Kitsune: il Giappone di Cecilia Randall

Un libro è come un viaggio, un viaggio emozionante che ci può portare in posti dove non avremmo mai sperato di andare. Se devo pensare a dei libri capaci in qualche modo di farmi viaggiare, di scuro mi vengono in mente le opere di Cecilia Randall e, in particolare, il suo romanzo “Kitsune: l’ombra della volpe.”.

Trama: La vita diventa piuttosto difficile se hai quindici anni, sei prigioniero nelle isole del Sol Levante, non parli la lingua e tutti sono convinti che tu sia uno yokai, cioè una creatura a metà strada tra un demone e uno spirito. Chiaro avrebbe voluto diventare ricco come Marco Polo e invece è finito nei guai fino al collo. Eppure gli sembrava una buona idea partire all’avventura da Nuova Venezia – semisprofondata nel mare dopo la Grande Crisi Planetaria – e unirsi a una spedizione commerciale diretta in Oriente. Invece, sulla costa cinese la carovana è stata assalita dai predoni. Sono morti tutti, tranne Chiaro, risparmiato solo per essere venduto insieme al bottino in quelle misteriose isole che da secoli non hanno più contatti con il resto del mondo. Laggiù un ragazzo biondissimo e pallido come lui suscita curiosità, paura e superstizioni. Chiaro riesce a scappare dai suoi rapitori, salva anche un cucciolo di volpe trovato per caso nella foresta, ma non può sfuggire alle onna-bugeisha, micidiali donne guerriere paragonabili ai samurai. Riprende i sensi in una gabbia. Ora tutti lo chiamano kitsune e lo temono come una delle leggendarie volpi mutaforma. Ma il vero nemico si nasconde altrove, in un paese dominato dalla legge della spada, là dove ogni albero – letteralmente – può nascondere un vero yokai…

Ho divorato questo romanzo in un paio di giorni e ne sono rimasta a dir poco incantata. “Kitsune” è un vero e proprio viaggio in Giappone e nelle sue tradizioni che prendono vita nella mente del lettore attraverso descrizioni accurate e vivide. Se c’è una cosa che si nota in questo libro, infatti, è proprio la passione e la conoscenza dell’autrice della cultura Orientale, un amore che va al di là della semplice documentazione per un romanzo e che si può percepire in ogni pagina. Se a questo uniamo anche una storia coinvolgente, non banale e dallo stile fluido e scorrevole, otteniamo un romanzo per ragazzi che, a mio avviso, vale davvero la pena leggere. Consigliatissimo.

Geralt di Rivia e il Tempo della Guerra.

La saga di “The Witcher” è diventata famosa al grande pubblico prima con i videogiochi, poi con la serie Netflix. Geralt di Rivia però non è nato tra consolle e tv, ma tra le pagine di una serie di libri scritti dall’autore polacco Andrzej Sapokowski.

Trama: Tre ombre cavalcano nella notte. Sono tre sicari, lanciati all’inseguimento della loro prossima vittima. Tuttavia non sanno di essere a loro volta seguiti da una creatura più forte e più resistente di qualsiasi essere umano: Geralt di Rivia, l’assassino di mostri. In circostanze normali, lo strigo non si sporcherebbe le mani per eliminare dei comuni criminali, ma stavolta è diverso. Perché quei tre sono stati assoldati per uccidere la principessa Ciri e, se ci riusciranno, il mondo intero sarà perduto: Ciri è la Fiamma di Cintra, la maga di cui parlano le profezie, l’unica forza in grado di contrastare i piani dello spietato imperatore di Nilfgaard e di riportare la pace tra i popoli della terra. Per questo è essenziale che Ciri arrivi sana e salva sull’isola di Thanedd, dove si stanno radunando tutti gli altri maghi. E Geralt è disposto a ogni sacrificio pur di proteggere il suo cammino. Però nessuno può immaginare che la principessa non sarà al sicuro nemmeno sull’isola. Sebbene sia difesa da incantesimi potentissimi, le spie di Nilfgaard sono infatti sbarcate persino in quel luogo isolato. E adesso sono in attesa, pronte a colpire….

“Il Tempo della Guerra” è un libro di mezzo che prosegue le vicende de “Il Sangue degli Elfi” e fa da apripista a “Il battesimo del fuoco”. Sebbene vincolato alle precedenti opere, si tratta comunque di un romanzo scorrevole, a tratti crudo, dove il principale protagonista non è Geralt bensì la guerra stessa. Nonostante questo però, a spiccare è anche Ciri che, nella parte finale, è sicuramente il personaggio che subisce la maggior crescita e approfondimento in tutto il romanzo. Una storia intensa che consiglio vivamente di recuperare assieme a tutti gli altri libri di Sapkowski se avete anche solo in parte amato la serie “The Witcher”. Se invece la serie non vi è piaciuta… beh, recuperate comunque i libri. Potresti cambiare idea. 😉

Follettiana: piccole storie del popolo fatato.

In passato avevo già parlato di un libro di ABEditore e di come questa casa editrice metta molta cura non solo nei contenuti delle sue opere, ma anche nell’estetica, arrivando a creare dei libri che hanno il profumo dei volumi antichi, quelli che non solo hai piacere a leggere, ma anche a esporre in libreria. Di recente ho avuto modo di leggere e apprezzare un altro libro di questo editore ovvero “Follettiana”.

Si tratta di una splendida raccolta di racconti, alcuni molto brevi, che attingono alle più antiche tradizioni legate al popolo fatato. In questo caso non parliamo però di favole, o meglio non di favole intese nel modo in cui la maggior parte di noi intendono. Per quanto non si perda l’aspetto legato alla morale e all’insegnamento, le storie raccontate, infatti, sono piuttosto inquietanti se non macabre (non molto adatte ai bambini quindi) e il lieto fine non è mai scontato o garantito. “Follettiana” è un libro che si legge velocemente, ma che mostra il popolo fatato nel suo aspetto più “vero” quello delle origini, spiegate anche in un ottimo saggio introduttivo che ne mostra anche l’evoluzione nel corso della storia. Degne di nota sono anche le tavole e le piccole illustrazioni che impreziosiscono ulteriormente questo volume, trasmettendogli quel “profumo” antico e prezioso tipico dei volumi di questa particolare casa editrice. Felicissima di averlo letto e comprato.