Hellraiser, il Tributo: il ritorno di Pinhead.

Seguito canonico di “Schiavi dell’inferno”, “Hellraiser, il Tributo” non delude, ma a mio avviso non riesce a raggiungere il livello del primo romanzo. Si tratta infatti di un romanzo estremamente breve, tanto che leggendolo si ha la sensazione che tutto si svolga un po’ troppo velocemente, soprattutto nella parte finale, che lascia quasi con l’amaro in bocca. Un po’ come quando vai in un ristorante di lusso e ti portano uno dei piatti più buoni della tua vita che però finisci dopo appena due bocconi. 

Questo romanzo però ha un pregio che surclassa quasi tutti i suoi difetti: se “Schiavi dell’inferno” si svolge quasi interamente in una sola casa infatti, qui l’ambientazione si espande, rivelando una realtà sovrannaturale ben più ampia e complessa. Un perfetto apripista per il terzo romanzo della serie che si preannuncia davvero spettacolare.

Consigliato quindi, ma solo se volete iniziare subito dopo la lettura del romanzo “Vangeli di Sangue”.

Ah! Una domanda per chi ha letto sia questo romanzo che “schiavi dell’inferno”: ma nel primo libro Kirsty non è un’amica di Larry Cotton, segretamente innamorata di lui?
Allora perché nel secondo romanzo afferma che Larry è suo padre e Frank suo zio (riprendendo quindi le modifiche che sono state fatte nel film)? Magari ho capito male (o sono totalmente rintronata, cosa molto probabile) ma è un dubbio che vorrei togliermi. 😅

Tantissimi auguri e lettere da Babbo Natale

Manca meno di una settimana a Natal e indovinate un po’? Io adoro il Nartale! Credo sia una festa speciale (e non lo dico perché il 24 è il mio compleanno, almeno non solo 😀 ), un giorno in cui ci si può concedere di sperare, di lasciarsi alle spalle per un attimo tutte le brutture e i litigi, tutte le tristezze e le paure. Una festa in cui è possibile tornare un po’ bambini e godersi quella magia e quell’innocenza che non sempre ci è concessa. Proprio in occasione di questa festa, voglio parlarvi di un libro davvero speciale: Le Lettere di Babbo Natale di J.R.R.Tolkien.

Si tratta di una serie di lettere scritte e illustrate da Tolkien per i suoi figli. Racchiuse in delle buste bianche affrancate con i francobolli delle Poste Polari, queste lettere rappresentano un gioco nel quale l’autore del Signore degli Anelli, fingendo di essere Babbo Natale, racconta incredibili e divertenti avventure al Polo vissute appunto da Babbo Natale assieme all’Orso Bianco, all’Uomo della Luna e ad alte straordinarie creature. Un libro che rappresenta non solo l’amore di un padre, ma anche l’incanto di una festa che non è solo pranzi abbondanti, soldi spesi od oggetti regalati, ma anche magia e bellezza, innocenza e meraviglia. Insomma, passiamo tanto tempo a perderci in romanzi e mondi fantastici, quindi perché non concederci solo pochi momenti l’anno in cui vivere un po’ di quella magia nel mondo reale assieme alle persone a cui vogliamo bene?

Ok, ora che avete capito che sono un’inguaribile sognatrice, non posso che consigliarvi questo splendido libro e ovviamente augurare a tutti tantissimi auguri di magiche feste.

Studio Illegale: il mondo dell’avvocatura secondo Federico Baccomo.

Quando ho iniziato a scrivere il mio nuovo romanzo avevo bisogno di informazioni su come si svolge il praticantato in uno studio legale di alto livello. Per mia fortuna mi sono potuta avvalere della preziosa consulenza della mia super cugina Giorgia che, oltre ad avermi parlato della sua esperienza diretta, mi ha suggerito di leggere “Studio Illegale” di Federico Baccomo.

Trama: Andrea Campi è un professionista serio. Giovane avvocato nel prestigioso studio legale Flacker Grunthurst and Kropper, si occupa di importanti operazioni societarie per conto dei più grandi colossi industriali. Aveva ambizioni, aveva amici, aveva una ragazza. Ora ha prospettive. Lavora fino a notte fonda, mangia pizza e sushi sulla scrivania, vive con un bonsai e parla con il muro. Finché un giorno si trova coinvolto in un nuovo progetto particolarmente delicato: è l’inizio di un turbine di eventi e incontri che investe la sua immobile routine, spazzandone via certezze ed equilibri. Tra un privato che va sempre più a rotoli e la catastrofe lavorativa incombente, Andrea arriverà a fare i conti con la propria vita, l’unica professione per la quale non ha mai sostenuto un colloquio.

“Studio Illegale” mostra infatti in maniera vivida come si svolge il lavoro all’interno di un importante studio legale e lo fa con un’ironia pungente, a tratti cinica e che non va troppo per il sottile. La storia è piuttosto semplice e la lettura scorrevole, ma nonostante una certa leggerezza, questo romanzo mostra, anzi sbatte in faccia, quelle che sono le dinamiche di molte realtà lavorative dei giorni nostri, realtà in cui il lavoro deve essere messo al centro di tutto; dove non c’è spazio per la vita privata se si vuole operare ad alti livelli e dove l’individuo sottomette se stesso alle esigenze lavorative.
Realtà dove bisogna eccellere anche a costo di rinunciare a cose preziose come i propri affetti o di pugnalare un collega alle spalle.

Una lettura divertente e interessante che sono davvero contenta di aver fatto.