Un viaggio nella Desolazione di Smaug (tra pregi e difetti)

Sono da poco uscita dal cinema dove, dopo una lunga, lunghissima attesa, sono andata a vedere “Lo Hobbit: la desolazione di Smaug”, un film sul quale sbavavo ormai da un anno (esattamente da dopo aver finito di vedere il primo XD)
Premetto che apprezzo davvero molto i film che si discostano dai romanzi da cui sono tratti per dare loro una reinterpretazione mantenendone però l’essenza e devo dire che, in tutti i suoi film, Peter Jackson c’è sempre riuscito (ed essendo un’adoratrice dei romanzi di Tolkien sono davvero molto esigente a riguardo).
Ovviamente però il caro, non più rubicondo Jackson ha voluto metterci molto del suo e in alcuni casi lo ha fatto bene mentre altre sboronate poteva anche risparmiarsele.

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Un vecchio amico per cena (riflessioni sul Dr. Lecter)

Su Italia uno stanno trasmettendo la serie “Hannibal” rispolverando e dando nuova luce al mito del cannibale reso famoso prima dai romanzi di Thomas Harris poi dalla splendida recitazione di Hantony Hopkins. Visto che dopo la mia ultima visita a Roma sono riuscita a mettere le zampe sul romanzo de “Il Silenzio degli Innocenti” e visto che ho avuto già modo di gustarmi la serie televisiva, ieri sera mi son voluta vedere per la ventordicesima volta il film e devo dire che in qualche modo me lo sono gustato di più, potendone osservare meglio pregi e difetti anche rispetto al libro. Mi sono frullate in mente una lunga serie di osservazioni e collegamenti e ovviamente non ho potuto evitare di buttare giù due righe a riguardo. Continua a leggere