Il Pulp secondo Bukowski

Daaaaah! E anche questa volta, ho saltato il post del lunedì. Insomma, una non fa in tempo a rientrare da un viaggio che viene travolta un vortice apocalittico di millemila cose da fare. Coooooomunque… per fortuna posso sempre recupera re con un post del martedì. XD

E a proposito di viaggio (di nozze), proprio in quel periodo ho avuto modo di approcciarmi per la prima volta a Bukowski e ovviamente (da gran genio del male quale sono) l’ho fatto leggendo la sua ultima opera, uscita postuma poco dopo la sua morte.
Parafrasando Hugh Grant posso dire: È stato bello leggerlo. Surreale, ma bello.

Pulp infatti, è romanzo trascinante, una parodia quasi grottesca dei classici stereotipi appunto del cinema Pulp. In tutto il libro però, si avverte anche una nota di amarezza e un senso di fatalità legato probabilmente al fatto che l’autore non solo sapeva di essere malato durante la stesura dell’opera, ma sentiva anche che non gli restava ormai più molto tempo.

Sicuramente mi ha fatto venire voglia di leggere altri suoi lavori.

Cambiare le Ossa: il ritorno di Aurora Scalviati

E finalmente il 3 giugno c’è stato il grande giorno e devo dire che non avrei potuto chiedere un matrimonio più bello. Una giornata perfetta, resa ancora più speciale da tutte le persone speciali che vi hanno preso parte. Poi ovviamente c’è stata la luna di miele e quindi non posso non parlare delle letture fatte durante la vacanza (perché va bene tutto, ma non si parte MAI senza qualcosa da leggere).

In primis vorrei parlare di un romanzo che aspettavo da tempo: “Cambiare le Ossa” di Barbara Baraldi.
Non avendo potuto comprare il cartaceo essendo il libro uscito mentre ero in viaggio (ma rimedierò a breve) ho preso immediatamente l’ebook, divorandolo in poco più di un paio di giorni.

“Cambiare le Ossa” vede il ritorno della profiler Aurora Scalviati nella sua Torino, il luogo della fine e del principio, la tomba di ciò che era e la culla di ciò che è diventata.
Un ritorno che la porterà a confrontarsi con ciò che si è lasciata alle spalle e ad avvicinarsi a quel limite oltre il quale vivono le tenebre. Un ritorno nel passato, ma anche un passo avanti verso il futuro per lei, perché sarà proprio dopo aver toccato il fondo che Aurora inizierà la propria ascesa fuori dall’oscurità. 

Un romanzo meravigliosamente strutturato (con rimandi sia alla precedente trilogia avente come protagonista Aurora che al romanzo “La stagione dei Ragni” dove a essere protagonista è Francesco Scalviati, padre di Aurora) e con una trama che cattura e trascina ricca di tematiche che portano alla riflessione e all’approfondimento (ci voleva Barbara Baraldi per farmi venire la curiosità di leggere un libro sulla meccanica quantistica 😆).

E poi c’è lei, Aurora, così magnifica nella sua imperfezione, così vera e umana che come sempre lascia nel lettore un segno indelebile.
E questa volta, lo lascia fin nelle ossa.

Polgara: la straordinaria creazione di David Eddings

Questo romanzo racconta da un altro punto di vista e sviluppa maggiormente gli eventi narrati in “Belgarath il mago” e lo fa in maniera meravigliosa soprattutto per un motivo: Polgara la sua protagonista, una donna forte, bellissima e potente con un carattere deciso (anche se non proprio facile) e una volontà ferrea che però nasconde una profonda umanità e sensibilità.

Ho adorato Polgara fin dalla prima volta che ho letto di lei (ricordo che quando ero ragazzina volevo farmi una ciocca di capelli bianchi per assomigliarle e vado particolarmente fiera del fatto che molti miei amici mi chiamano spontaneamente Pol) e penso che é e resterà per sempre per me uno dei più bei personaggi letterari di sempre.