La Foresta dei Suicidi

Aokigahara è una foresta ai piedi del monte Fuji, in Giappone, conosciuta anche come “la foresta dei suicidi” per l’alto numero di suicidi che avvengono ogni anno al suo interno. Ma su questa foresta si dice molto, molto di più. E se le leggende sugli spiriti malevoli che la abitano fossero vere? Cosa accadrebbe se dovessi perderti al suo interno?

Sul canale YouTube di Pit Enjoy Ever è uscito un nuovo audio racconto tratto dalla mia storia “la Foresta dei Suicidi”. Fatemi sapere che ne pensate. 😉

Kitsune: il Giappone di Cecilia Randall

Un libro è come un viaggio, un viaggio emozionante che ci può portare in posti dove non avremmo mai sperato di andare. Se devo pensare a dei libri capaci in qualche modo di farmi viaggiare, di scuro mi vengono in mente le opere di Cecilia Randall e, in particolare, il suo romanzo “Kitsune: l’ombra della volpe.”.

Trama: La vita diventa piuttosto difficile se hai quindici anni, sei prigioniero nelle isole del Sol Levante, non parli la lingua e tutti sono convinti che tu sia uno yokai, cioè una creatura a metà strada tra un demone e uno spirito. Chiaro avrebbe voluto diventare ricco come Marco Polo e invece è finito nei guai fino al collo. Eppure gli sembrava una buona idea partire all’avventura da Nuova Venezia – semisprofondata nel mare dopo la Grande Crisi Planetaria – e unirsi a una spedizione commerciale diretta in Oriente. Invece, sulla costa cinese la carovana è stata assalita dai predoni. Sono morti tutti, tranne Chiaro, risparmiato solo per essere venduto insieme al bottino in quelle misteriose isole che da secoli non hanno più contatti con il resto del mondo. Laggiù un ragazzo biondissimo e pallido come lui suscita curiosità, paura e superstizioni. Chiaro riesce a scappare dai suoi rapitori, salva anche un cucciolo di volpe trovato per caso nella foresta, ma non può sfuggire alle onna-bugeisha, micidiali donne guerriere paragonabili ai samurai. Riprende i sensi in una gabbia. Ora tutti lo chiamano kitsune e lo temono come una delle leggendarie volpi mutaforma. Ma il vero nemico si nasconde altrove, in un paese dominato dalla legge della spada, là dove ogni albero – letteralmente – può nascondere un vero yokai…

Ho divorato questo romanzo in un paio di giorni e ne sono rimasta a dir poco incantata. “Kitsune” è un vero e proprio viaggio in Giappone e nelle sue tradizioni che prendono vita nella mente del lettore attraverso descrizioni accurate e vivide. Se c’è una cosa che si nota in questo libro, infatti, è proprio la passione e la conoscenza dell’autrice della cultura Orientale, un amore che va al di là della semplice documentazione per un romanzo e che si può percepire in ogni pagina. Se a questo uniamo anche una storia coinvolgente, non banale e dallo stile fluido e scorrevole, otteniamo un romanzo per ragazzi che, a mio avviso, vale davvero la pena leggere. Consigliatissimo.

Fukushima: come reagiscono gli uomini quando il sole si scioglie.

Ho voluto leggere questo libro dopo aver letto il precedente lavoro di Leatherbarrow incentrato sul disastro di Chernobyl (che consiglio vivamente). Devo dire che non è una lettura leggera perché l’autore non si concentra unicamente l’incidente di Fukushima in sé, ma analizza in maniera molto dettagliata il rapporto del Giappone col nucleare. 

Leatherbarrow parte quindi dall’apertura in parte forzata del Giappone agli altri paesi, alla sua situazione a livello energetico nel corso della storia, alle tragedie di Hiroshima e Nagasaki che hanno segnato in maniera profonda i giapponesi e ovviamente la loro opinione sul nucleare.
L’autore inoltre analizzata in maniera accurata anche la cultura Giapponese (soprattutto quella legata al lavoro) che molto ha influenzato ciò che è successo durante il disastro della centrale di Fukushima Daiichi. Un approccio a livello storico, sociologico e soprattutto politico che dipinge un quadro completo (e a tratti piuttosto inquietante), ma soprattutto il più possibile obbiettivo di quello che è successo nel 2011 a Fukushima e delle sue conseguenze che si protraggono ancora oggi.

Una lettura complessa, a tratti pesante e difficile da seguire (più che altro nella prima parte), ma interessante e fonte di numerose riflessioni.
Un libro non semplice, ma che mi sento di consigliare vivamente.