Wulf Dorn e la sua “Psichiatra”

Di Wulf Dorn avevo già letto “Phobia” che però non mi aveva convinta al 100% , ma spinta dalla curiosità ho voluto comunque provare a leggere “la Psichiatra”, romanzo che ha portato Dorn al successo. Devo dire che a differenza di “Fobia”, questo libro mi ha davvero colpita.

Trama: Lavorare in un ospedale psichiatrico è difficile. Ogni giorno la dottoressa Ellen Roth si scontra con un’umanità reietta, con la sofferenza più indicibile, con il buio della mente. Tuttavia, a questo caso non era preparata: la stanza numero 7 è satura di terrore, la paziente rannicchiata ai suoi piedi è stata picchiata, seviziata. È chiusa in se stessa, mugola parole senza senso. Dice che l’Uomo Nero la sta cercando. La sua voce è raccapricciante, è la voce di una bambina in un corpo di donna: le sussurra che adesso prenderà anche lei, Ellen, perché nessuno può sfuggire all’Uomo Nero. E quando il giorno dopo la paziente scompare dall’ospedale senza lasciare traccia, per Ellen incomincia l’incubo. Nessuno l’ha vista uscire, nessuno l’aveva vista entrare. Ellen la vuole rintracciare a tutti i costi ma viene coinvolta in un macabro gioco da cui non sa come uscire. Chi è quella donna? Cosa le è successo? E chi è veramente l’Uomo Nero? Ellen non può far altro che tentare di mettere insieme le tessere di un puzzle diabolico, mentre precipita in un abisso di violenza, paranoia e angoscia. Eppure sa che, alla fine, tutti i nodi verranno al pettine…


Un’opera complessa e articolata che mostra una notevole conoscenza dell’autore dell’ambiente psichiatrico che descrive con accuratezza e notevole realismo. La storia inoltre trascina e cattura dalle prime pagine e coinvolge il lettore fino al colpo di coda finale che lascia totalmente spiazzato il lettore e che stravolge le carte in tavola in maniera del tutto imprevista. Un’opera che merita sicuramente il successo che ha avuto.
Molto bello e consigliato.

La Febbre di Ling Ma

In un mondo devastato da una terribile Pandemia, Candace, la protagonista, ricorda il suo passato di figlia di immigranti cinesi in America e cerca di sopravvivere e di portare a termine la propria gravidanza. Questo è “Febbre”, romanzo di ambientazione postapocalittica della scrittrice Ling Ma.

Le premesse sono buone così come l’idea di base del romanzo eppure, la narrazione è piuttosto lenta, forse troppo incentrata sui ricordi del passato della protagonista piuttosto che sul presente. 
L’azione è minima, quasi del tutto assente, e anche quando la storia sembra ingranare e prendere slancio, ecco che l’ennesimo flashback interrompe il ritmo che sembra quasi regredire.

Un libro su cui avevo parecchie aspettative, che però non sono state soddisfatte. Peccato.