Un vecchio amico per cena (riflessioni sul Dr. Lecter)

Su Italia uno stanno trasmettendo la serie “Hannibal” rispolverando e dando nuova luce al mito del cannibale reso famoso prima dai romanzi di Thomas Harris poi dalla splendida recitazione di Hantony Hopkins. Visto che dopo la mia ultima visita a Roma sono riuscita a mettere le zampe sul romanzo de “Il Silenzio degli Innocenti” e visto che ho avuto già modo di gustarmi la serie televisiva, ieri sera mi son voluta vedere per la ventordicesima volta il film e devo dire che in qualche modo me lo sono gustato di più, potendone osservare meglio pregi e difetti anche rispetto al libro. Mi sono frullate in mente una lunga serie di osservazioni e collegamenti e ovviamente non ho potuto evitare di buttare giù due righe a riguardo.

Ma meglio che io vada per ordine altrimenti mi si confondono i neuroni.

Il Silenzio degli innocenti – il libro:

arton16259Trovo che il romanzo abbia qualcosa in più rispetto al film che, purtroppo, per un motivo o per l’altro risulta molto limitato. Già solo per quanto riguarda le indagini, ad esempio, nel libro le ho trovate più complesse, magistralmente costruite dalla penna dell’autore. Il ritmo della narrazione mi davvero ha tenuta incollata alle pagine anche se, avendo già visto il film, sapevo esattamente come sarebbero andate le cose.Il romanzo inoltre segue il punto di vista di diversi personaggi e questo me li ha fatti apprezzare molto, molto di più nella loro complessità. Clarice Starling, mi é sembrata più umana e complessa nel suo desiderio di far cessare lo “straziante pianto degli agnelli” che ogni tanto risente nella propriamente come un incubo ricorrente. Il trauma della sua infanzia, descritto in maniera diversa rispetto alla versione cinematografica, si percepisce in maniera più netta e la sua influenza é più evidente nelle sue decisioni e nei suoi gesti. Altro personaggio che spicca molto di più é sicuramente Buffalo Bill che nel film viene mostrato in maniera molto limitata, solo come il mostro da catturare, una creatura malata e disturbata che deve essere fermata. Nel romanzo invece Harris ci fa entrare nella sua mente, ci mostra i suoi pensieri e come vede le sue vittime, ci rende partecipi delle sue ossessioni in una maniera  angosciante. Il pregio del libro quindi é sicuramente quello di mostrarci aspetti più profondi dei suoi protagonisti e un intreccio molto più articolato. A parte per alcuni punti che ho trovato un po’ troppo lenti, posso dire quindi che “il Silenzio degli Innocenti” é sicuramente un’opera straordinaria, da leggere anche se non si è particolarmente amanti del genere.

Il Silenzio degli innocenti – Il film

 Hannibal_lecterPer quanto, come già detto, limitato sotto certi punti di vista, considero il film de “Il Silenzio degli Innocenti” uno degli adattamenti cinematografici meglio riusciti che io abbia mai visto. Dal punto di vista della regia ho apprezzato molto quello che NON si é visto. Ci sono delle scene crude é vero, ma non arrivano mai a toccare lo splatter. Il fatto alcune cose non vengano mostrate non fa che aumentare la tensione e la paura dello spettatore ( un po’ come nella famosa scena della doccia di Psycho: con una serie di cambi di inquadratura Hitchcock é infatti riuscito a creare un momento di assoluta tensione senza mostrare il coltello che affonda nella carne nuda di Marion.) Un esempio lampante é quando Chilton mostra a Clarice la foto dell’infermiera che Hannibal ha azzannato e sfigurato. La foto non viene mostrata eppure personalmente sono riuscita a percepire e a immaginare l’orrore del gesto di Lecter anche solo dallo sguardo di Clarice. E il personaggio di Hannibal… Ah! Sublime Anthony Hopkins! La sua voce lenta e misurata, i movimenti e gli sguardi studiati per mostrare la profondità dello straordinario personaggio creato da Harris… In qualche modo, Hopkins é riuscito a trasmettere una tale, cupa intensità al suo personaggio da renderlo affascinante nonostante la consapevolezza della sua mostruosità. Sebbene sia presente anche nel romanzo, il suo legame con Clarice diventa parte centrale del film e si percepisce in maniera sempre più intensa a ogni loro incontro. Un film che sicuramente consiglio e che, a parte alcune piccole imperfezioni (fissazioni mie: nella scena finale nella cantina di Buffalo Bill si vede chiaramente il filo a cui é attaccata la finta farfalla che volteggia attorno a una lampadina XD ) vale davvero la pena vedere.

Hannibal – la serie tv

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Questa immagine non vi ricorda qualcosa? 😉

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Due parole le voglio spendere anche sulla serie televisiva. Devo dire che, per quanto fossi molto ansiosa di vederla, mi sono approcciata ad essa con un po’ di diffidenza. Salvo poi ovviamente rimanerne folgorata. É una serie che riflette in maniera eccellente le sensazioni angoscianti trasmesse dagli altri film ispirati alle opere di Harris. Mads Mikkelsen é eccezionale nella parte di Lecter, in parte diverso da quello di Hopkins, ma comunque sempre dotato di quel fascino che in qualche modo lo rende, nonostante tutto, davvero attraente. Il suo é un Hannibal che si rivela pian piano, smascherando lentamente le proprie  intenzioni allo spettatore nel corso delle puntate e dimostrando un carisma eccezionale.

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Nelle diverse puntate ho avuto modo di trovare anche diversi riferimenti e citazioni ai romanzi come le farfalle incorniciate nella sala d’attesa dello studio di Lecter o l’accenno di Will Graham sulla possibilità di “riparare barche” in futuro (cosa che effettivamente farà). In una delle puntate, uno psicopatico uccide le sue vittime strappando loro la pelle della schiena e aprendola come se fosse un paio di ali alle spalle della sua vittima e la posizione di una di esse mi ha ricordato molto il modo in cui Hannibal Lecter, nel Silenzio degli Innocenti, posiziona il cadavere di una delle due guardie che uccide durante la sua fuga.

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Altra chicca degna di nota sono i titoli delle puntate che fanno tutti riferimento a un piatto o a una portata del pasto. Una serie quindi ricca di omaggi e a grandi linee fedele alla storia originale salvo per una cosa che in effetti mi ha lasciata un po’ perplessa: perché quello che nei romanzi e negli altri film é il Dr. Alan Bloom si é trasformato magicamente nella Dottoressa Alana Bloom? Insomma, va bene inserire un personaggio femminile come una sorta di controparte di Lecter per il povero Graham, ma un cambio di sesso mi sembra leggermente eccessivo XD

 
p.s. Ovviamente scriverò il mio parere sugli altri film quando riuscirò a leggere gli altri libri… giusto per non rompere più del dovuto 😉

p.p.s ovviamente queste sono solo mie personali riflessioni quindi, come sempre, se non vi piacciono non prendetele troppo sul serio 😉

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