Kitsune: il Giappone di Cecilia Randall

Un libro è come un viaggio, un viaggio emozionante che ci può portare in posti dove non avremmo mai sperato di andare. Se devo pensare a dei libri capaci in qualche modo di farmi viaggiare, di scuro mi vengono in mente le opere di Cecilia Randall e, in particolare, il suo romanzo “Kitsune: l’ombra della volpe.”.

Trama: La vita diventa piuttosto difficile se hai quindici anni, sei prigioniero nelle isole del Sol Levante, non parli la lingua e tutti sono convinti che tu sia uno yokai, cioè una creatura a metà strada tra un demone e uno spirito. Chiaro avrebbe voluto diventare ricco come Marco Polo e invece è finito nei guai fino al collo. Eppure gli sembrava una buona idea partire all’avventura da Nuova Venezia – semisprofondata nel mare dopo la Grande Crisi Planetaria – e unirsi a una spedizione commerciale diretta in Oriente. Invece, sulla costa cinese la carovana è stata assalita dai predoni. Sono morti tutti, tranne Chiaro, risparmiato solo per essere venduto insieme al bottino in quelle misteriose isole che da secoli non hanno più contatti con il resto del mondo. Laggiù un ragazzo biondissimo e pallido come lui suscita curiosità, paura e superstizioni. Chiaro riesce a scappare dai suoi rapitori, salva anche un cucciolo di volpe trovato per caso nella foresta, ma non può sfuggire alle onna-bugeisha, micidiali donne guerriere paragonabili ai samurai. Riprende i sensi in una gabbia. Ora tutti lo chiamano kitsune e lo temono come una delle leggendarie volpi mutaforma. Ma il vero nemico si nasconde altrove, in un paese dominato dalla legge della spada, là dove ogni albero – letteralmente – può nascondere un vero yokai…

Ho divorato questo romanzo in un paio di giorni e ne sono rimasta a dir poco incantata. “Kitsune” è un vero e proprio viaggio in Giappone e nelle sue tradizioni che prendono vita nella mente del lettore attraverso descrizioni accurate e vivide. Se c’è una cosa che si nota in questo libro, infatti, è proprio la passione e la conoscenza dell’autrice della cultura Orientale, un amore che va al di là della semplice documentazione per un romanzo e che si può percepire in ogni pagina. Se a questo uniamo anche una storia coinvolgente, non banale e dallo stile fluido e scorrevole, otteniamo un romanzo per ragazzi che, a mio avviso, vale davvero la pena leggere. Consigliatissimo.

Alice, il paese delle meraviglie e Paolo Barbieri

Ho sempre adorato la storia di Alice nel paese delle meraviglie, una favola piuttosto folle, a tratti grottesca, un viaggio nell’impossibile quando all’improvviso sembra diventare possibile. Dell’opera di Lewis Carroll ne sono state fatte decine di versioni cinematografiche e televisive, così come ne sono state realizzate centinaia di versioni cartacee. Inoltre, molti illustratori hanno voluto rendere omaggio ad Alice con tavole meravigliose capaci di dare vita alle parole dell’autore, forse più di molti adattamenti cinematografici.

Tra questi, vorrei segnalare la raccolta di tavole di Paolo Barbieri, che attraverso i suoi disegni crea una perfetta sincronia tra immagini e parole, dando vita a un viaggio immaginifico racchiuso in un volume splendidamente curato. Lo consiglio vivamente a chi ama la storia di Alice in ogni sua forma.”

Il Clown

“Fin dall’adolescenza, Simone è sempre stato costretto a sacrificarsi per la famiglia, dedicando la sua vita interamente al lavoro. Un giorno, suo malgrado, si ritrova ad accompagnare la figlia a un circo, dove viene notato da un clown inquietante che, con un solo sguardo, terrorizza la bambina. Da quel momento, la piccola inizia ad avere incubi spaventosi in cui il clown sembra perseguitarla. Quando anche lui avvista lo spaventoso clown alla fermata della metropolitana, Simone capisce che forse gli incubi della bambina non sono solo frutto della sua immaginazione. Ciò che non sa, però, è che la verità dietro quel mostro è ben più terrificante di quanto non possa immaginare, un segreto che scava nel lato più profondo e oscuro del suo essere.”

Ecco qui una nuova collaborazione con il canale YouTube “Pit Enjoy Ever” che, come sempre, ringrazio di cuore per o straordinario lavoro. Anzi, no, questa volta lo ringrazio doppiamente perché questa volta il team ha davvero superato se stesso. 😉