Il “mio” Salone Internazionale del Libro di Torino 2015

Lunedì 18 maggio si è concluso l’annuale Salone Internazionale del Libro di Torino, un evento al quale partecipo ormai ogni anno con grande piacere. Questa volta, non vivendo più a Torino, sono stata ospite dei mitici Blondie del blog “Il Trono di Libri”  (un blog cccciovane, ma con un altissimo gradodi miticità).

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L’Hot Burger, il mega panino con pane, hamburger, insalata, pomodorini, cipolla caramellata, cipolline sottaceto, maionese, ketchup, mozzarella, sottiletta, bacon, insalata russa, cetriolini e ovviamente hot dog, generato durante la mia permanenza in casa Blondie

 

Quest’anno in particolare ho avuto modo di godermi il Salone e di ritrovarne quella che per me è sempre stata l’essenza di questo evento: trascorrere delle splendide ore in mezzo a milioni di libri e ritrovare persone care con le quali condividere la mia passione per la lettura.  Niente relazioni sociali o prese di contatti con editori e scrittori, niente autopromozione o chiacchiere inutili da editoria spicciola: c’ero solo io, i miei amici, tanto divertimento e, soprattutto, tanti i libri.

 

Questi e molti altri amici ritrovati come il mitico Viewtifull Max e  la sua dolce (e, diciamolo, anche più bella ;P ) metà Giulia, il Grazie Mario e la mitica Federica Spagone, hanno contribuito a rendere il fine settimana del Salone, un week end unico e spensierato che mi sono davvero goduta come non mi capitava da anni.

Anche a livello di organizzazione e allestimento ho trovato un netto miglioramento rispetto all’anno passato, soprattutto per quanto riguarda l’organizzazione del padiglione 1, (sicuramente meno vuoto e dispersivo dell’anno scorso). Peccato la grossa pecca dell’assenza del wi-fi, ma, sapete, a far tutte le cose come si deve poi quelli del Salone rischiano di abituarci male.

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Il “mio” Salone del Libro poi è stato anche un week end di “cari auguri”  (come quello che mi è stato fatto dal mitico creatore di “Io ti maledico”)

 

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E attimi di massima serietà allo stand della Nero Press XD

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e poi vi domandate perché vi dico di non prendermi mai troppo sul serio?

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Lovecraft’s Innsmouth: Claudio Vergnani dà nuova linfa al mito di Lovecraft.

Lovecraft's Innsmouth

Ho avuto modo di leggere e apprezzare tutti i precedenti romanzi di Vergnani e per questo non ho potuto resistere alla brama di mettere le mani anche su “Lovcraft’s Innsmouth” e devo dire che, a fine lettura, non me ne sono affatto pentita.

Prima di tutto c’è da dire che sono stata felicissima di ritrovare Claudio e Vergy, già protagonisti insieme de “Il 18° vampiro”, “il 36° giusto” e “l’ora più buia”. Sono due personaggi straordinari che è impossibile non amare, due volti di una stessa medaglia che insieme creano una combinazione perfetta ed esplosiva (a volte anche letale).

Altra nota positiva di questo racconto lungo è che non bisogna essere per forza estimatori di Lovecraft per poterlo apprezzare. Vergnani infatti riesce a creare una storia unica e moderna che trae in maniera coerente e precisa origine dall’opera Lovecraftiana dandole però una linfa tutta nuova. Chi non ha mai letto Lovecraft quindi si ritrova tra le mani un’opera originale e comunque comprensibile senza conoscerne l’origine mentre i suoi estimatori non potranno non apprezzare quella che è una vera e propria moderna ricostruzione di Innsmouth, fatta di citazioni, riferimenti e immagini descritte in maniera straordinariamente vivida.

Altro grande pregio dell’opera di Vergnani è sicuramente lo stile capace di incollare il lettore alle pagine, uno stile fatto di un’ironia pungente, a tratti amara, che però non mina assolutamente la tensione e l’angoscia che si fanno sempre più intense di pagina in pagina.

Con la speranza di poter leggere un seguito o comunque una “versione estesa”, consiglio vivamente “Lovecraft’s Innsmouth” a tutti gli amanti del genere e a coloro che vorrebbero avvicinarsi ad esso nonché a tutti gli estimatori di H.P. Lovecraft.

Non penso rimarrete delusi, voi comunque siete sempre liberi di non prendermi troppo sul serio ;P