Canone inverso: una musica non proprio riuscita.


Vi è mai capitato di imbattervi in un romanzo così spiazzante da non capire bene, anche a distanza di giorni dalla fine della lettura, se vi è piaciuto o meno? Ecco, credo che nel mio caso, uno di questi libri sia stato “Canone Inverso” di Paolo Muaresing.

Trama: Uno scrittore, appassionato musicofilo, incontra a Vienna Jenö Varga, un violinista ambulante in grado di suonare con meravigliosa naturalezza la complicatissima Ciaccona di Bach. In seguito a quali disavventure un artista eccelso si è ridotto a trascinare per bettole e osterie un talento che avrebbe potuto aprirgli i palcoscenici dei teatri più celebri del mondo? Qual è la forza terribile che è entrata nella sua vita? Paolo Maurensig costruisce magistralmente un’avventura in cui le sorprese, i trasalimenti, i colpi di scena non sono puri espedienti narrativi, ma simboli drammatici dello scontro tra le inquietudini, la delicatezza delle anime individuali e la ferocia della storia di questo secolo.

Se si osserva questo libro con uno sguardo oggettivo, la trama è ben scritta, con uno stile scorrevole ed affascinante che non rende, almeno secondo me, la lettura pesante o incomprensibile. La storia è ben strutturata, con una serie di intrecci e colpi di scena davvero ben costruiti e la musica ne è la protagonista assoluta, una forza onnipresente che anima i protagonisti e li spinge nelle loro azioni. Eppure, in un certo senso, io quella musica l’ho sentita poco. Mi spiego: per quanto i personaggi siano ben descritti, così come il loro amore per la musica della quale si parla in maniera accurata (e con una chiara e attenta documentazione da parte dell’autore), ho sentito il tutto molto distante e ho faticato davvero a tanto a entrare in empatia con i protagonisti della storia e con la loro passione.

Insomma l’ho trovata un’opera magistrale dal punto di vista stilistico e strutturale, ma non così tanto dal punto di vista del coinvolgimento emotivo. Consigliato? Meh, di certo da non mettere in cima alla lista e, soprattutto, non aspettatevi quello che avete visto nel film perché la trama è davvero molto, molto diversa.

Hear me Roar

Non fatevi ingannare dal titolo: questo non è un post sul motto dei Lannister anche se immaginare Cersei che canta questa canzone mi fa piegare in due dal ridere.
Visto che sono stata messa di nuovo K.O. dalla febbre mi è solo venuta voglia di postare una canzone che mi è stata dedicata da un amico (grazie Davide!).

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Live to Rise (Again)

Oggi avevo voglia di postare una canzone che ultimamente sto ascoltando spesso. Si tratta di Live To Rise dei Soundgarden colonna sonora del mitico film TheAvengers.

Quando la sento mi torna in mente quanto spesso l’ambizione possa essere allo stesso tempo deleteria e fondamentale. Senza corriamo il rischio di spegnerci, di perdere di vista i nostri desideri e le nostre passioni, ma a volte è proprio la nostra ambizione che ci porta a fare il passo più lungo della gamba, a voler andare troppo oltre senza ricordare che abbiamo limiti e difetti impossibili da ignorare. I limiti vanno superati e affrontati, certo, ma non dobbiamo nemmeno dimenticare che il mondo é molto più grande e complesso di quello in cui noi viviamo e che il fatto di eccellere nella nostra piccola bolla di sapone non vuol dire che lo siamo anche nella realtà al di fuori di essa. Non bisogna avere fretta di andare avanti perché nessuno potrà mai toglierci la nostra passione né allontanare da noi le persone che davvero ci sostengono

Ultimamente ho rischiato  di dimenticare questa cosa, ma per fortuna c’è stato chi mi ha aiutato a tornare coi piedi per terra, a ricordare che sono ancora piuttosto immatura come autrice e che se voglio davvero “sorgere di nuovo” devo continuare a crescere, facendo un passo alla volta, senza bruciare le tappe ma allo stesso tempo senza dimenticare gli obbiettivi prefissati e chi, nonostante tutto, continua a darci sostegno e affetto.