Piranesi la meraviglia di Susanna Clarke

Un paio di settimane fa, le mie amiche mi hanno rapita per un addio al Nubilato a sorpresa che mi ha fatto piangere, ridere, emozionare e anche un po’ arrossire (ahimè sono una ragazza mooooolto timida). Verso la fine, le ragazze (che a quanto pare mi conoscono mooooolto bene) dopo un lungo aperitivo, un’abbuffata di sushi, una “sfilata” a Milano a Piazza Duomo e una visita delirante alla bellissima e divertente mostra “Beautifull Gallery”, mi hanno trascinata in libreria dicendo “entra e prendi quello che vuoi”. Oltre al fatto che mi sentivo tipo una pallina in un flipper, stordita dopo una giornata di risate e bagordi, sono uscita con una serie di libri che puntavo ormai da tempo tra i quali, il secondo romanzo di Susanna Clarke: Piranesi.

Che dire, l’ho divorato in pochissimi giorni! Il suo punto di forza è sicuramente l’ambientazione: una Casa, un Mondo, un Labirinto, un luogo che prende vita pagina dopo pagina con forza e che è capace di affascinare e intimorire allo stesso tempo.
Questo mondo ci viene descritto da Piranesi, il protagonista, attraverso i suoi diari e man mano che la storia prosegue ecco che, oltre a scoprire nuovi luoghi e nuove stanze, arriviamo a scoprire un po’ più di lui fino a raggiungere quella verità che lui stesso aveva dimenticato.
Un’opera bellissima che mi ha davvero incantata e che consiglio davvero di leggere.

L’Ora dei Dannati di Luca Tarenzi

Per i settecento anni dalla morte di Dante Alighieri sono molte le iniziative atte a celebrare il Sommo Poeta così come sono tanti gli autori che nel tempo si sono ispirati o hanno reso omaggio alla sua Commedia. Tra tutti però, già ben prima di questo settecentenario, quello che sicuramente ha reso maggiormente onore all’opera Dantesca è stato Luca Tarenzi con il suo romanzo “LOra dei Dannati” pubblicato da Giunti Editore.

Trama: Sono cinque, la feccia della razza umana. Dio li odia. Virgilio li guida. E hanno un piano: evadere dall’Inferno. Dopo aver accompagnato Dante nel suo viaggio, Virgilio, che ha intravisto la luce divina sulla montagna del Purgatorio, non può tornare nel Limbo. È destinato a restare nell’Inferno, dove può muoversi liberamente, anche se sempre alla mercé della violenza degli angeli caduti, gli Spezzati. Per questa sua peculiarità diventa un ingranaggio fondamentale nell’ambizioso piano di Pier delle Vigne, che intende raccogliere un gruppo scelto di dannati – il Conte Ugolino, Filippo Argenti e Bertran de Born – per fuggire dall’Inferno. Un fantasy ambientato in un Inferno dantesco: un racconto carcerario; una storia di redenzione piena di colpi di scena e combattimenti, fino all’incredibile finale che lascia aperto il destino dei cinque straordinari antieroi.


In questo romanzo, Luca Tarenzi attinge con maestria e consapevolezza alle atmosfere e ai personaggi della Divina Commedia, creando una storia complessa ed emozionante, con la giusta dose di azione, ma profondamente fedele alla fonte di ispirazione. L’inferno appare vivido nella mente del lettore che viene travolto dall’angoscia e dal dolore dei dannati che vi sono costretti. Allo stesso tempo però, man mano che procede nella lettura, non può che lasciarsi andare e trascinare dalle emozioni dei cinque protagonisti a cui l’autore é riuscito a trasmettere profonda complessità e umanità. Un libro consigliatissimo che sicuramente rende degno omaggio e onore all’opera di Dante. 

Questa ovviamente è solo la mia opinione. Voi siete sempre liberi di non prendermi troppo sul serio 😉