L’Ora dei Dannati di Luca Tarenzi

Per i settecento anni dalla morte di Dante Alighieri sono molte le iniziative atte a celebrare il Sommo Poeta così come sono tanti gli autori che nel tempo si sono ispirati o hanno reso omaggio alla sua Commedia. Tra tutti però, già ben prima di questo settecentenario, quello che sicuramente ha reso maggiormente onore all’opera Dantesca è stato Luca Tarenzi con il suo romanzo “LOra dei Dannati” pubblicato da Giunti Editore.

Trama: Sono cinque, la feccia della razza umana. Dio li odia. Virgilio li guida. E hanno un piano: evadere dall’Inferno. Dopo aver accompagnato Dante nel suo viaggio, Virgilio, che ha intravisto la luce divina sulla montagna del Purgatorio, non può tornare nel Limbo. È destinato a restare nell’Inferno, dove può muoversi liberamente, anche se sempre alla mercé della violenza degli angeli caduti, gli Spezzati. Per questa sua peculiarità diventa un ingranaggio fondamentale nell’ambizioso piano di Pier delle Vigne, che intende raccogliere un gruppo scelto di dannati – il Conte Ugolino, Filippo Argenti e Bertran de Born – per fuggire dall’Inferno. Un fantasy ambientato in un Inferno dantesco: un racconto carcerario; una storia di redenzione piena di colpi di scena e combattimenti, fino all’incredibile finale che lascia aperto il destino dei cinque straordinari antieroi.


In questo romanzo, Luca Tarenzi attinge con maestria e consapevolezza alle atmosfere e ai personaggi della Divina Commedia, creando una storia complessa ed emozionante, con la giusta dose di azione, ma profondamente fedele alla fonte di ispirazione. L’inferno appare vivido nella mente del lettore che viene travolto dall’angoscia e dal dolore dei dannati che vi sono costretti. Allo stesso tempo però, man mano che procede nella lettura, non può che lasciarsi andare e trascinare dalle emozioni dei cinque protagonisti a cui l’autore é riuscito a trasmettere profonda complessità e umanità. Un libro consigliatissimo che sicuramente rende degno omaggio e onore all’opera di Dante. 

Questa ovviamente è solo la mia opinione. Voi siete sempre liberi di non prendermi troppo sul serio 😉

Due parole su “Rivelazioni” di Michael Crichton

Come al solito Michael Crichton non mi delude! Ogni volta che ho avuto la fortuna di leggere uno dei suoi libri ne sono sempre rimasta rapita sia per l’evidente lavoro di documentazione che per il modo in cui riesce sempre a catturarmi con le sue storie mai banali o scontate. L’ultimo suo libro che ho avuto tra le mani è stato “Rivelazioni” opera da cui è tratto anche l’omonimo film con Michael Douglas e Demi Moore.

Trama:

Thomas Sanders è un brillante manager e un tranquillo padre di famiglia. Finché non ritrova una sua ex spettacolarmente sexy, Meredith Johnson, che ha abilmente scalato i vertici della dct, l’avveniristica azienda di Seattle dove anche lui lavora. Il primo incontro tra i due si conclude nella maniera peggiore: la spregiudicata Meredith lo accusa di averla molestata sessualmente. Per salvarsi, Thomas dovrà ribaltare l’accusa, dimostrando in un’aula di tribunale che è stato lui ad aver subito le molestie. 

Ma il suo compito sarà reso più difficile da un oscuro intrigo finanziario al cui centro si trova la ditta per cui lavorano.

Rivelazioni é un romanzo ispirato a un reale caso di molestie sessuali, un caso in cui il ribaltamento dei “ruoli” (in questo caso infatti é l’uomo la vittima della molestia – cosa che capita più spesso di quanto non si pensi) porta il lettore a una serie di riflessioni su quella che é la vera uguaglianza tra i sessi. Perché é vero che una donna deve aver gli stessi diritti di un uomo, ma é anche giusto che abbia gli stessi obblighi e le stesse responsabilità quando si tratta di pagare per i propri sbagli e i propri crimini.
Consigliato quindi a chi vuole una lettura che trascina ma che allo stesso tempo offre numerosi spunti di riflessione e dibattito. 

Questa ovviamente è solo la mia opinione. Voi siete sempre liberi di non prendermi troppo sul serio. ^,.,^

Le letture della quarantena

Wow, da quanto tempo non scrivo in questo blog. Durante la pandemia mi sono sempre ripromessa di scrivere qualcosa, ma alla fine non ho mai trovato il momento giusto per farlo. Ammetto che questo  periodo mi ha un po’ destabilizzata e non solo per la polmonite che mi ha messa K.O. per diverso tempo, ma anche perché c’erano tanti progetti in ballo per questo 2020 che hanno finito con l’essere rimandati e che adesso aspetto di realizzare con ancora più ansia di prima (magari uno proprio entro la fine dell’anno 😉 ).

Una cosa positiva di questi mesi a casa però, è che oltre allo scrivere molto ho avuto modo anche di leggere davvero tanto.

Oltre a rileggermi alcuni vecchi amori come la saga di Harry Potter ho avuto modi di viaggiare in nuovi mondi come quelli della saga dell’Attraversaspecchi di Christelle Dabos che mi ha colpita per la sua particolarità sia per quanto riguarda l’ambientazione che per la sua protagonista decisamente diversa dal solito.

Ho vissuto le agghiaccianti vicende de “Il racconto dell’Ancella” e de “I Testamenti” di Margaret Atwood opere che raccontano attraverso la finzione di un universo distopico, le discriminazioni e le violenze subite dalle donne nella storia e nel mondo.

Sono andata nel futuro per tornare negli anni 80 con “Player One” di Ernest Cline che, a differenza del film più adatto al pubblico di “massa”, si rivolge molto di più ai veri cultori dei videogiochi e della cultura pop degli anni ottanta con una storia ben costruita ricca di citazioni e riferimenti.

Ho avuto però anche modo di viaggiare nel Congo con Michael Crichton (uno di quegli autori con cui so di andare sempre sul sicuro) e di immergermi in una storia intensa e coinvolgente fatta di personaggi accattivanti in un ambientazione reale con il romance “L’amore è un contratto” di Ilenia Toffanin, esordio che mi ha colpito per lo stile fluido e per il modo straordinariamente vivido in cui i personaggi prendono vita.

In questo periodo, ho però avuto modo di leggere anche due libri che mi hanno colpita in maniera particolare: il primo è “Chernobyl 01:23:40” di Andrew Leatherbarrow che unisce al racconto dell’esperienza dell’autore sul sito di Prypiat, un’accurata e ben documentata ricostruzione dei fatti del disastro di Chernobyl, raccontato in maniera obbiettiva e senza giudizi o pregiudizi.

Il secondo libro è “Preghiera per Chernobyl” di Svetlana Alexievich una raccolta di testimonianze e racconti di persone le cui vite sono state fortemente influenzate dal disastro nucleare. Due libri molto diversi, ma che aprono davvero gli occhi su una tragedia che, in un modo o nell’altro, ha avuto un forte impatto sulla vita di milioni di persone.

Queste ovviamente sono solo alcune delle letture di questi mesi. Ognuna di essa comunque, è stata una piacevole compagnia e un modo per viaggiare anche quando non potevo fare altro che restare sdraiata in attesa di rimettermi. ❤