La notte più lunga di Michael Connelly

Ho scoperto questo romanzo grazie all’articolo “Amore a scoppio ritardato” di WWAYNE e non posso fare altro che ringraziarlo per l’ottimo consiglio. Se siete amanti dei thriller ben scritti, infatti, questo libro potrebbe fare per voi.

Trama:

La detective Renée Ballard si ritrova ancora confinata all’Ultimo Spettacolo, il turno di notte della polizia di Los Angeles, nonostante abbia risolto lo spinoso caso del Dancers. Nell’ambiente non tutti le hanno ancora perdonato la denuncia di molestie sessuali fatta nei confronti del suo superiore, il tenente Olivas, motivo che è all’origine della sua retrocessione all’Ultimo Spettacolo.

Una sera Ballard si imbatte in Harry Bosch, detective del LAPD in pensione che continua a occuparsi dei cold case per conto del distretto di San Fernando. Bosch sta lavorando su un caso che lo opprime, la morte della quindicenne Daisy Claiton trovata cadavere nove anni prima dentro un sacco della spazzatura. Onorando una promessa fatta alla madre di Daisy, Bosch è determinato a risolvere il mistero e assicurare alla giustizia l’assassino rimasto a piede libero. Ballard è sempre stata restia a collaborare con gli uomini, a maggior ragione dopo quanto le è accaduto, tuttavia il famoso detective Bosch accende in lei la determinazione nel risolvere il caso Claiton.

“La Notte più lunga” è un romanzo accattivante, il cui punto di forza del sono sicuramente i due protagonisti, entrambi ben caratterizzati e profondamente umani nelle loro imperfezioni che li portano anche ad andare oltre la legge e a cercare di piegare le regole per riuscire a ottenere giustizia. Due figure di spessore e che di sicuro, riescono a creare una profonda empatia con il lettore.

Altro grande pregio del romanzo è il forte realismo delle indagini e delle ambientazioni dai quali si denota l’attenta ricerca dell’autore nonché la sua capacità di creare una storia in grado di trascinare in una lettura vorace. 
Davvero un gran romanzo, consigliato a tutti gli amanti del genere.

“Io, robot” ovvero Asimov e le tre leggi della robotica.

Quando si parla di fantascienza, c’è un nome che spicca su tutti e che nessun amante del genere può esimersi dal leggere: Isaac Asimov. Precursore dei tempi, Asimov ha scritto il suo primo racconto sui robot quando era diciannovenne, senza immaginare che un giorno essi sarebbero diventati (in parte) realtà né l’influenza che le sue opere avrebbero avuto sul loro sviluppo. Ancora meno avrebbe potuto immaginare che all’età di soli ventuno anni avrebbe scritto le sue frasi più famose: le tre leggi della robotica.

Proprio in “Io, robot” sono presenti una serie di racconti incentrati sulle tre leggi della robotica, sulla loro applicazione, su come possono entrare in conflitto tra loro e sulle conseguenze di questi conflitti.

Tutte qualche modo tutto collegate attraverso i loro protagonisti, queste storie di fantascienza pura finiscono col mostrare però anche tutte le complessità della natura umana. Devo dire che sono rimasta colpita da questa antologia, che mi ha affascinata senza mai annoiarmi con uno stile mai pesante nonostante la complessità e il realismo delle storie narrate. Un’opera bellissima e sicuramente una lettura obbligatoria per tutti gli amanti del genere.