Belgariad: una saga del cuore

Durante il viaggio di nozze, sono finalmente riuscita a finire anche il ciclo completo dei Belgariad di David Eddings.
Che dire, aspettavo di leggere la saga per intero da quando (qualche decina di anni fa credo) ho messo per la prima volta le zampe prima sul romanzo “Belgarath il mago” e poi su “Polgara la maga”.

Che dire, è come aver messo finalmente a un puzzle iniziato tanto tempo fa, quegli ultimi tasselli che credevo purtroppo di aver perso per sempre.
Il quadro che ne è uscito è quello di un mondo ben costruito, capace di catturare e affascinare, con personaggi ben caratterizzati e luoghi magistralmente descritti.


Tutto è visto attraverso gli occhi di Garion, giovane protagonista della saga segnato da un destino ineluttabile che lo porterà prima a lasciare i luoghi sicuri della sua infanzia per scoprire il mondo esterno, poi a capire maggiormente se stesso, il suo potere e le sue origini grazie anche e soprattutto all’aiuto della maga Polgara, personaggio chiave dell’intero romanzo nonché (come ho già scritto in precedenza) una delle protagoniste letterarie più belle e affascinanti in cui mi sia mai imbattuta.

Ringrazio quindi di cuore di aver potuto leggere finalmente la saga completa e ovviamente la consiglio a tutti quelli che cercano un fantasy con elementi classici, ma a suo modo totalmente originale e coinvolgente.

Il ciclo delle Fondazioni ovvero il capolavoro di Asimov

Asimov non delude e sicuramente “il ciclo delle fondazioni” può a mio avviso considerarsi un vero capolavoro. 

In questi quattro romanzi, i primi tre dei quali compongono la trilogia originale che ha fatto vincere ad Asimov il premio Hugo, viene raccontata la storia delle due Fondazioni, nate per volere dello psicostorico Mari Seldon.
L’uomo, creatore delle funzioni matematiche alla base della psicostoria, era arrivato alla giusta conclusione che presto l’Impero Galattico sarebbe collassato costringendo l’umanità a 30000 anni di anarchie e barbarie.
Scopo delle Fondazioni è proprio ridurre questo periodo a soli mille anni attraverso una serie di Crisi (previste da Seldon proprio grazie alla psicostoria) che le porteranno alla fondazione del Secondo Impero.

Più che di romanzi veri e propri però, forse però è il caso di parlare di raccolta di racconti. La storia infatti non è propriamente lineare, ma mostra gli eventi salienti di ogni secolo di vita delle Fondazioni, dalle loro origini fino ai suoi primi 500 anni con salti temporali improvvisi e inaspettati che all’inizio possono risultare spiazzanti, ma che poi (una volta capito il ritmo della narrazione) risultano, a mio avviso, assolutamente geniali. Ho trovato affascinante vedere come, con il trascorrere dei secoli, quelli che all’inizio erano i protagonisti diventano personaggi storici, quasi leggendari le cui vite e storie sono state distorte, quasi fraintese col passare del tempo.

Altro punto interessante di questi romanzi è che non c’è vera e propria azione. Le battaglie e le guerre spesso vengono raccontate dopo che si sono svolte attraverso cronache o i personaggi principali. Nonostante questo però, la lettura scorre e cattura, mai noiosa o pesante. 

Consigliatissimo a chiunque voglia immergersi nella fantascienza pura e agli amanti delle saghe complesse e magistralmente costruite.

La Febbre di Ling Ma

In un mondo devastato da una terribile Pandemia, Candace, la protagonista, ricorda il suo passato di figlia di immigranti cinesi in America e cerca di sopravvivere e di portare a termine la propria gravidanza. Questo è “Febbre”, romanzo di ambientazione postapocalittica della scrittrice Ling Ma.

Le premesse sono buone così come l’idea di base del romanzo eppure, la narrazione è piuttosto lenta, forse troppo incentrata sui ricordi del passato della protagonista piuttosto che sul presente. 
L’azione è minima, quasi del tutto assente, e anche quando la storia sembra ingranare e prendere slancio, ecco che l’ennesimo flashback interrompe il ritmo che sembra quasi regredire.

Un libro su cui avevo parecchie aspettative, che però non sono state soddisfatte. Peccato.