Al Lucca Comics & Games 2013 sono stati decretati i cinque vincitori della prima edizione di “Emozioni in Metamorfosi” il concorso di racconti per autori esordienti ed emergenti indetto da Chrysalide, la collana Mondadori dedicata a fantasy, urban fantasy, fantascienza, paranormal romance e realistico.
Al concorso ho partecipato anch’io con un racconto urban fantasy purtroppo però non sono stata scelta. Ovviamente questo non mi ha certo impedito di leggere i racconti vincitori e posso dire con certezza una cosa: onore al merito.
I racconti vincitori sono sicuramente di alto livello, tutti con i loro punti forti, a loro modo originali e ben scritti. Ho messo questa raccolta tra i libri ispiratori proprio perché mi ha ricordato che se da una parte devo e voglio continuare a volare con la mia scrittura, dall’altra devo restare coi piedi per terra, consapevole che ci sarà sempre qualcuno più bravo di me e che ne ho ancora di strada da fare così come ho ancora tanto da migliorare.
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Una dedica per il nuovo anno
Durante l’ultimo dell’anno sono molte le canzoni che vengono riesumate e che ascoltiamo anche per solo per caso. A me è capitato di sentirne una che mi ha fatto venire in mente molte cose che ho visto e sentito in questi miei cinque anni in mezzo ai libri. Per questo ho deciso di fare una dedica un po’ particolare:
Agli editori che non pagano gli autori e a quelli che si fanno pagare per la pubblicazione.
A quelli per i quali la qualità di un testo è solo un optional e a quelli che sfruttano il lavoro di editors e grafici.
Agli editors improvvisati che non hanno la più pallida idea di quello che dovrebbe essere il loro lavoro e a quelli che trattano i romanzi altrui senza il minimo rispetto.
A coloro che pensano che fare i traduttori sia fare copia e incolla da google translate.
Agli autori che credono di non avere più niente da imparare e a quelli che parlano male di un editore solo perché li ha rifiutati senza pensare che forse il loro romanzo non è poi il capolavoro che credevano.
A quelli che preferiscono fare una polemica per ogni critica piuttosto che provare a trarre il meglio da essa.
Agli scrittori che difendono editori a pagamento solo perché… boh… magari non vogliono far la figura dei fessi e a chi si finge un autore per difendere la propria casa editrice a pagamento.
Agli scrittori, illustratori, grafici e artisti vari, che guardano tutti dall’alto in basso sentendosi portatori della verità assoluta e sono talmente presuntuosi da non saper cogliere l’importanza delle opinioni altrui.
Ai blogger affamati di visualizzazioni e a quelli affamati di polemiche.
A quelli che scrivono solo per avere un libro gratis e si incazzano con gli editori perché magari mandano loro un romanzo in ebook e non in cartaceo.
Ai blogger che preferiscono insultare gli altri piuttosto che impegnarsi a rendere ogni giorno migliore il loro lavoro.
A chi scrive stroncature sterili e prive di argomentazioni e a chi loda un romanzo solo per ingraziarsi l’editore.
A chi sputa veleno nascondendosi dietro a un nickname e a quelli che vivono solo nella speranza di avere quanti più “mi piace” su facebook.
A chi preferisce un giorno di fama a una vita di amicizia e
a chi le amicizie le sceglie solo in base alla fama che possono dar loro di riflesso.
A me stessa perché di stronzate nel 2013 ne ho fatte tante anch’io e quindi me lo merito.
A tutti questi “professionisti” dedico questa canzone e il mio più sincero
VAFFANCULO!
Un film che tutti gli scrittori dovrebbero vedere
Ieri sera, zappando su Sky, mi sono imbattuta per caso in un film che ho trovato davvero interessante: “The Words”.
La prima particolarità di questo film é senza dubbio la sua struttura: inizia infatti con l’introduzione dello scrittore Clay Hammond (Dennis Quaid) intento in una lettura pubblica dal suo ultimo romanzo. In un attimo, attraverso le sue parole, ci troviamo catapultati nella storia di Rory Jansen (Bradley Cooper), giovane pieno di belle speranze, ma con poca fortuna che ha puntato tutto sul proprio sogno di riuscire a emergere come scrittore. I rifiuti da parte di agenti ed editori sono tanti così come i momenti di sconforto, soprattutto quando é costretto a chiedere a suo padre i soldi per poter arrivare a fine mese. Rory é costretto così a fare quello che molti aspiranti autori sono costretti a fare: trovarsi un lavoro di ripiego. (e a lui già va di culo visto che riesce a trovare un posto in una grossa casa editrice.) Durante il suo viaggio di nozze a Parigi, però, sua moglie Dora (Zoe Saldana) gli regala una vecchia valigetta da lavoro all’interno della quale Rory trova un vecchio manoscritto. La storia lo cattura così tanto che decide istintivamente di trascriverla a computer e, dopo una serie di circostanze, di proporlo a un editore come suo. Il successo arriva così rapidamente che Rory non ha nemmeno il tempo di pensare alla gravità del suo gesto finché un vecchio (Jeremy Irons), il vero autore del romanzo, non lo avvicina per raccontargli la dolorosa storia legata a quello scritto. Una storia nella storia raccontata attraverso le parole del celebre scrittore Clay Hammond che fino alla fine non sappiamo se sia solo una mente brillante e un talentuoso scrittore o vero protagonista dei fatti da lui narrati.
