L’Ora dei Dannati di Luca Tarenzi

Per i settecento anni dalla morte di Dante Alighieri sono molte le iniziative atte a celebrare il Sommo Poeta così come sono tanti gli autori che nel tempo si sono ispirati o hanno reso omaggio alla sua Commedia. Tra tutti però, già ben prima di questo settecentenario, quello che sicuramente ha reso maggiormente onore all’opera Dantesca è stato Luca Tarenzi con il suo romanzo “LOra dei Dannati” pubblicato da Giunti Editore.

Trama: Sono cinque, la feccia della razza umana. Dio li odia. Virgilio li guida. E hanno un piano: evadere dall’Inferno. Dopo aver accompagnato Dante nel suo viaggio, Virgilio, che ha intravisto la luce divina sulla montagna del Purgatorio, non può tornare nel Limbo. È destinato a restare nell’Inferno, dove può muoversi liberamente, anche se sempre alla mercé della violenza degli angeli caduti, gli Spezzati. Per questa sua peculiarità diventa un ingranaggio fondamentale nell’ambizioso piano di Pier delle Vigne, che intende raccogliere un gruppo scelto di dannati – il Conte Ugolino, Filippo Argenti e Bertran de Born – per fuggire dall’Inferno. Un fantasy ambientato in un Inferno dantesco: un racconto carcerario; una storia di redenzione piena di colpi di scena e combattimenti, fino all’incredibile finale che lascia aperto il destino dei cinque straordinari antieroi.


In questo romanzo, Luca Tarenzi attinge con maestria e consapevolezza alle atmosfere e ai personaggi della Divina Commedia, creando una storia complessa ed emozionante, con la giusta dose di azione, ma profondamente fedele alla fonte di ispirazione. L’inferno appare vivido nella mente del lettore che viene travolto dall’angoscia e dal dolore dei dannati che vi sono costretti. Allo stesso tempo però, man mano che procede nella lettura, non può che lasciarsi andare e trascinare dalle emozioni dei cinque protagonisti a cui l’autore é riuscito a trasmettere profonda complessità e umanità. Un libro consigliatissimo che sicuramente rende degno omaggio e onore all’opera di Dante. 

Questa ovviamente è solo la mia opinione. Voi siete sempre liberi di non prendermi troppo sul serio 😉

Due parole sull’Ickabog di J.K.Rowling.

J.K. Rowling, la “mamma” di Harry Potter, è tornata in libreria con una nuova fiaba, L’ICKABOG e ovviamente non potevo non lasciarmi tentare dalla voglia di leggerlo, anche se devo ammettere che non mi aspettavo quello che poi ho trovato tra quelle pagine (e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa).

Trama:

Alto come due cavalli, occhi infuocati, artigli affilati come rasoi. L’Ickabog sta arrivando…
C’era una volta un regno chiamato Cornucopia. Una minuscola nazione ricca e prospera, famosa per i suoi formaggi, gli ottimi vini, i dolci deliziosi e le salsicce succulente. Sul trono siede un sovrano benevolo, Re Teo il Temerario, le cui giornate trascorrono pigre, tra banchetti sontuosi e battute di caccia, con la fida compagnia dei suoi lord, Scaracchino e Flappone.

Tutto è perfetto… O quasi. Secondo la leggenda, infatti, un terribile mostro è in agguato nelle Paludi del Nord. Ogni persona di buonsenso sa che l’Ickabog è solo una leggenda inventata per spaventare i bambini. Ma le leggende sono strane e a volte prendono una vita propria… Quando questo accade, toccherà a due giovani amici, Robi e Margherita, affrontare un’incredibile avventura e svelare una volta per tutte dove si nasconde il vero mostro. Solo così speranza e felicità potranno tornare a Cornucopia.

Una splendida favola quella dell’Ickabog in cui la Rowling si imostra nuovamente capace di affrontare temi complessi e delicati in maniera adatta e comprensibile anche ai più piccoli così come dimostra di essere una straordinaria creatrice di mondi che, anche nella loro semplicità, riescono a loro modo a prendere vita. Un racconto che trascina pagina dopo pagina e che porta inevitabilmente il lettore ad affezionarsi ai protagonisti e agli strani abitanti del mondo di Cornucopia. 

Questa ovviamente è solo la mia opinione. Voi siete sempre liberi di non prendermi troppo sul serio. ^,.,^

Due parole su Magister Aetheris di Cecilia Randall

 

 

 

 

 

Era così tanto che aspettavo il seguito di Gens Arcana che quando l’autrice ha annunciato l’uscita del seguito Magister Aetheris mi sono fiondata a preordinarlo con il cuore a mille per l’emozione e le aspettative a mille. E quanto gongolo ogni volta che un libro soddisfa le mia aspettative!

Trama:

Ritornano i protagonisti di Gens arcana in un fantasy storico potente e suggestivo, che si snoda fra i canali e i palazzi di un’affascinante Venezia del Rinascimento. Dopo la morte del fratello Angelo e del cugino Folco, Valiano de’ Nieri ha dovuto accettare suo malgrado il ruolo di capofamiglia e “magister” degli Arcani, esseri umani prodigiosi capaci di invocare la “quinta essentia”, l’etere, il quinto elemento della natura che, combinandosi con aria, acqua, terra, fuoco, permette di governarne la forza. Ha girovagato per l’Italia flagellata dalla peste e si è stabilito a Venezia, per rimediare alle lacune del suo addestramento. Con lui ci sono l’amata Selvaggia, che però lo considera un fratello e si diverte a scorrazzare per la città in panni maschili, e l’ex mercenario Manente, che gli contende l’amore della ragazza ed è finalmente libero dall’elementale imprigionato nel suo corpo alla nascita. La vita da magister è difficile, ma lo è ancora di più trovare alleati affidabili, perché Valiano, reo di aver ereditato i segreti e le ricchezze di famiglia in circostanze tragiche, viene guardato con sospetto dagli altri Arcani e dalla Santa Milizia, che vigila su di lui in attesa di un passo falso. A fargli ulteriore pressione arriva da Modena la bella e ambiziosa Lucrezia Lioni, Arcana promessa sposa del defunto Folco, che non vuole rinunciare al prestigioso contratto matrimoniale con i Nieri e pretende di convolare a nozze con il capofamiglia. Quando fra le calli compaiono misteriose presenze capaci di padroneggiare i poteri elementali e la Serenissima viene turbata da crimini efferati, il cerchio sembra stringersi proprio intorno a Valiano. Chi trama contro di lui? Di chi può veramente fidarsi il “magister”?

Quello che ho sempre amato dei romanzi di Cecilia Randall e che sicuramente spicca anche in questo, è il modo in cui l’autrice  riesce a integrare un’ambientazione storica nella sua “realtà fantastica”. La Venezia Rinascimentale viene descritta in maniera vivida, ma soprattutto realistica con descrizioni precise e coerenti con l’epoca che però non risultano mai forzate o eccessive e soprattutto non si perdono in spiegoni inutili e fastidiosi che capita a volte di trovare nei romanzi di ambientazione storica. La scrittura è fluida, scorrevole, trascina il lettore e lo coinvolge in una storia avvincente che trascina pagina dopo pagina. E i personaggi… beh è stato come ritrovare dei vecchi amici, compagni di avventura ai quali non puoi fare a meno di sentirti legato. Uno straordinario ritorno nel mondo degli Arcani, quindi, consigliato soprattutto agli amanti dei fantasy ben scritti e dei romanzi con un’ambientazione storica realistica, capace di trascinare il lettore indietro nel tempo senza risultare noiosa o pesante.

Questa ovviamente è solo la mia opinione. Voi siete sempre liberi di non prendermi troppo sul serio 😉