La Vendetta del Ragno – l’audio racconto by Pit Enjoy Ever

Ho scritto il racconto “la Vendetta del Ragno” diverso tempo fa, dopo un incontro fin troppo ravvicinato con un enorme ragno e la sua prole che mi ha… come dire… ehm… leggermente scossa (ahimè purtroppo la mia paura dei ragni rasenta l’aracnofobia) e ho deciso di pubblicandolo qui sul blog proprio per “lasciarlo andare” e scacciare quello spiacevole ricordo.

Non avrei mai pensato che, un giorno, molto tempo dopo, sarei stata contattata dal team del canale Pit Enjoy Ever per la realizzazione di un audio racconto tratto da quella storia creata prevalentemente per esorcizzare una mia paura.

Si tratta della prima volta che un mio scritto viene trasformato in audio racconto e devo ammettere che sentire le mie parole interpretate in maniera così intensa e da una voce così bella, mi ha lasciata senza fiato.

Non posso quindi che ringraziare tutto il team del canale (con cui spero vivamente di collaborare ancora) per questa opportunità e la bravissima Sapphire che ha dato vita alle mie parole in maniera straordinaria.

GLI ADOLESCENTI E IL PESO DELLE PAROLE

Amy, la protagonista del romanzo True Identity, inizia ad appassionarsi alla scrittura fin dal liceo. Ne è così coinvolta che passa tutto il suo tempo libero china su un quaderno a scrivere. Questo però non viene visto di buon occhi dagli insegnanti e dai genitori che la costringono ad andare da una psicologa . Questa la prima impressione che la ragazza ha della dottoressa:

“(…) Ebbi appena un attimo di smarrimento prima di notare la donna che, vicino all’ampia finestra, mi osservava con attenzione. Era bassa e smilza, con un paio di occhialetti tondi poggiati in bilico sulla punta del naso aquilino. I capelli erano molto corti. Sembrava quasi che fossero stati appena leccati da una mandria di mucche bavose.
Non era un bello spettacolo. Per niente.
«Ciao, Amelia» mi salutò.
Il suo sorriso sghembo non aveva niente di cordiale o rassicurante. Se un serpente potesse sorridere di certo avrebbe la stessa espressione. (…)”

Durante una delle sue sedute, la dottoressa dirà cosa che metterà fortemente in crisi Amy. Invece di capirla e ascoltarla, la porterà ad aumentare i suoi dubbi e le sue insicurezze che la porteranno poi a crollare.
Questo episodio del romanzo è imparte ispirato a una mia reale esperienza: quando ero alle medie, un insegnante mi segnalò alla psicologa della scuola proprio perché passavo molto tempo a scrivere. Io decisi di andarci solo per perdere qualche ora di matematica finché quella sottospecie di persona non mi disse queste testuali parole: “Se il corpo è malato bisogna andare da un medico per curarlo e lo stesso vale per la mente.” Un invito, da parte sua, ad andare da uno specialista perché secondo lei “c’era qualcosa che non andava in me”. Una cosa che mi ha fatto male, ma alla quale, alla fine, sono riuscita a reagire.
Ho scelto di ispirarmi a questo evento perché perché, anche se si tratta di un romanzo fantasy, volevo trattare temi reali e per me importanti.
Volevo far capire quanto le parole possano far del male se dette con noncuranza e insensibilità e che lavorare con i ragazzi, soprattutto oggi, non può essere solo un modo per portare a casa uno stipendio. Deve essere una scelta consapevole delle responsabilità che essa comporta.