Le mie letture di Gennaio

Finalmente! Eccomi qui con il primo post del 2021!!!! ( e meglio tardi che mai visto che siamo a fine gennaio XD)

Allora, visto che il tempo per scrivere qui sul blog è sempre meno, ho deciso che comincerò a fare un post al mese con un piccolo riassunto delle mie letture. Senza troppe pretese, solo la mia piccola opinione. 🙂

Il primo libro letto quest’anno è stato “Tanti Piccoli Fuochi” di Celeste NG.

Un romanzo molto bello dallo stile scorrevole e con un finale amaro, una storia che mette a confronto due realtà diverse: quella di Elena Richardson benestante che vive con la famiglia una vita apparentemente perfetta in una cittadina perfetta dove non esistono sfumature, ma solo il rispetto delle regole; e la realtà di Mia, artista e madre single che viaggia di continuo assieme alla figlia Pearl seguendo la propria ispirazione.L’impatto di queste due realtà porterà a rivelare segreti e ipocrisie nonché alla nascita di legami che finiranno con lo stravolgere le vite di entrambe. Ma soprattutto, a mio avviso, è un romanzo che porta a chiedersi: cosa si sarebbe disposti a fare per i propri figli? 

l secondo libro devo dire che è stata un po’ una delusione. Si trattai di “Dark Games” di Anna Carey .

L’ho letto in un paio di sere e ne ho apprezzato lo stile fluido e scorrevole nonché la trama ben costruita (anche se per forse un po’ scontata.)
Il vero problema di questo libro (e che quindi non mi porta a consigliarlo) é che nonostante la narrazione in seconda persona non sono riuscita minimamente a entrare in empatia con i suoi personaggi. Insomma un esempio, a mio avviso, di storia ben scritta che però ti lascia ben poco a livello emozionale.

Poi c’è stato “ Diario” di Anne Frank. Personalmente lo considero uno dei libri più importanti che io abbia mai letto. Ho imparato tanto da esso, dalla vita di questa giovane che ha vissuto un periodo tra i più orribili della storia. Mi ha insegnato a essere forte e a sorridere anche nei momenti più difficili, a perseguire i miei sogni anche quando nel futuro non ci sono che tenebre, 
Una lezione importante la sua, che tutti noi, forse, dovremmo imparare.

L’ultimo (o quasi) libro letto questo mese è stato “American Psycho” di Bret Easton Ellis, un romanzo, a mio avviso, di una violenza estrema e disturbante. Un viaggio nella mente malata di un protagonista dominato dalle proprie psicosi, riflesso grottesco della società yuppie degli anni 80. A me personalmente é piaciuto, ma lo sconsiglio vivamente ai troppo giovani, ai troppo impressionabili o sensibili e alle persone che tendono a scandalizzarsi facilmente

Ragazzi, questa ovviamente è solo la mia opinione. Come sempre, voi siete sempre liberi di non prendermi troppo sul serio ^,.,^

eBook o non eBook (?)

Eccolo qui, il dubbio amletico per tutti gli amanti dei libri: eBook o non eBook?

C’è chi li legge con piacere, esaltandoli a sostituti definitivi del cartaceo e chi invece li considera un’eresia, una sorta di spauracchio moderno dal quale bisogna assolutamente tenersi alla larga perché “il profumo della carta non si batte e gli ebook non ti danno né ti daranno mai la stessa emozione di un libro cartaceo.”

Premessa: io AMO i libri cartacei. Trovo che ti diano un’esperienza che in un certo senso ti coinvolge anche a livello sensoriale, non solo mentale. Ultimamente però ho preso l’abitudine di leggere due libri contemporaneamente: un cartaceo quando sono sul divano e un eBook la notte, quando sono a letto (la retroilluminazione del Kindle è utile quando non voglio svegliare la mia dolce metà XD ).

Di solito compro un ebook se lo trovo in offerta (perché diciamolo: hanno un prezzo spesso non indifferente, anche se ovviamente tutto dipende dai costi di realizzazione dell’eBook stesso quindi non mi permetto di giudicare non sapendo bene che e quanto lavoro c’è dietro) oppure quando non sono sicura del libro. Ammettetelo: quanti volumi avete comprato a scatola chiusa, attratti magari dalla copertina o da una sinossi ben costruita? E quanti di questi si sono rivelati una totale delusione? A me è capitato tante, troppe volte e devo confessare che la mia dipendenza da libri mi ha portato a una notevole carenza di spazio alla quale devo trovare rimedio.

Se un libro mi appassiona in maniera particolare poi ovviamente non riesco a resistere alla voglia di comprarlo (e rileggerlo) anche la versione cartacea e ovviamente mi capita ancora (tante volte) di fare shopping compulsivo tornando a casa con pile e pile di libri per il puro piacere di entrare in libreria e comprare qualcosa di interessante. 😀

Però sapete, c’è qualcosa che amo molto di più dei libri cartacei: le belle storie. Quando mi immergo in una storia ben scritta, una di quelle che ti rapiscono completamente e che ti entrano dentro, per me non c’è altro. Le storie, se scritte bene, ti lasciano sempre qualcosa dentro. Ti portano a viaggiare con la mente, stimolandola e aiutandola ad ampliare i suoi orizzonti e ad abbattere i propri limiti. Quindi mi domando: se riesce comunque a trasmetterti emozioni, a lasciarti qualcosa dentro tanto nel cuore quanto nella mente, ha davvero importanza il modo in cui una storia viene trasmessa? 

Sinceramente non credo. Questa però è solo la mia opinione. Voi siete sempre liberi di non prendermi troppo sul serio. 😉

Due parole su le Segnatrici, l’emozionante thriller di Emanuela Valentini

Ci sono thriller che ti trascinano in luoghi oscuri, in angoli della mente in cui non sempre si vorrebbe andare, ma che non si possono evitare. Sono proprio quelli i romanzi che più ci catturano, risvegliando in noi ricordi e paure ancestrali, ma allo stesso tempo facendoci provare una profonda empatia nei confronti dei loro protagonisti.

In questa “categoria” rientra sicuramente il romanzo Le SEGNATRICI, scritto da Emanuela Valentini e pubblicato da Piemme editore.

Trama:

Le cose che nascondiamo a noi stessi possono ucciderci. O salvarci. Il ritrovamento delle ossa di Claudia, bambina scomparsa ventidue anni fa, richiama a Borgo Cardo, nell’Appennino emiliano, Sara Romani, chirurgo oncologico di stanza a Bologna. Per lei il funerale è una pericolosa occasione di confronto con un passato da cui è fuggita appena ne ha avuto la possibilità. Al ritorno nella routine bolognese, il desiderio è quello di dimenticare. I segreti, gli amici d’infanzia rimasti inchiodati a una realtà carica di superstizioni e pregiudizi, le ossa di una compagna di giochi riemerse da un tempo lontano. Finché scompare un’altra bambina: Rebecca. Sara ha avuto giusto il tempo di conoscerla. Dopo il funerale Rebecca le ha curato una piccola ferita secondo l’antica tradizione della segnatura e adesso Sara è in debito con lei. Un legame che sa di promessa. Un filo rosso che unisce il passato di Sara, schiava della convinzione di dover salvare tutti, con un incubo appena riemerso dall’oblio. Mentre il paese si mobilita per ritrovare Rebecca, la donna è costretta a tornare. È l’inizio di una discesa negli inferi dell’Appennino, un viaggio doloroso nelle storie sepolte nel tempo attraverso strade, boschi, abitazioni e volti che lei aveva imparato a cancellare dalla memoria, e che ora diventano luoghi neri in cui cercare una bambina innocente. Quale oscuro mistero si cela dietro la secolare tradizione delle segnatrici? In una sfrenata corsa contro il tempo per scoprire chi ha rapito Rebecca e riuscire a salvarla prima che sia troppo tardi, Sara dovrà scendere a patti con una parte di sé messa a tacere ventidue anni prima. A costo di perdersi nel labirinto dei ricordi e non trovare più la via d’uscita

La prima cosa che mi ha catturata di questo libro è l’ambientazione, un piccolo borgo dell’Appennino Emiliano che prende vita in maniera vivida nella mente del lettore trascinandolo in una realtà diversa, una sorta di piccolo mondo a parte fatto di luci e ombre, verità e menzogne, concretezza e tradizioni che rasentano la superstizione. Una realtà dove tutti conoscono il nome di tutti, ma forse nessuno sa davvero chi è il proprio vicino né gli oscuri segreti che nasconde.

In questa ambientazione così vera, si dipana una storia complessa, mai scontata, dove l’azione e l’emozione convivono in un’armonia perfetta. Un thriller ben studiato, scritto con cura e attenzione e con personaggi non perfetti, ma sicuramente veri. Puoi finire con l’amarli od odiarli, ma di certo non possono in alcun modo lasciarti indifferente.

Un libro consigliato, quindi, non solo a chi ama i thriller ben costruiti, ma anche le storie che sanno scavare nel profondo mostrando e descrivendo un mondo a noi profondamente vicino, ma allo stesso tempo diverso da quello a cui molti di noi sono abituati.

Una storia che scava nel profondo della realtà che descrive e dei protagonisti che la vivono portando il lettore a restare con il fiato sospeso e, inevitabilmente, a scavare nel profondo di se stesso.

Questa ovviamente è solo la mia opinione. Voi siete sempre liberi di non prendermi troppo sul serio. 😉