La metà oscura di Stephen King

Quando Stephen King parla di scrittura sa bene quello che dice e quando la usa come elemento cardine in una storia, non può che venirne fuori qualcosa di straordinario. 

“La metà oscura” infatti è un romanzo accattivante che (dopo un inizio forse un po’ lento) trascina il lettore in un clima di tensione e ansia che va in crescendo e nel quale ritroviamo anche alcuni riferimenti e citazioni ad altre opere di King oltre ovviamente alla “sua” Castle Rock, dove è ambientata parte della vicenda.

Oltre a una trama ben costruita però ad avermi affascinata di più è proprio il ruolo della scrittura nella storia, un ruolo chiave che la rende la vera protagonista attraverso anche alcune riflessioni inserite da King su di essa.

Un libro densò di simbolismo e significato che a mio avviso, vale la pena leggere.

Anno Z: gli zombie di Tamara Deroma

Un super cereale creato in laboratorio dall’uomo per risolvere la crisi ambientale ha invece segnato quasi del tutto la fine della razza umana.

Questo a causa di una tossina sviluppatasi al suo interno che porta rapidamente chiunque lo consumi a una morte atroce. La cosa peggiore però è che le vittime di questa tossina, finiscono sempre col risvegliarsi. Mossi dal puro istinto, queste creature vagano per soddisfare un insaziabile bisogno di cibo braccando sia i pochi umani sopravvissuti che i loro stesso simili pur di soddisfare la loro fame. 

È proprio attraverso il punto di vista di uno dei pochi umani ancora in vita che si sviluppa questo racconto, una storia che (nonostante la sua brevità) trascina con un ritmo che diventa di pagina in pagina sempre più adrenalinico. 
Un racconto davvero ben costruito una lettura carica di ansia e piena di tensione e significati.
Consigliatissimo. 

Belgariad: una saga del cuore

Durante il viaggio di nozze, sono finalmente riuscita a finire anche il ciclo completo dei Belgariad di David Eddings.
Che dire, aspettavo di leggere la saga per intero da quando (qualche decina di anni fa credo) ho messo per la prima volta le zampe prima sul romanzo “Belgarath il mago” e poi su “Polgara la maga”.

Che dire, è come aver messo finalmente a un puzzle iniziato tanto tempo fa, quegli ultimi tasselli che credevo purtroppo di aver perso per sempre.
Il quadro che ne è uscito è quello di un mondo ben costruito, capace di catturare e affascinare, con personaggi ben caratterizzati e luoghi magistralmente descritti.


Tutto è visto attraverso gli occhi di Garion, giovane protagonista della saga segnato da un destino ineluttabile che lo porterà prima a lasciare i luoghi sicuri della sua infanzia per scoprire il mondo esterno, poi a capire maggiormente se stesso, il suo potere e le sue origini grazie anche e soprattutto all’aiuto della maga Polgara, personaggio chiave dell’intero romanzo nonché (come ho già scritto in precedenza) una delle protagoniste letterarie più belle e affascinanti in cui mi sia mai imbattuta.

Ringrazio quindi di cuore di aver potuto leggere finalmente la saga completa e ovviamente la consiglio a tutti quelli che cercano un fantasy con elementi classici, ma a suo modo totalmente originale e coinvolgente.