Shingeki no Kyojin ovvero: l’Attacco dei Giganti

Oggi non voglio parlare di un libro bensì di un manga che recentemente ho voluto rileggere dall’inizio alla fine: l’Attacco dei Giganti di Hajime Isayama. Avevo iniziato a leggere questo manga quando ancora non era finito e ho voluto rileggerlo proprio per poter assaporare la storia dall’inizio alla fine, senza interruzioni e senza dover aspettare tra un capitolo e l’altro. Che dire, leggere questa storia tutta d’un fiato è stato di una intensità devastante.

I giovani protagonisti dell’anime de “l’Attacco dei Giganti” (disponibile su Prime Video) nell’atto di compiere il loro “saluto militare” che simboleggia la loro volontà di sacrificare i propri cuori e la propria vita per l’obbiettivo finale.

Trama: Da oltre cento anni, l’umanità si è rifugiata all’interno di tre cerchi di mura per scampare all’assedio di giganti mangia-uomini privi di intelletto. Nonostante gli spazi ristretti e i divari sociali, l’umanità vive in pace all’interno delle mura, finché, un giorno, due giganti anomali, il Gigante Colossale e il Gigante Corazzato, non distruggono alcuni punti delle mura esterne, condannando a morte gli abitanti di quelle terre. Spetterà a tre giovani di quel distretto, Eren, Mikasa e Armin, svelare il mistero che avvolge la storia del loro mondo, l’origine dei giganti e il motivo dell’attacco dei giganti anomali.

L’Attacco dei Giganti è un manga crudo e a tratti spietato, con uno stile grezzo che risulta volutamente disturbante e grottesco. La storia è solo all’apparenza lineare. L’autore infatti arriva a cambiare spesso le carte in tavola e a sconvolgere il lettore con inaspettati cambi di prospettiva. Alcune vicende ad esempio, vengono mostrate da diversi punti di vista che ne stravolgono del tutto il significato arrivando a turbare il lettore che inevitabilmente arriva a porsi delle domande sui diversi protagonisti e sulla loro natura.

Quello che più mi ha colpito di questo manga però sono le tematiche trattate: il rapporto dei giovani protagonisti con il loro mondo, il desiderio di scoprirlo e di liberarsi dalle mure che li imprigionano è al centro di tutto, il motore che dà il via a ogni cosa. Un desiderio che li porterà a scoprire una realtà crudele per sopravvivere alla quale bisogna inevitabilmente arrivare a sporcarsi le mani.

Andando avanti, ecco che emerge un’altra tematica portante: la guerra. Man mano che si comprende la natura del mondo in cui si muovono i protagonisti, ecco che quelli che vengono considerati “i mostri”, gli esseri capaci di compiere le azioni più atroci, arrivano a mostrare motivazioni fortemente umane, tanto che ci si trova inaspettatamente a comprenderli e ad entrare in empatia con loro. Allo stesso modo, coloro che all’inizio vengono considerati “i buoni” arrivano a sconvolgere con azioni spietate spinti unicamente dai loro personali desideri. La guerra non viene vista come uno scontro tra buoni o cattivi, ma come una lotta tra due diverse realtà divise da un odio nato nel passato, a causa dei crimini commessi da persone ormai morte da secoli. Uno scontro ta popoli dove tutti hanno le loro motivazioni e nessuna di esse è mai davvero giusta e dove a pagare davvero sono proprio loro, i giovani.

Una storia cupa quindi in cui niente è come sembra e con protagonisti intensi e complessi ai quali è impossibile non legarsi. Un manga davvero sorprendente che consiglio vivamente di leggere.

I vampiri di Jay Kristoff

Che bello quando ti consigliano un libro e questo risulta essere all’altezza delle aspettative! Questo romanzo mi è stato infatti suggerito un po’ di tempo fa su Facebook e devo dire che sono stata contenta di aver seguito il consiglio.

Trama: Sono passati ventisette lunghi anni dall’ultima alba. Per quasi tre decenni, i vampiri hanno mosso guerra all’umanità; hanno costruito il loro impero eterno, a costo di demolire il nostro. Ormai, solo poche minuscole scintille di luce resistono in un mare di oscurità. Gabriel de León, metà uomo, metà mostro e ultimo dei Santi d’argento – confratello nonché una delle migliori spade del sacro Ordine d’argento, dedito a difendere il regno dalle creature della notte –, è tutto ciò che si frappone tra il mondo e la sua fine. Imprigionato dagli stessi mostri che ha giurato di distruggere, è costretto a raccontare la sua storia. Una storia di battaglie leggendarie e amore proibito, di fede perduta e amicizie trovate, della guerra del Re Sempiterno e della ricerca dell’ultima speranza rimasta all’umanità. Il Sacro Graal.

“L’impero del vampiro” è una storia (appunto) di vampiri scritta come si deve, che attinge a piene mani al cristianesimo rielaborandolo e creandone una sorta di “versione alternativa”.
Gli spunti di riflessione non mancano, ma il ritmo della storia rimane comunque serrato e la lettura scorrevole, in grado di mantenere vivo l’Interesse del lettore nonostante la lunghezza del libro.Se devo trovargli un difetto, forse alcuni colpi di scena sono un po’ prevedibili e sanno di già sentito, ma devo dire che comunque è stata proprio una bella lettura.

Certo non aspettatevi i vampiri di Anne Rice, ma mi sento comunque di consigliarla soprattutto agli amanti delle saghe fantasy come, ad esempio, quella di Geralt di Rivia.

La Favola Nera di Stephen King

Urca urca tirulero, è già martedì e nemmeno me ne sono accorta! Vabbè, per farmi perdonare, oggi voglio parlare dell’ultima fatica del re: “Fairy Tale”. Si tratta di un romanzo molto particolare, un fantasy che attinge a piene mani alle favole tradizionali, non quelle edulcorate della Disney (il protagonista stesso ripete più volte “io non sono un principe della Disney”), ma quelle oscure e a tratti grottesche delle origini. 
Quelle, per intenderci, in cui le sorellastre si tagliano i piedi per riuscire a calzare la scarpetta o in cui la sirenetta muore trasformata in spuma di mare dopo essere stata tradita dal suo amore.

Trama: Charlie Reade è un diciassettenne come tanti, discreto a scuola, ottimo nel baseball e nel football. Ma si porta dentro un peso troppo grande per la sua età. Sua madre è morta in un incidente stradale quando lui aveva sette anni e suo padre, per il dolore, ha ceduto all’alcol. Da allora, Charlie ha dovuto imparare a badare a entrambi. Un giorno, si imbatte in un vecchio – Howard Bowditch – che vive recluso con il suo cane Radar in una grande casa in cima a una collina, nota nel vicinato come «la Casa di Psycho». C’è un capanno nel cortile sul retro, sempre chiuso a chiave, da cui provengono strani rumori. Charlie soccorre Howard dopo un infortunio, conquistandosi la sua fiducia, e si prende cura di Radar, che diventa il suo migliore amico. Finché, in punto di morte, il signor Bowditch lascia a Charlie una cassetta dove ha registrato una storia incredibile, un segreto che ha tenuto nascosto tutta la vita: dentro il capanno sul retro si cela la porta d’accesso a un altro mondo. Una realtà parallela dove Bene e Male combattono una battaglia da cui dipendono le sorti del nostro stesso mondo. Una lotta epica che finirà per vedere coinvolti Charlie e Radar, loro malgrado, nel ruolo di eroi.

Tremotino, il mago di Oz, la favola dei tre orsi… l’intero romanzo è permeato dalla forte presenza di queste e altre favole, diventando con anch’esso, con lo scorrere delle pagine una favola nera che non manca di elementi horror cruenti e a tratti grotteschi. 
Una lettura che forse lascia un po’ perplesso il lettore all’inizio e tende a rallentare nella parte finale, ma sicuramente godibile. 
Consigliata anche se purtroppo siamo piuttosto lontani dai capolavori del passato di Stephen King.