Ritorno a Jinbocho.

Dopo aver amato così tanto “I miei giorni alla libreria Morisaki” di Satoshi Yagisawa, non ho potuto non leggere anche il suo seguito “Una sera tra amici a Jinbocho” e devo confessare che l’ho amato molto più del primo.

Trama:A Tōkyō c’è un quartiere che raccoglie il più alto numero di librerie al mondo. Si chiama Jinbōchō. Gli amanti dei libri possono trovarci di tutto, dai romanzi dell’epoca Meiji ai copioni teatrali e vecchie mappe, e i cacciatori di edizioni rare fanno base qui. La libreria Morisaki, un piccolo negozio familiare specializzato in letteratura giapponese moderna, riesce a ospitare a malapena cinque persone insieme. I libri si affollano in ogni angolo e, all’arrivo di un cliente, dal bancone fa subito capolino il proprietario, Satoru. Ad aiutarlo ci sono la moglie Momoko e la nipote Takako, che in cambio di qualche ora di lavoro si trasferisce al piano di sopra della libreria per ritrovare se stessa. Takako scopre così una vita nuova, fatta di letture appassionanti, lettori mai sazi e nuovi amici. Soprattutto, si accorge di non essere più sola in mezzo a tutto il grigio di Tōkyō. Perché una libreria – ha scoperto – è popolata di molte più storie rispetto a quelle contenute nei libri. E quelle storie creano legami fortissimi. Come segno di gratitudine, Takako regala un viaggio agli zii, impegnandosi a sostituirli mentre sono via. Tutto sembra andare a gonfie vele, ma allora perché Satoru si comporta in modo così strano? E cosa vuole quella donna con l’ombrello rosso in fondo alla strada?

Sebbene anche questo di dimensioni ridotte (non supera le 170 pagine), mai come in questo romanzo ho percepito l’amore per i libri e la lettura, un amore che viene trasmesso a ogni pagina assieme a una leggerezza e a una spensieratezza che si riscontra in davvero poche opere. O almeno è così fino alla parte finale dove nel mondo fatto di storie su carta della libreria Morisaki si abbatte l’amarezza di una realtà alla quale è impossibile sfuggire e un dolore dal quale sembra impossibile potersi risollevare. Forse è perché mi è capitato di recente di affrontare una situazione molto simile, ma quell’ultima parte per me è stata difficile da leggere. Nonostante questo, però, arrivata alla fine è stata la speranza a prevalere, la speranza e la consapevolezza che si può riemergere dal dolore e che, nonostante le lacrime, è possibile trovare ancora motivi per sorridere. Magari tra le pagine di un libro.

Consigliatissimo soprattutto se conoscete e amate la cultura e le ambientazioni Giapponesi.

La guerra che incombe


Ed eccomi qui a parlare del quarto capitolo della saga di Blackwater, una serie di libri che mi hanno sa dir poco sorpresa, trascinandomi, libro dopo libro, in una storia sempre più intrigante e affascinante.

Trama: 1938. È l’alba di una nuova èra per il clan Caskey e nulla sarà mai più come prima. La determinazione di Elinor finalmente dà i suoi frutti. I nemici di ieri diverranno gli amici di domani e i mutamenti giungeranno da luoghi inaspettati. Anche per il mondo si apre una nuova èra, portatrice però di pericolo e distruzione: il conflitto in Europa farà affluire sangue nuovo a Perdido. Nella proprietà dei Caskey, gli uomini vanno e vengono. Come marionette che non sanno di essere appese a un filo.

Ho letto questo romanzo in pochi giorni e devo dire che ci avrei messo molto meno se non fosse stato per il poco tempo a disposizione. Questo libro, infatti, dà il via a una nuova fase della storia dei Caskey, con Elinor come guida e le nuove generazioni che si fanno pian piano strada all’interno della famiglia, plasmando ognuno il proprio posto all’intero di essa. L’ombra della seconda guerra mondiale crea un clima di paura e ansia, ma inaspettatamente si rivela una vera e propria fortuna per i Caskey, la cui falegnameria si ritrova a lavorare come mai prima. Allo stesso tempo, però, Perdido si riempie di nuovi personaggi, alcuni che diventeranno una parte fondamentale della famiglia, altri che finiranno col ferirla in maniera profonda. Ma da una violenza immane, emerge una consapevolezza nuova e il segreto di Elinor viene in parte svelato attraverso la figlia Frances che condivide la stessa natura misteriosa della madre. Anche questo libro, come gli altri della saga, va in crescendo arrivando a un punto di svolta che sconvolge e stravolge, ma che apre strade inaspettate in questo nuovo capitolo della storia della famiglia Caskey. 

La corsa contro il tempo di Crichton e Patterson


Non mi stancherò mai di dire quanto amo le opere di Michael Crichton per questo sono stata felice di scoprire dell’uscita nel 2024 di un suo romanzo postumo: Eruption. Le sue ricerche, gli appunti, le bozze e le interviste a vulcanologi professionisti, sono stati ritrovati e raccolti da dalla moglie di Crichton e il romanzo è stato poi concluso da un altro grande autore contemporaneo: James Patterson

Trama: Hawaii, 2016. Rachel Sherrill, brillante biologa in forze ai Giardini Botanici di Hilo, sta accompagnando una scolaresca in visita, quando uno dei ragazzini le chiede di spiegargli uno strano fenomeno: alcuni alberi stanno diventando neri e trasudano una sostanza che sembra inchiostro, mentre nel cielo altrimenti sereno, contro il quale si staglia il profilo del vulcano Mauna Loa, risuonano tuoni minacciosi. Evacuato il parco, dopo un sopralluogo dell’esercito l’incidente viene derubricato a incendio, e tutto sembra continuare come se nulla fosse…
Hawaii, 2025. Nove anni dopo, mentre il mondo si prepara ad affrontare sfide ambientali sempre più pressanti, il Mauna Loa cova una furia sempre più intensa. John MacGregor, appassionato surfista nonché esperto vulcanologo e capo dell’Hawaiian Volcano Observatory, sa che un’eruzione catastrofica del Mauna Loa è inevitabile. Ma c’è di più. Nel cuore del vulcano si cela un segreto oscuro, un’eredità del passato che potrebbe essere la rovina dell’intero pianeta. Nei recessi di una caverna sulle pendici del monte sono stati nascosti anni prima alcuni contenitori di un erbicida che per errore è stato reso radioattivo. Se liberato nell’atmosfera da un’eruzione, avrebbe conseguenze catastrofiche non solo per la popolazione di Hilo, ma per l’ecosistema e gli abitanti di tutta la Terra. Mentre il tempo stringe e l’attività del Mauna Loa sfiora il punto di non ritorno, MacGregor e la sua squadra si lanciano in un’odissea disperata per fermare il disastro imminente, in lotta con il calore feroce delle colate laviche e le scosse sismiche che sembrano far crollare ogni speranza. Solo una missione suicida, o un miracolo in cui nessuno sembra più credere, possono salvare le sorti dell’umanità…

Eruption è un romanzo che cattura il lettore fin da subito con uno stile fluido e descrizioni vivide e accurate. Ma c’è un punto nella storia in cui non solo il romanzo si fa interessante, ma si trasforma in una storia adrenalinica dalla quale non ci si riesce a staccare, una corsa contro il tempo nella quale il lettore si sente direttamente coinvolto. Pagina dopo pagina, si ha quasi l’impressione di essere rincorsi da un fiume di lava e l’unico modo per capire come sfuggire a essa e continuare la lettura e arrivare all’ultima pagina.

L’impronta di Crichton nell’opera si sente fortemente grazie a quell’attento lavoro di documentazione e ricerca che lo scrittore aveva fatto prima di morire. Ogni dettaglio sull’attività dei vulcani e sulle ricerche fatte su di essi sono precisi e accurati, basati su fatti e studi reali, dettagli che sono un po’ la caratteristica principale dei romanzi di Crichton. Forse di questo libro si può criticare il finale, che molti potrebbero trovare banale o fin troppo sbrigativo, ma per me è stata di certo una bella lettura che mi sento davvero di consigliare.