Wulf Dorn e la sua “Psichiatra”

Di Wulf Dorn avevo già letto “Phobia” che però non mi aveva convinta al 100% , ma spinta dalla curiosità ho voluto comunque provare a leggere “la Psichiatra”, romanzo che ha portato Dorn al successo. Devo dire che a differenza di “Fobia”, questo libro mi ha davvero colpita.

Trama: Lavorare in un ospedale psichiatrico è difficile. Ogni giorno la dottoressa Ellen Roth si scontra con un’umanità reietta, con la sofferenza più indicibile, con il buio della mente. Tuttavia, a questo caso non era preparata: la stanza numero 7 è satura di terrore, la paziente rannicchiata ai suoi piedi è stata picchiata, seviziata. È chiusa in se stessa, mugola parole senza senso. Dice che l’Uomo Nero la sta cercando. La sua voce è raccapricciante, è la voce di una bambina in un corpo di donna: le sussurra che adesso prenderà anche lei, Ellen, perché nessuno può sfuggire all’Uomo Nero. E quando il giorno dopo la paziente scompare dall’ospedale senza lasciare traccia, per Ellen incomincia l’incubo. Nessuno l’ha vista uscire, nessuno l’aveva vista entrare. Ellen la vuole rintracciare a tutti i costi ma viene coinvolta in un macabro gioco da cui non sa come uscire. Chi è quella donna? Cosa le è successo? E chi è veramente l’Uomo Nero? Ellen non può far altro che tentare di mettere insieme le tessere di un puzzle diabolico, mentre precipita in un abisso di violenza, paranoia e angoscia. Eppure sa che, alla fine, tutti i nodi verranno al pettine…


Un’opera complessa e articolata che mostra una notevole conoscenza dell’autore dell’ambiente psichiatrico che descrive con accuratezza e notevole realismo. La storia inoltre trascina e cattura dalle prime pagine e coinvolge il lettore fino al colpo di coda finale che lascia totalmente spiazzato il lettore e che stravolge le carte in tavola in maniera del tutto imprevista. Un’opera che merita sicuramente il successo che ha avuto.
Molto bello e consigliato.

L’élite immortale di Francesco Falconi

Ci sono libri che ti rapiscono per la loro storia, altri che ti catturano per le emozioni che sono in grado di trasmettere. Élite Immortale riesce a fare entrambe le cose, unendo una storia accattivante con personaggi profondi e sfaccettati alla capacità di evocare emozioni intense e vivide.

Trama: Frida ha venti anni e vive a Firenze. Schiva e introversa, il suo carattere si è indurito dopo un tragico evento accaduto cinque anni prima. Frida ha pianto così tanto, quella notte, che ora non è più capace di versare una sola lacrima. La sua vita si divide tra gli studi universitari, le uscite con l’amico Sebastian e il volontariato in ospedale, dove si reca quasi tutti i giorni a trovare l’anziana Delia,  che l’ammalia con le sue storie sulla stirpe dei SenzaLacrime: creature maledette, simili a vampiri che si nutrono di lacrime e dolore, capaci di far innamorare con un soffio, di immobilizzare con lo sguardo, fino a privare le proprie vittime di ogni sentimento. Queste leggende la suggestionano a tal punto da spingerla ad avere delle inquietanti visioni che la portano a dubitare della sua stessa lucidità. Quando improvvisamente Delia viene a mancare e l’amicizia con Sebastian s’incrina, Frida sente che il mondo le sta crollando addosso. È in questo momento che incontra però un ragazzo affascinante e misterioso, Julien LePleur, con il quale stringe subito un legame di inaspettata passione. C’è qualcosa di inquietante, pericoloso, ma allo stesso tempo incantevole in lui, che porta Frida ad accettare di accompagnarlo fino a Barcellona. Giunti nella città spagnola, ad accoglierla ci sarà una verità sconvolgente e inaspettata: i SenzaLacrime non sono solo una leggenda. Ma chi è in realtà Julien? Davvero l’ha fatta innamorare solo per spezzarle il cuore? E perché quando Frida gli racconta del suo doloroso passato, i suoi occhi sembrano tremare di un’improvvisa eccitazione?

Un romanzo ricco di arte e bellezza, che denota un attento studio e consapevolezza. Una storia ben costruita che si fonde in maniera armoniosa a una narrazione fortemente evocativa. 

Consigliatissimo e in grande grandissima attesa del seguito 

Claudio Vergnani colpisce ancora e colpisce duro.

Se avete letto i precedenti romanzi di Claudio Vergnani, correte a comprare questo libro.
Se non avete letto i precedenti romanzi di Claudio Vergnani correte a comprare questo libro e già che ci siete recuperatevi quelli precedenti perché ne vale assolutamente la pena.

“Il sangue non basta” si può a mio avviso definire l’anello di congiunzione delle precedenti opere di Vergnani, quello in cui i suoi protagonisti si ritrovano a dover combattere insieme e questa volta non contro qualcosa di “non umano”, ma contro la natura violenta e perversa dell’uomo stesso.

Con l’umorismo e la brutale sincerità di sempre, Vergnani ci mostra un’umanità che (come si suol dire) dopo aver toccato il fondo ha iniziato pure a scavare, scendendo sempre più in basso pur di sopravvivere e soddisfare i propri desideri.

E in mezzo a questa umanità degenerata ci sono loro, gli indimenticabili Claudio e Vergy, che nei loro tentativi di non soccombere in una realtà ormai allo sfacelo, arriveranno a incrociare la strada di Oprandi. 
L’uomo all’inizio sembrerà riluttante a seguire i modi imprevedibili e a volte brutali dei due, ma alla fine arriverà a comprendere la natura dei suoi nuovi compagni e il perché arrivano a definirsi “assassini riluttanti.”

Una lettura che trascina scorrendo a mio avviso fin troppo velocemente e che ho dovuto centellinare per potermela godere più a lungo. Aspetto quindi con ansia un nuovo romanzo di Vergnani! 🤩