Ice Cream Books Tag

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Grazie a Il Trono di Libri per avermi taggato! L’idea di associare libri e gelati nasce da Lettere d’inchiostro ed è davvero sfiziosa 🙂

Per partecipare basta seguire queste semplici regole:

– Usare l’immagine qui sopra;
– Menzionare chi ha creato il Book Tag e chi vi ha taggati;
– Nominare qualche altro blog.

PISTACCHIO per un libro che mi accompagna da anni.

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VANIGLIA per un libro che è amore e passione.

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PINGUINO per la saga prediletta.

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CARAMELLO AL SALE per il prossimo libro da leggere.

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POMPELMO per un libro da consigliare.

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CIOCCOLATO EXTRA FONDENTE per il libro che tutti dovrebbero leggere.

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unapiccolaluna.wordpress.com

seidicente.wordpress.com

scritturebarbarice.wordpress.com

 

 

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La Sentinella di Claudio Vergnani: una visione cupa e angosciante sul futuro del mondo.

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Ci sono autori che rappresentano una garanzia, che riescono sempre a soddisfare le tue aspettative e a sorprenderti a ogni libro. Per me, uno di questi autori é sicuramente Claudio Vergnani. Ho da poco finito di leggere il suo romanzo “la Sentinella” e come sempre sono rimasta affascinata  dalla sua capacità di  trascinarmi e lasciarmi col fiato sospeso creando storie dal ritmo serrato in un’ambientazione dai toni fortemente cupi e angoscianti.

Trama:

Ecco il futuro. E molte cose sono cambiate: si è aperta un’era di uguaglianza e di spiritualità. Ciò che prima era privilegio delle classi agiate ora è alla portata di tutti. Niente più polizia, né esercito. Ma disastri naturali, catastrofi legate all’incuria, la sovrappopolazione dovuta alle direttive di una religione che pretende famiglie sempre più numerose, carestia e degrado hanno fatto del mondo un luogo inospitale e pericoloso. Il dilagare del cannibalismo, il proliferare di antiche sette legate al culto dei morti, la demenza indotta dall’uso di droghe letali, una fauna mutante mostruosa e antropofaga portano la Chiesa a istituire severe Selezioni per la formazione di Ordini scelti che mettano un freno ai pericoli. Nasce così l’Ordine delle Sentinelle. La Selezione per diventare Sentinella, però, non è solo dura, è disumana. E cosa succede se chi sopravvive rischia di ritrovarsi disumano a sua volta? Cosa succede se i prescelti si rivelano peggiori delle persone che dovrebbero combattere? 

Il romanzo si divide in due parti: la prima mostra la spietata selezione a cui viene sottoposto il protagonista per entrare nell’ordine delle Sentinelle, una serie di prove crudeli della durata di tre giorni che costringono i partecipanti a sforzi inumani, prove durante le quali è fin troppo facile morire.  L’intera selezione segue unicamente il protagonista che racconta la sua esperienza in una sorta di “monologo” senza quasi alcun dialogo con gli altri partecipanti o i selettori. Questo, a mio avviso, permette al lettore di entrare dei più nel ritmo duro e incalzante della selezione, di percepirne il ritmo serrato e tutta l’angoscia e la fatica del protagonista e di chi gli sta attorno.

La seconda parte invece rappresenta una fuga per la sopravvivenza del protagonista che si ritrova a fare da inaspettata guardia del corpo all’uomo più importante e influente di un mondo ormai in rovina. Durante la sua fuga, il protagonista si ritroverà messo alla prova non solo fisicamente, ma anche e soprattutto moralmente. Messo alle strette, dovrà scegliere tra la sua vità e la sua morale, tra salvare se stesso o la persona che sta proteggendo (non dico di chi si tratta per non fare spoiler) dalla cui salvezza potrebbe derivare un grande cambiamento. 

“La Sentinella” però é anche un viaggio nella natura umana, una riflessione sulla crudeltà dell’uomo e su ciò che esso é in grado di fare se spinto alla disperazione nonché uno spunto di ampia riflessione sulla religione e la fede.

Un romanzo quinsi dal ritmo incalzante con un’ambientazione cupa e angosciante, ma allo stesso tempo un’opera in grado non solo di intrattenere,ma anche di portare alla riflessione.

Assolutamente consigliato anche se voi ovviamente siete sempre liberi di non prenderemi troppo sul serio 😉

 

Jurassic World e il ritorno della meraviglia.

Lo scorso martedì sono finalmente andata a vedere un film che aspettavo da tanto, tanto tempo: Jurassic World. La prima volta che ne ho sentito parlare, ammetto di aver avuto paura. Fin da piccola ho adorato Jurassic Park (qui un mio articolo sul primo film), uno di quei film che ancora oggi, rivedendolo, riescono a provocare in me un profondo senso di stupore e meraviglia. Dopo la cocente delusione di Jurassic Park 3 però, ero piuttosto dubbiosa davanti a questo quarto capitolo. Porcaccia quanto mi sbagliavo!

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Ammettiamolo, era da tanto che tutti i fan desideravano vedere l’apertura del parco, ma mai mi sarei aspettata che vederlo davvero potesse entusiasmarmi tanto. A ogni scena mi sono sentita tornare la bambina che allo stesso tempo si emozionava e si spaventava nel vedere gli spettacolari dinosauri e credo sia questo che mi fa dire con assoluta certezza che Jurassic World è assolutamente un film ben riuscito che, almeno per me, ha pienamente raggiunto il suo scopo, soddisfacendo ogni mia aspettativa.

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Confesso poi che mi sono perfino commossa davanti alle numerosi citazioni e collegamenti che legano Jurassic World a Jurassic Park.

Oltre alla colonna sonora, nel film sono sparsi numerosi omaggi e dettagli che creano un meraviglioso senso di continuità con la pellicola originale a partire ovviamente dal maestoso portone d’ingresso.

All’inizio, poi, quando la gente arriva nel padiglione principale del parco, oltre alla statua commemorativa di Jhon Hammond, in una delle schermate appare Mr. DNA. Non sono riuscita a trattenere un sorriso.

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Una lacrima invece, mi è scesa quando i due ragazzini coprotagonisti sono entrati in quella che era la vecchia sede centrale del primo parco.

Il posto era disabitato e invaso dalla vegetazione e dall’abbandono, una desolazione capace di trasmettermi profonda nostalgia e allo stesso tempo di darmi maggiore consapevolezza di quanto tempo è passato da quell’ormai lontano 1993.

Giuro che quando ho visto il dipinto del velociraptor sulla parete del centro abbandonato, quasi mi aspettavo di veder comparire l’ombra del vero animale come nel primo film.

Ancora una volta poi, ho sorriso nel rivedere gli occhiali a infrarossi un tempo indossati dal piccolo Tim e le mitiche Jeep del vecchio staff.

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E poi c’è lui, il dottor Wu, l’unico personaggio presente anche nel primo film, scienziato che ha contribuito anche alla creazione di Jurassic World e che, da come si svolgono poi le cose (non faccio spoiler) potrebbe essere il filo conduttore anche per un ulteriore seguito.

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Un viaggio nei ricordi, quindi, ma allo stesso tempo un’avventura ricca di adrenalina e tensione, con scene che ti d’anno l’impressione di entrare nel vivo dell’azione e creature spettacolari e terrificanti. In primis ovviamente c’è il tento criticato “ibrido” creato unendo diverse specie in laboratorio: l’Indominus Rex, un dinosauro spettacolare, intelligente e con un forte istinto di uccidere, creato per un motivo che ho trovato (seppur estremizzato) piuttosto corretto e ragionato ovvero seguire quella che è una legge di mercato.

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Dopo alcuni anni dall’apertura del parco, infatti, il pubblico ormai è sempre più insensibile allo spettacolo dei dinosauri, (ne è una prova come le persone guardano quasi entusiaste i dinosauri carnivori nutrirsi), vuole di più e quindi chi vende “il prodotto dinosauri” deve dare loro di più per mantenere alti gli incassi.

Quelli che ho amato di più comunque sono gli straordinari velociraptor. In questo film viene sviluppato il concetto dell’imprinting accennato nel primo film, secondo il quale i dinosauri creano un legame con il primo essere vivente che vedono.

L’imprinting e la straordinaria intelligenza di questi animali ha permesso in qualche modo di creare con Owen , il protagonista interpretato da Chris Pratt, di “ammaestrarli”. Eppure, nonostante questa novità, i raptor non perdono comunque loro la ferocia e la pericolosità che li ha resi senza alcun dubbio i miei preferiti.

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Ah! Non preoccupatevi se il T-Rex non avrà la parte da protagonista che aveva negli altri film: nel finale saprà farsi valere 😉

Un film che consiglio assolutamente soprattutto a chi ha amato e si è entusiasmato per il primo Jurassic Park anche se voi, ovviamente, siete sempre liberi di non prendermi troppo sul serio 😉