La Profezia della Curandera e il vero potere delle donne

Ci sono libri pieni di pagine e paroloni che però, quando arrivi alla fine, ti lasciano poco o nulla se non un vago ricordo destinato a svanire nel tempo. E poi ci sono quelle opere che, nella semplicità delle loro storie ti aprono gli occhi e la mente verso nuovi universi di verità e bellezza. Questo è il caso de “la profezia della Curandera” di Hernan Huarache Mamani.

Trama: Kantu è giovane, bella, piena di interessi e di entusiasmo. Vive a Cuzco, una città del Perù, e trascorre le sue giornate tra lo studio, gli amici, le feste. Non conosce nulla delle antiche tradizioni andine, della scienza della Pachamama, degli insegnamenti dei curanderos. Non la interessano. Un giorno, un evento inatteso sconvolge il suo universo, costringendola a confrontarsi con una realtà a lei incomprensibile. Disposta a tutto pur di conquistare l’uomo che ama, Kantu intraprende un cammino difficile che la porterà a riscoprire l’energia che c’è in lei.

L’opera di Mamani è libro che tutte le donne dovrebbero leggere.
È un’opera a mio avviso potente, incentrata sul potere nascosto della donna, su un mondo fatto di misteri e di potere di cui proprio la donna stessa è il cuore.

Un libro che ti porta a riflettere sul tuo essere donna e sulla forza nascosta che le donne celano nel profondo del loro essere nonché sulla natura dell’amore e su cosa rappresenta veramente l’unione tra un uomo e una donna. Una storia semplice e scorrevole, ma che lascia il segno nell’anima e nel cuore.
Sicuramente consigliato.

Il Talismano di King e Straub

Quando due amici di vecchia data collaborano per creare un romanzo fantasy dai toni dark, può nascere una sinergia capace di generare qualcosa di speciale. Se poi i due amici sono due grandi maestri del genere come Stephen King e Peter Straub, non può che nascere qualcosa di davvero magico e spettacolare. Da grande appassionata di King, leggendo “Il Talismano” ovviamente ho notato di più le influenze del Re, che non sono poche, così come non sono pochi i riferimenti ad altre sue grandi opere.

Trama: Una solitaria cittadina sull’Atlantico è il punto di partenza di un viaggio straordinario, esaltante e terribile insieme, che il dodicenne Jack intraprende alla ricerca del Talismano: il leggendario cristallo, dotato di poteri magici, che può guarire sua madre dal cancro. Per raggiungerlo, il ragazzo deve attraversare non soltanto l’America, ma anche un universo oscuro, parallelo a quello reale, dominato da forze misteriose. Un luogo nascosto in cui solo poche persone sono in grado di penetrare: e Jack è una di queste…

Il libro di King e Straub è un fantasy dai toni cupi che può far storcere il naso agli amanti delle opere puramente horror di King, ma che fa un po’ da precursore a sue opere più attuali come Fantasy Tales.
La storia ha diversi alti e bassi, con dei momenti forse un po’ lenti e pesanti, ma anche con picchi che arrivano a coinvolgere e commuovere profondamente.
I personaggi rappresentano quasi degli archetipi del genere eppure si riesce con facilità a farsi coinvolgere da loro sebbene ammetto che ci sono state parecchie volte in cui avrei voluto prendere a schiaffi Jack, il protagonista. 
Degni di nota alcuni omaggi e riferimenti a dei grandi classici (l’opera inizia e finisce con citazioni delle opere di Mark Twain, inoltre la scena in cui Richard entra nell’armadio e si ritrova per un attimo in un altro mondo sembra un chiaro riferimento all’opera di C.S.Lewis), ma soprattutto, ci sono alcuni dettagli che faranno drizzare le antenne ai grandi appassionati di King. 
Oltre alla forte somiglianza dei Territori con il “Medio-Mondo” infatti, a un certo punto si parla del Talismano come del “punto nodale di tutti i mondi possibili” e che questo Talismano si trova all’interno di quello che viene chiamato “albergo nero”.

Si dice inoltre che essendoci molti mondi, possono esserci (e qui cito testualmente) “dieci alberghi neri, solo che in certi mondi possono avere l’aspetto di neri parchi dei divertimenti… o di neri parcheggi per caravan… o altro ancora.”
La prima cosa che ho pensato leggendo questa frase è stata: quindi in un universo potrebbe avere anche l’aspetto di una torre?🫢

Comunque una lettura di sicuro consigliata a tutti i lettori del Re e agli amanti del genere..

Loro di Roberto Cotroneo.

Ho iniziato a leggere questo romanzo un po’ a scatola chiusa, senza conoscere nulla dell’autore o sul suo modo di scrivere. Pe quanto questa lettura non mi abbia convinta pienamente, mi ha fatto comunque venire voglia di leggere altre opere di Cotroneo perché comunque le capacità dell’autore sono più che evidenti così come la sua conoscenza della parola scritta.

Trama: Può il memoriale di una giovane donna sconvolgere a tal punto, da turbare persino coloro che si avventurano abitualmente nei recessi più oscuri della mente? È quanto accade in queste pagine, nelle quali Margherita B. narra dei fatti accaduti nel 2018, quando prende servizio, stando alle sue parole, come istitutrice presso una famiglia aristocratica, gli Ordelaffi, in una magnifica villa progettata da un celebre architetto alle porte di Roma: la casa di vetro. Il compito che le viene affidato è prendersi cura delle gemelline Lucrezia e Lavinia. Nella casa di vetro, tutto sembra meraviglioso quell’estate. Ogni cosa è scelta con gusto, con garbo, con dedizione. Le gemelle, identiche, sono una meraviglia di educazione e di talento. Lucrezia ama il pianoforte, Lavinia l’equitazione. Ma pochi giorni dopo l’arrivo di Margherita cominciano a rivelarsi presenze terrificanti. Sono loro, dicono le bambine, gli antichi ospiti della casa, tornati per riportare in luce l’orrore.

Una storia accattivante e con delle ottime premesse che però ha un solo grande difetto: la velocità. Il romanzo infatti si sviluppa in maniera così veloce da non essere riuscito a trasmettermi la giusta atmosfera di ansia e paura. Questo ritmo fin troppo veloce purtroppo si riflette anche sui personaggi con i quali mi è risultato molto difficile entrare in empatia.  Peccato perché il finale è davvero molto bello (si vede che c’è attenzione nello studio della trama) e lo stile dell’autore è comunque scorrevole e interessante (si vede che è uno scrittore che conosce il suo mestiere e che lo fa da anni). Se ne avrò l’occasione, come già anticipato, proverò senz’altro a leggere altre sue opere.