Lo Hobbit e il mio personale amore per la Terra di Mezzo

Ricordo ancora la prima volta che, nel 2001, sono andata al cinema a vedere “La Compagnia dell’Anello”. Avevo già letto due volte il Signore degli Anelli nonché una volta “lo Hobbit” e aspettavo di vederlo con una tale emozione che alla fine quasi mi vennero le lacrime agli occhi.

Dopo quattordici sono arrivata a leggere in tutto sette volte il Signore degli Anelli, tre “lo Hobbit e due “il silmarillon” (per non parlare delle altre opere minori di Tolkien), sono stata alla maratona cinematografica per l’uscita del Ritorno del Re e gioito quando ho saputo che sarei potuta tornare a visitare la Terra di Mezzo attraverso la trilogia cinematografiche dello Hobbit.

Ora che anche questa trilogia è finita non posso fare a meno di commuovermi pensando a quanto queste storie mi abbiano influenzata e accompagnata durante questi quattordici anni, ispirandomi e spingendomi a migliorare e ad andare oltre i miei limiti per creare storie sempre più complesse.

Posto qui il link del mio articolo con la mia personale opinione su questi ultimi tre film legati alla Terra di Mezzo. Mi son dovuta mantenere il più professionale possibile, ma spero vivamente che si capisca, anche se in minima parte, quanto sia stata importante per me la meravigliosa Terra di Mezzo.

Quando ha inizio qualcosa di importante

Ultimamente sono stata un po’ assente dal blog a causa di un periodo davvero molto denso e importante sia a livello professionale che lavorativo.  Nel primo caso, dopo una storia a distanza durata cinque anni, a fine Luglio lascerò Torino per andare a vivere nel Cremasco con il mio ragazzo cosa che, da maschio mancato e testarda indipendente cronica quale sono, sinceramente non avrei mai osato sperare.  Un cambiamento importante e un trasloco che mi terrà impegnata nonché senza connessione internet praticamente tutto il mese  (non avete idea della roba che si accumula in giro per casa in anni di vita da sola XD)

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La novità di cui voglio parlare maggiormente è però legata al lavoro e a una collaborazione della quale sono davvero molto orgogliosa: quella col giornale online dell’Agenzia Fotografica Realy Easy Star ovvero il “The Living News”.  Sono stata contattata diverso tempo fa dalla responsabile del giornale che mi ha proposto di diventare responsabile della loro sezione di letteratura.  Ovviamente sono stata più che onorata della proposta nonché entusiasta di poter collaborare con un team di persone non solo serie e competenti nel loro lavoro, ma anche appassionate e determinate.

Oggi ha quindi ufficialmente inizio questa nuova collaborazione con il lancio del giornale (questo il link alla home page) e con la mia prima recensione (ecco qui il link). Spero vogliate seguirmi in questa nuova esperienza e che ciò che scrivo possa piacervi.

In questo caso credo proprio sia il caso di prendermi un pochino sul serio 😉

Il bullismo e chi finge di non vederlo

Ultimamente si parla molto di cyberbullismo a causa del tragico suicidio di una quattordicenne di Padova e questo mi ha fatto riflettere portandomi a  chiedermi perché in Italia deve sempre accadere una tragedia perché si parli di un problema che va avanti ormai da anni. Mi viene anche da domandarmi quanto si parlerà ancora di questo problema o meglio quand’é che arriverà una notizia abbastanza “appetitosa” per i media da far passare questa in secondo piano.
Perché diciamolo: il bullismo esiste ormai da ben prima dell’avvento di internet eppure chissà perché non faceva molta notizia sui giornali.
Insomma fino ad oggi tutti sapevano, ma nessuno sembrava vedere. “Che vuoi che siano delle semplici prese in giro o degli insulti? Che male possono fare?”
Beh, sappiate che le parole, allo stesso livello della violenza fisica, possono fare molto male siano esse scritte o pronunciate a voce. Peccato però che non sempre ci ricordiamo la vera forza e l’influenza delle parole (nel bene o nel male) e tendiamo a sottovalutare certi fatti, addirittura a giustificarli o a far finta di niente semplicemente per non essere coinvolti e non veder distrutto il nostro equilibrio.

Ci tengo molto a pubblicare questo racconto perché spesso ci si dimentica che a volte, quando la violenza si mescola alle parole, può bastare proprio una parola ad aiutare, sia essa di conforto o di denuncia.

Bullismo-femminile-conseguenze-cause-indicatori

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