo, ha una rete speciale per catturare i fuggitivi, che la rende effettivamente una pescatrice. Per fortuna non è sola, con lei c’è un v-animale, Nexi, che la consiglia da vero amico. Di solito riesce a portare a termine questo incarico senza grandi difficoltà, se non risultando un po’ bizzarra agli abitanti della Terra. La situazione si complica quando una pergamena le si infila letteralmente tra i piedi, comportandosi in modo troppo strano. Preoccupata, Camelia cerca di recuperarla, ma quando ci riesce, scopre una verità scomoda…”

Uno dei punti di forza del romanzo della Spigariol è sicuramente l’ambientazione, un mondo dove realtà ed elementi fantastici si fondono con splendida naturalezza, senza forzature o stonature di alcun genere, permettendo al lettore di immergervisi completamente fino a innamorarsene. Anche I personaggi sono ben definiti sebbene alcuni, a mio avviso, potevano essere sviluppati maggiormente. Quello che ho amato di più di questo libro, però sono sicuramente le sue tematiche.

Camelia, infatti, è un romanzo di formazione, una storia sull’accettare e capire se stessi non solo attraverso l’affrontare nuove esperienze, ma anche grazie al coraggio di fare quello che si ritiene giusto a dispetto delle regole imposte da un mondo superficiale, dove l’apparenza è tutto e niente può essere messo in discussione. Una lettura scorrevole, forse un po’ troppo veloce e semplicistica in alcuni punti (da ricordare, però, che stiamo pur sempre parlando di un libro per bambini), ma sicuramente piacevole e consigliata. Ovviamente aspetto con impazienza il seguito.