Quando ha inizio qualcosa di importante

Ultimamente sono stata un po’ assente dal blog a causa di un periodo davvero molto denso e importante sia a livello professionale che lavorativo.  Nel primo caso, dopo una storia a distanza durata cinque anni, a fine Luglio lascerò Torino per andare a vivere nel Cremasco con il mio ragazzo cosa che, da maschio mancato e testarda indipendente cronica quale sono, sinceramente non avrei mai osato sperare.  Un cambiamento importante e un trasloco che mi terrà impegnata nonché senza connessione internet praticamente tutto il mese  (non avete idea della roba che si accumula in giro per casa in anni di vita da sola XD)

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La novità di cui voglio parlare maggiormente è però legata al lavoro e a una collaborazione della quale sono davvero molto orgogliosa: quella col giornale online dell’Agenzia Fotografica Realy Easy Star ovvero il “The Living News”.  Sono stata contattata diverso tempo fa dalla responsabile del giornale che mi ha proposto di diventare responsabile della loro sezione di letteratura.  Ovviamente sono stata più che onorata della proposta nonché entusiasta di poter collaborare con un team di persone non solo serie e competenti nel loro lavoro, ma anche appassionate e determinate.

Oggi ha quindi ufficialmente inizio questa nuova collaborazione con il lancio del giornale (questo il link alla home page) e con la mia prima recensione (ecco qui il link). Spero vogliate seguirmi in questa nuova esperienza e che ciò che scrivo possa piacervi.

In questo caso credo proprio sia il caso di prendermi un pochino sul serio 😉

Humanlike: quando gli androidi diventano più umani degli umani.

Nello sconfinato universo dei libri sono molti i generi e i sottogeneri più o meno conosciuti che a volte riservano davvero delle piacevoli sorprese. Con “Humanlike” di Yaranilde mi sono avventurata in un genere per me un po’ insolito: il cyberpunk.

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In questa raccolta di racconti, edito dalla Mela Avvelenata e disponibile in formato eBook, protagoniste indiscusse sono le donne “non umane”, ginoidi fatti di metallo che spesso però si rivelano essere molto più umane degli individui in carne ed ossa con cui si trovano ad avere a che fare. Tema portante che sorregge tutti i racconti infatti è proprio l’umanità di queste “macchine”, un umanità che non è un diritto di nascita generato dalla sostanza del corpo, ma un dono scaturito dai sentimenti e dalle emozioni che, ci rivela l’autrice, perfino un androide può provare.

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