La Diga di Blackwater

La saga di Blackwater è senza ombra di dubbio una delle serie di romanzi più strane e spiazzanti che io abbia mai letto, ma allo stesso tempo una delle più affascinanti. Sono solo al secondo volume di questa storia, ma devo ammettere che, per il momento, è ancora così.

Trama: 1922. Mentre Perdido si sta riprendendo dalla devastante inondazione, la costruzione di una diga è l’unico baluardo possibile contro la furia dell’acqua. Ma il cantiere riversa sulla cittadina il suo carico di imprevisti: la rivolta degli operai, il capriccio delle correnti, il mistero di alcune sparizioni. La matriarca Mary-Love si scontra con Elinor, ora parte della famiglia Caskey. Macchinazioni, alleanze innaturali, sacrifici: a Perdido i mutamenti saranno profondi, le conseguenze irreversibili. La lotta è appena cominciata.

Continua la saga della famiglia Caskey e degli abitanti di Perdido, in lenta ripresa dopo la terribile devastazione dell’inondazione. Tutto ruota attorno alla costruzione della diga del titolo, alla quale l’unica a opporsi è la misteriosa Elinor che sembra avere un legame particolare con il fiume, quasi ossessivo.

Una saga ben scritta e molto scorrevole, a tratti grottesca, che parla di ipocrisie e tradimenti, ma anche di rivincite e e riscatti da parte di personaggi che rivelano una forza e una determinazione inaspettati e per i quali ci troviamo inaspettatamente a fare il tifo. Al di là dei drammi e degli intrighi familiari, però, c’è un lato oscuro in questa storia, un aspetto sovrannaturale già accennato nel primo libro, ma che emerge ancora di più in questo secondo capitolo soprattutto nella parte finale, in una scena agghiacciante che spiazza il lettore portandolo inevitabilmente a chiedersi quale sia il segreto che si nasconde dietro a Elinor e alle acque del fiume. 

Come il primo volume della saga, anche La Diga mi ha colpita, lasciandomi con uno strano senso di inquietudine e straniamento, ma anche con tanta curiosità di leggere i capitoli successivi. Per il momento continuo a consigliare questa saga pur consapevole che non può piacere a tutti.

Sara Bennati e la sua Arianna

I miti Greci sono sempre stati fonte di ispirazione per opere di ogni tipo, ma non tutte riescono a trasmettere la forza e l’epicità delle storie originali, trasmettendo allo stesso tempo emozioni e grandezza. Beh, Sara A. Bennati, con la sua “Maledizione di Arianna” c’è riuscita.

Trama: Arianna, figlia del crudele Minosse, sovrano di Creta, è stata da sempre considerata solo un oggetto senza volontà, una merce da vendere al miglior offerente, non ha mai avuto la possibilità di scegliere il proprio destino. Per questo, quando il bellissimo Teseo, giunto a rinegoziare i termini della sottomissione di Atene, sembra interessarsi a lei, gli propone di aiutarla a fuggire portando con sé la madre Pasifae e le sorelle minori, per salvarle dagli abusi paterni. Ma i due vengono scoperti e rinchiusi nel labirinto presidiato dal mostruoso minotauro. In questa vasta struttura sotterranea, ricca di passaggi segreti e piani nascosti, che si snoda sotto l’isola e che nessuno sa quanto davvero sia estesa, Teseo rivelerà la sua natura più brutale, mentre gli ostaggi ateniesi verranno decimati a poco a poco. Arianna potrà contare solo su sé stessa e sull’aiuto di altre donne coraggiose come lei per ottenere la libertà, fuori dal labirinto, di essere la persona che vuole essere davvero.

Si dice che siano i vincitori a scrivere la storia e anche in questo caso, spesso, le uniche voci ascoltate sono quelle dei ricchi e dei privilegiati. Ma in ogni storia, in ogni mito o leggenda, ci sono altre voci che, spesso, rimangono ignorate: quelle delle vittime, degli inermi e dai deboli lasciati indietro e dati in pasto alla storia.

In questo romanzo, Sara Bennati mostra una versione diversa del mito del labirinto del Minotauro, mostrando il punto di vista delle “vittime”, non solo quelle offerte in sacrificio al mostro, ma anche quelle dello spietato Minosse, a partire dalla stessa Arianna che, da giovane rassegnata e sottomessa alle crudeltà del padre, si trasforma in qualcosa di diverso, trovando la forza di affrontare non solo il labirinto, ma anche i veri orrori che si celano dietro di esso. 

Una storia attraverso la quale l’autrice dà una voce forte ai deboli, una voce che è come una musica vibrante di forza e rabbia capace di trascinare e travolgere il lettore, coinvolgendolo a livello viscerale. Consigliatissimo.

Asimov e la fisica

Questo è sicuramente uno dei libri più complicati che io abbia mai provato a leggere, per questo forse ci ho messo tanto a finirlo (e per questo, forse sono rimasta un po’ indietro con i post). L’ho iniziato un po’ come una sfida, cedendo anche alle provocazioni di mio marito, ma devo dire che non solo è stata una grande soddisfazione per me riuscire a finirlo, ma che questo libro mi ha dato anche più di quanto mi sarei aspettata.

Trama: Isaac Asimov, illustre studioso e brillante divulgatore scientifico, ma anche grandissimo scrittore di science fiction, ha costruito questa volta una vera e propria «biografia delle scienze fisiche». Il presente volume, che nel mondo anglosassone è diventato una «bibbia della fisica», ci introduce, in forma semplice ma rigorosa, ai segreti dei quasar e dei buchi neri, dei quark e degli acceleratori di particelle, dell’intelligenza artificiale e delle fonti di energia, sia essa quella «sporca» sia quella «pulita». Un vero, completo manuale, ma anche un «romanzo» affascinante sia per il profano sia per l’uomo di scienza.

Non si tratta di un romanzo, ma di un vero e proprio libro di divulgazione scientifica che tratta la materia partendo dal “macro”, con capitoli che trattano dell’universo a partire dalla sua nascita, per poi arrivare a parlare delle galassie, del sistema solare e ogni suo pianeta.  Un lungo capitolo viene poi dedicato alla terra che viene trattata nel dettaglio dal nucleo all’atmosfera. Dopodiché si passa “al micro”, scendendo sempre più nel dettaglio fino ad arrivare alla tavola degli elementi, alle particelle, al nucleo e alla sua struttura. Vengono poi trattate le 4 forze principali che agiscono nell’universo e, nei capitoli finali, le macchine create grazie alle numerose scoperte legate alla fisica, fino ad arrivare all’Era Atomica, dalla creazione della bomba atomica in poi.

Non è un libro che consiglierei a tutti, perché molto complesso e pieno di formule e nomi nonché concetti che, ammetto, a volte ho dovuto rileggere più volte. Nonostante questo, Asimov è riuscito comunque a interessarmi, grazie anche a uno stile chiaro e comunque accessibile. Quello che forse è l’unico, vero difetto di questo libro è che, ovviamente, pur avendo avuto diverse revisioni, queste si fermano verso la metà degli anni 80 (essendo Asimov morto nel 1992) e ciò in qualche modo lo limita, non trattando, infatti, le scoperte più recenti.

Se comunque siete interessati all’argomentato e avete voglia di mettervi in gioco con una lettura impegnativa, questa sicuramente fa per voi. 😉