Due parole su Arcana Permutatio di Mara Cassardo.

Ho comprato Arcana Permutatio allo stan della Astro Edizioni al Salone del Libro di Torino, dove ho avuto anche modo di rivedere la splendida Mara che mi ha accolta con affetto e un’entusiasmo a dir poco contagioso.Sono sempre stata affascinata dai tarocchi (che ho imparato a leggere diversi anni fa) e devo ammettere che è stato questo uno dei motivi che mi ha spinto a comprare il libro.

Trama:

Roberta è una ragazza come tante, eppure ha perso se stessa, una scelta dopo l’altra. Una sera, tutto questo cambia. Roberta accetta un sussurro dal suo Io più nascosto e una busta nera, piena di segreti, che solo lei può scegliere di aprire. Così Roberta diventa il fulcro di indagini esoteriche, fatte di spiriti e passasoglia nascosti. Il suo passato è la chiave di volta, quello più lontano fatto di intrecci di vite.
Arcana permutatio è un’esplorazione dell’inconscio, nella città esoterica per eccellenza: Torino.

Una delle prime cose che spiccano di questo libro è proprio Torino, città nella quale ho vissuto per diverso tempo e che mi è rimasta nel cuore. In Arcana Permutatio, Torino prende vita, diventa parte integrante della storia come un cuore vivo, pulsante. Altro elemento dominante è la simbologia a partire da quella dei tarocchi che Mara utilizza con consapevolezza e senza scadere nel banale. Il tutto a fare da perno a una storia affascinante, che coinvolge e cattura il lettore e con personaggi ai quali è impossibile non legarsi. La scrittura poi è scorrevole, fluida: ho iniziato a leggere il libro il giorno stesso in cui l’ho comprato, proprio al Salone del Libro e l’ho finito la mattina dopo. Non sono riuscita a smettere!

Consiglio quindi Arcana Permutatio a tutti quelli che amano le storie intense e ricche di mistero capaci di trascinare e affascinare. Questa ovviamente è solo la mia opinione. Voi siete troppo liberi di non prendermi troppo sul serio 😉

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GLI ADOLESCENTI E IL PESO DELLE PAROLE

Amy, la protagonista del romanzo True Identity, inizia ad appassionarsi alla scrittura fin dal liceo. Ne è così coinvolta che passa tutto il suo tempo libero china su un quaderno a scrivere. Questo però non viene visto di buon occhi dagli insegnanti e dai genitori che la costringono ad andare da una psicologa . Questa la prima impressione che la ragazza ha della dottoressa:

“(…) Ebbi appena un attimo di smarrimento prima di notare la donna che, vicino all’ampia finestra, mi osservava con attenzione. Era bassa e smilza, con un paio di occhialetti tondi poggiati in bilico sulla punta del naso aquilino. I capelli erano molto corti. Sembrava quasi che fossero stati appena leccati da una mandria di mucche bavose.
Non era un bello spettacolo. Per niente.
«Ciao, Amelia» mi salutò.
Il suo sorriso sghembo non aveva niente di cordiale o rassicurante. Se un serpente potesse sorridere di certo avrebbe la stessa espressione. (…)”

Durante una delle sue sedute, la dottoressa dirà cosa che metterà fortemente in crisi Amy. Invece di capirla e ascoltarla, la porterà ad aumentare i suoi dubbi e le sue insicurezze che la porteranno poi a crollare.
Questo episodio del romanzo è imparte ispirato a una mia reale esperienza: quando ero alle medie, un insegnante mi segnalò alla psicologa della scuola proprio perché passavo molto tempo a scrivere. Io decisi di andarci solo per perdere qualche ora di matematica finché quella sottospecie di persona non mi disse queste testuali parole: “Se il corpo è malato bisogna andare da un medico per curarlo e lo stesso vale per la mente.” Un invito, da parte sua, ad andare da uno specialista perché secondo lei “c’era qualcosa che non andava in me”. Una cosa che mi ha fatto male, ma alla quale, alla fine, sono riuscita a reagire.
Ho scelto di ispirarmi a questo evento perché perché, anche se si tratta di un romanzo fantasy, volevo trattare temi reali e per me importanti.
Volevo far capire quanto le parole possano far del male se dette con noncuranza e insensibilità e che lavorare con i ragazzi, soprattutto oggi, non può essere solo un modo per portare a casa uno stipendio. Deve essere una scelta consapevole delle responsabilità che essa comporta.

LE TAPPE DELLA VITA COME LA NASCITA DI UN ROMANZO.

True Identity è la storia della vita di una scrittrice e del protagonista del suo romanzo, una storia di crescita, in cui vengono raccontate le fasi più importanti della vita di entrambi. Nello scriverla ho provato a pensare alle tappe della MIA vita. Insomma: quando è iniziato il mio percorso? Cosa mi ha portato ad amare così tanto la scrittura?
La risposta era quasi ovvia: è stato da bambina, quando giocavo a fare Sailor Moon e riscrivevo parola per parola l’intera trama del film di Balto su un quaderno, che è cominciato tutto.
Per questo ho deciso di far iniziare l’amicizia di Amy e Hank, da bambini. È da piccoli che cominciamo a diventare ciò che siamo destinati a essere.

Ma questa è anche la storia di come nasce un libro. Per questo, ho voluto chiamare le quattro parti di cui è composto il libro, come le fasi di lavorazione di un romanzo:

La prima parte è “La prima stesura” ovvero l’infanzia di Amy e Hank, il periodo fatto di giochi e illusioni, in cui tutto è incredibile ed è l’emozione a prevalere. Esattamente come quando comincio a scrivere una storia: all’inizio è tutto molto istintivo, semplice. Scrivo di getto quello che sento, seguendo solo la mia visione del racconto.

La seconda è “La rilettura” ovvero l’adolescenza dei due protagonisti, quando entrambi iniziano ad affrontare la realtà e perdere le proprie illusioni. Si tratta di uno dei periodi più difficili per loro, quello in cui si trovano in bilico tra il desiderio di combattere e quello di arrendersi alle difficoltà della vita. Un periodo che ho associato alla seconda fase di mio lavoro su romanzo, quella più ragionata, in cui sistemo lo stile e correggo eventuali errori di trama. La fase in cui leggo e rileggo (prima da computer e poi su carta) con la continua ansia che ci sia qualcosa che non va e che la mia storia possa non piacere.

La terza parte l’ho chiamata “Editing” ovvero il periodo dopo il liceo in cui Amy e Hank iniziano a prendere consapevolezza, a tracciare la propria strada e trovare persone affini in grado di aiutarli e sostenerli. Come alla fine riesce a fare un buon editor aiutando lo scrittore a correggere e migliorare la sua opera.

E poi l’ultima parte, “la Pubblicazione” ovvero… oh beh, questa ve la lascio immaginare ^,.,^.

https://bookabook.it/libri/true-identity/