La notte più lunga di Michael Connelly

Ho scoperto questo romanzo grazie all’articolo “Amore a scoppio ritardato” di WWAYNE e non posso fare altro che ringraziarlo per l’ottimo consiglio. Se siete amanti dei thriller ben scritti, infatti, questo libro potrebbe fare per voi.

Trama:

La detective Renée Ballard si ritrova ancora confinata all’Ultimo Spettacolo, il turno di notte della polizia di Los Angeles, nonostante abbia risolto lo spinoso caso del Dancers. Nell’ambiente non tutti le hanno ancora perdonato la denuncia di molestie sessuali fatta nei confronti del suo superiore, il tenente Olivas, motivo che è all’origine della sua retrocessione all’Ultimo Spettacolo.

Una sera Ballard si imbatte in Harry Bosch, detective del LAPD in pensione che continua a occuparsi dei cold case per conto del distretto di San Fernando. Bosch sta lavorando su un caso che lo opprime, la morte della quindicenne Daisy Claiton trovata cadavere nove anni prima dentro un sacco della spazzatura. Onorando una promessa fatta alla madre di Daisy, Bosch è determinato a risolvere il mistero e assicurare alla giustizia l’assassino rimasto a piede libero. Ballard è sempre stata restia a collaborare con gli uomini, a maggior ragione dopo quanto le è accaduto, tuttavia il famoso detective Bosch accende in lei la determinazione nel risolvere il caso Claiton.

“La Notte più lunga” è un romanzo accattivante, il cui punto di forza del sono sicuramente i due protagonisti, entrambi ben caratterizzati e profondamente umani nelle loro imperfezioni che li portano anche ad andare oltre la legge e a cercare di piegare le regole per riuscire a ottenere giustizia. Due figure di spessore e che di sicuro, riescono a creare una profonda empatia con il lettore.

Altro grande pregio del romanzo è il forte realismo delle indagini e delle ambientazioni dai quali si denota l’attenta ricerca dell’autore nonché la sua capacità di creare una storia in grado di trascinare in una lettura vorace. 
Davvero un gran romanzo, consigliato a tutti gli amanti del genere.

Gli anni incompiuti e il confine sottile tra amicizia e amore

Con “Gli anni incompiuti“, edito da La Corte Editore, Francesco Falconi si distacca per la prima volta dal fantastico per creare un’opera ricca di emozioni sulla crescita e la consapevolezza di se stessi, ma soprattutto su quel confine sottile che spesso separa l’amicizia dall’amore.

Trama:

Marco e Aurora si incontrano per la prima volta il giorno del loro ottavo compleanno. Lei sfoggia un grande sorriso, in testa ha un cerchietto rosso con una farfalla argentata, mentre lui è timido e chiuso nel suo cappotto largo e marrone. I due si parlano appena e sono convinti di non avere nulla in comune se non quella scomoda data di nascita, un compleanno che deve essere festeggiato “più degli altri”, perché il 29 febbraio esiste solo ogni quattro anni. Sarà il giorno che segna l’inizio di un legame indissolubile. Aurora e Marco crescono insieme e, giorno dopo giorno, diventano inseparabili. Gli anni passano e mentre Aurora sente che il loro rapporto si sta trasformando in qualcosa di più profondo, Marco, pur ricambiando i sentimenti, nasconde un segreto che non riesce a rivelare: prova attrazione anche per il suo stesso sesso. “Gli anni incompiuti” è la storia di una grande amicizia e del confine, indefinibile, che c’è tra questa e l’amore. Un racconto che parla della conoscenza di se stessi, della difficoltà di crescere, della paura di diventare adulti, di invecchiare, di rimanere soli. Parla della sessualità troppo spesso chiusa in schemi rigidi che la società impone e che, inevitabilmente, si spezzano di fronte ai veri sentimenti. Narra dell’antitesi tra amore fisico e mentale. Un romanzo su un’intera generazione che è anche uno spaccato della società italiana e degli eventi storico-politici che vanno dagli anni ’80 a oggi; la storia di due vite che a volte si intrecciano e a volte corrono parallele, nella cornice della Maremma Toscana, tra i vicoli di Siena e l’immortalità di Roma.

“Gli anni incompiuti” non è solo un romanzo, ma un viaggio nel tempo e nei ricordi. Con una storia permeata di delicatezza e allo stesso tempo di una straordinaria intensità, riporta a quel periodo della vita che tutti prima o poi attraversiamo, quello in cui ci troviamo più sperduti e confusi, spaventati da chi siamo e da chi stiamo diventando. Allo stesso tempo però, in questo libro c’è anche speranza, la speranza che la confusione e la paura non dureranno per sempre e che tutti troveremo il nostro posto prima o poi, anche se forse nella maniera più inaspettata. Vi è mai capitato di avere l’impressione, quando leggete un libro davvero speciale, di sentire come una musica dentro di voi? Una musica che può essere diversa per ognuno, ma che ti entra nel cuore e ti resta dentro in maniera indelebile.
Beh, questo romanzo per me ha una sua musica, un’armonia struggente e bellissima, malinconica e intensa. 
Mentre leggevo, dentro di me quella musica aveva le parole e la melodia di “love of my life” di Queen.
Chissà, magari per voi sarà diversa.

Il Messia di Dune ovvero l’impero di Paul Atreides

Dopo essermi innamorata (di nuovo) del primo romanzo della saga di Frank Herbert, non potevo non mettere le zampe anche sul secondo capitolo che, per quanto a mio avviso non un capolavoro come il primo, mi ha comunque conquistata.

Se in “Dune” viene mostrata ll’ascesa di Paul Atreides, in questo seguito lo vediamo alla guida del suo nuovo impero, ma soprattutto alle prese con la minaccia del complotto e del tradimento, un tradimento che mira al cuore stesso di Paul e che ha il volto di un affetto creduto ormai perso da tempo.
Come per il primo romanzo, anche in questo a prevalere non è l’azione, ma le dispute politiche, gli intrighi e le emozioni dei suoi protagonisti nonché l’onnipresente e costante influenza della spezia su di essi. 

Se devo trovare un difetto, credo che ne “il Messia di Dune” si senta molto la mancanza di quello che era il cuore del primo romanzo ovvero il pianeta Dune stesso. 
In esso si svolgono gran parte delle vicende, è vero, ma se nel primo libro veniva mostrato come una forza viva e potente, in questo romanzo rimane molto al margine, sottomesso al potere di Paul e della sua influenza.

Rimangono però presenti il forte simbolismo e il misticismo in una storia che comunque riesce a rapire e ad affascinare fino al suo amaro finale che ci mostra quanto, a volte, possa essere alto il prezzo della vera libertà.