Hellraiser, il Tributo: il ritorno di Pinhead.

Seguito canonico di “Schiavi dell’inferno”, “Hellraiser, il Tributo” non delude, ma a mio avviso non riesce a raggiungere il livello del primo romanzo. Si tratta infatti di un romanzo estremamente breve, tanto che leggendolo si ha la sensazione che tutto si svolga un po’ troppo velocemente, soprattutto nella parte finale, che lascia quasi con l’amaro in bocca. Un po’ come quando vai in un ristorante di lusso e ti portano uno dei piatti più buoni della tua vita che però finisci dopo appena due bocconi. 

Questo romanzo però ha un pregio che surclassa quasi tutti i suoi difetti: se “Schiavi dell’inferno” si svolge quasi interamente in una sola casa infatti, qui l’ambientazione si espande, rivelando una realtà sovrannaturale ben più ampia e complessa. Un perfetto apripista per il terzo romanzo della serie che si preannuncia davvero spettacolare.

Consigliato quindi, ma solo se volete iniziare subito dopo la lettura del romanzo “Vangeli di Sangue”.

Ah! Una domanda per chi ha letto sia questo romanzo che “schiavi dell’inferno”: ma nel primo libro Kirsty non è un’amica di Larry Cotton, segretamente innamorata di lui?
Allora perché nel secondo romanzo afferma che Larry è suo padre e Frank suo zio (riprendendo quindi le modifiche che sono state fatte nel film)? Magari ho capito male (o sono totalmente rintronata, cosa molto probabile) ma è un dubbio che vorrei togliermi. 😅

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