GLI ADOLESCENTI E IL PESO DELLE PAROLE

Amy, la protagonista del romanzo True Identity, inizia ad appassionarsi alla scrittura fin dal liceo. Ne è così coinvolta che passa tutto il suo tempo libero china su un quaderno a scrivere. Questo però non viene visto di buon occhi dagli insegnanti e dai genitori che la costringono ad andare da una psicologa . Questa la prima impressione che la ragazza ha della dottoressa:

“(…) Ebbi appena un attimo di smarrimento prima di notare la donna che, vicino all’ampia finestra, mi osservava con attenzione. Era bassa e smilza, con un paio di occhialetti tondi poggiati in bilico sulla punta del naso aquilino. I capelli erano molto corti. Sembrava quasi che fossero stati appena leccati da una mandria di mucche bavose.
Non era un bello spettacolo. Per niente.
«Ciao, Amelia» mi salutò.
Il suo sorriso sghembo non aveva niente di cordiale o rassicurante. Se un serpente potesse sorridere di certo avrebbe la stessa espressione. (…)”

Durante una delle sue sedute, la dottoressa dirà cosa che metterà fortemente in crisi Amy. Invece di capirla e ascoltarla, la porterà ad aumentare i suoi dubbi e le sue insicurezze che la porteranno poi a crollare.
Questo episodio del romanzo è imparte ispirato a una mia reale esperienza: quando ero alle medie, un insegnante mi segnalò alla psicologa della scuola proprio perché passavo molto tempo a scrivere. Io decisi di andarci solo per perdere qualche ora di matematica finché quella sottospecie di persona non mi disse queste testuali parole: “Se il corpo è malato bisogna andare da un medico per curarlo e lo stesso vale per la mente.” Un invito, da parte sua, ad andare da uno specialista perché secondo lei “c’era qualcosa che non andava in me”. Una cosa che mi ha fatto male, ma alla quale, alla fine, sono riuscita a reagire.
Ho scelto di ispirarmi a questo evento perché perché, anche se si tratta di un romanzo fantasy, volevo trattare temi reali e per me importanti.
Volevo far capire quanto le parole possano far del male se dette con noncuranza e insensibilità e che lavorare con i ragazzi, soprattutto oggi, non può essere solo un modo per portare a casa uno stipendio. Deve essere una scelta consapevole delle responsabilità che essa comporta.

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LE TAPPE DELLA VITA COME LA NASCITA DI UN ROMANZO.

True Identity è la storia della vita di una scrittrice e del protagonista del suo romanzo, una storia di crescita, in cui vengono raccontate le fasi più importanti della vita di entrambi. Nello scriverla ho provato a pensare alle tappe della MIA vita. Insomma: quando è iniziato il mio percorso? Cosa mi ha portato ad amare così tanto la scrittura?
La risposta era quasi ovvia: è stato da bambina, quando giocavo a fare Sailor Moon e riscrivevo parola per parola l’intera trama del film di Balto su un quaderno, che è cominciato tutto.
Per questo ho deciso di far iniziare l’amicizia di Amy e Hank, da bambini. È da piccoli che cominciamo a diventare ciò che siamo destinati a essere.

Ma questa è anche la storia di come nasce un libro. Per questo, ho voluto chiamare le quattro parti di cui è composto il libro, come le fasi di lavorazione di un romanzo:

La prima parte è “La prima stesura” ovvero l’infanzia di Amy e Hank, il periodo fatto di giochi e illusioni, in cui tutto è incredibile ed è l’emozione a prevalere. Esattamente come quando comincio a scrivere una storia: all’inizio è tutto molto istintivo, semplice. Scrivo di getto quello che sento, seguendo solo la mia visione del racconto.

La seconda è “La rilettura” ovvero l’adolescenza dei due protagonisti, quando entrambi iniziano ad affrontare la realtà e perdere le proprie illusioni. Si tratta di uno dei periodi più difficili per loro, quello in cui si trovano in bilico tra il desiderio di combattere e quello di arrendersi alle difficoltà della vita. Un periodo che ho associato alla seconda fase di mio lavoro su romanzo, quella più ragionata, in cui sistemo lo stile e correggo eventuali errori di trama. La fase in cui leggo e rileggo (prima da computer e poi su carta) con la continua ansia che ci sia qualcosa che non va e che la mia storia possa non piacere.

La terza parte l’ho chiamata “Editing” ovvero il periodo dopo il liceo in cui Amy e Hank iniziano a prendere consapevolezza, a tracciare la propria strada e trovare persone affini in grado di aiutarli e sostenerli. Come alla fine riesce a fare un buon editor aiutando lo scrittore a correggere e migliorare la sua opera.

E poi l’ultima parte, “la Pubblicazione” ovvero… oh beh, questa ve la lascio immaginare ^,.,^.

https://bookabook.it/libri/true-identity/

Il mio romanzo/obiettivo per il 2016

Una volta ho letto un commento su Tolkien nel quale si diceva che il professore di Oxford aveva descritto la sua Terra di Mezzo talmente tanto bene e talmente tanto minuziosamente da dare l’impressione dii averla visitata davvero.

Forse fu proprio grazie a questo commento che iniziai a coltivare l’idea della storia alla quale sto lavorando ormai da più di un anno.

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Si tratta di un romanzo che nasce da una serie di mie personali riflessioni su quella che per me è la scrittura, su come questa può influenzare la vita di uno scrittore e cambiare la sua visione del mondo. Allo stesso tempo però, questo libro è anche la storia di come una ragazza amante dei libri e della scrittura può coltivare la sua passione e a farcela in una realtà come la nostra, dove spesso i sogni vengono soffocati e a volte sono i bulli e le mode venali ad avere la meglio. Un piccolo viaggio (non autobiografico, ci tengo a precisarlo) dall’infanzia di una sognatrice alla sua adolescenza, ai suoi primi approcci con l’editoria e il mondo adulto.

La storia è scritta come una sorta di romanzo confessione di una scrittrice fantasy che ormai da diverso tempo ha raggiunto l’apice del successo nel nostro paese. Attraverso i ricordi di una vita, essa rivela di come ha conosciuto da piccola il protagonista del suo romanzo più famoso, di come sono cresciuti insieme e di come la sua costante presenza l’abbia portata ad avvicinarsi alla scrittura e abbia influenzato e cambiato la sua vita che a sua volta ha avuto profonde ripercussioni su quella di lui. La vita di lei e la storia di lui, raccontate di pari passo, l’una profondamente legata e intrecciata all’altra.

Ma lui e il suo mondo distopico che lei si spesso è trovata a visitare sono reali o sono solo il frutto di una mente incapace di vivere rinchiusa negli stretti legami della realtà?

A questo nemmeno lei saprebbe rispondere con certezza, sebbene col passare del tempo si troverà a capire che in fondo la coesione tra realtà e immaginazione non è impossibile. Ciò che conta è che nessuna della due finisca col soffocare e sopprimere l’altra.

Non so se questo romanzo verrà mai alla luce, se qualcuno lo pubblicherà o se verrà mai letto. Ciò che so è che rappresenta per me un percorso importante nel quale mi sono ritrovata a trattare tematiche delicate mai affrontate prima, un percorso che spero di portare a termine entro settembre (ormai sono ho superato di gran lunga la metà della storia). Questo è il mio obiettivo per il 2016 e il mio augurio per chi non ha mai smesso di dare il meglio per raggiungere il proprio.

p.s. Forse molti di voi diranno un grandissimo “e sti cazzi” leggendo questo post o mi considereranno patetica o ancora peggio arrogante, ma tranquilli: come sempre siete sempre liberi di non prendermi troppo sul serio 😉