La vendetta secondo Alberto Evangelisti

Ciao a tutti! Oggi vorrei parlarvi del romanzo d’esordio di Alberto Evangelisti: L’Ombra degli Dei – la terza rinascita.  Edito da Delrai Edizioni, è uno di quei romanzi che ti fanno sentire felice di non porti limiti nelle letture, perché si è rivelata davvero una piacevole sorpresa.

Trama: Matteo Dei si è lasciato tutto alle spalle: un passato in Marina e un presente brillante a New York. Ora è tempo di tornare. Nessuno si aspetta il suo ritorno. Ha costruito nell’ombra ogni dettaglio, deciso a riportare alla luce una verità sepolta tra le pieghe della provincia italiana, dove le apparenze ingannano e il potere si nasconde dietro facciate impeccabili. Tuttavia, rimettere piede nei luoghi dell’infanzia significa riaprire ferite. E qualcuno è pronto a tutto pur di non far riemergere vecchi rancori. 

Un romanzo che parla di vendetta quello di Alberto Evangelisti, scritto con uno stile scorrevole e fortemente realistico. Ed è proprio la vendetta il fulcro di tutto, una vendetta che consuma e dalle cui conseguenze è impossibile fuggire. Allo stesso tempo, però, è una storia che mostra come in qualche modo ci si possa salvare da essa aggrappandoci proprio a quelle emozioni che più ci rendono umani. 

I capitoli iniziali, apparentemente slegati tra loro, lasciano il lettore leggermente spiazzato, ma, proprio per questo, lo spingono a voler proseguire la lettura per unire tutti i pezzi di un puzzle complesso che solo nel finale mostra la propria immagine nella sua interezza. Una storia dove sull’azione prevale la macchinazione e la manipolazione, ma che riesce comunque a non risultare lenta o noiosa, grazie alla consapevolezza con cui l’autore parla non solo delle ambientazioni, ma anche dei temi legati al mondo della finanza e a personaggi rappresentati in modo profondamente umano e reale. Una lettura che sicuramente mi sento di consigliare. 

La discesa nell’Ade di Luca Tarenzi.

Con “Orfeo – musica e tenebre”, Luca Tarenzi continua la sua trilogia dedicata a una delle storie più tragiche e affascinanti della mitologia greca: quella di Orfeo e della sua Euridice.

Trama: Orfeo compie la sua discesa nelle tenebre alla ricerca di Euridice, superando tutti gli ostacoli e arrivando fino al Signore dei Morti, che gli concede di riportarla sulla Terra a patto che Orfeo stesso non si volti mai a guardarla finché non saranno tornati nel mondo dei vivi. Ma durante la risalita (che si rivela una battaglia continua) il giovane arriva a comprendere la vita innaturale a cui costringerà la sua amata nel farla tornare tra i vivi. Decide dunque di lasciarla andare, pur senza abbandonare l’ossessione di ricongiungersi a lei in qualche modo. Nel suo viaggio negli Inferi, inoltre, scopre che gli dei non sono altro che anime umane mai passate oltre, e divenute talmente potenti da proclamarsi padroni del destino degli uomini. Contro questa tirannia, che ora gli sembra inaccettabile, comincia a progettare la ribellione definitiva.

 

In questo romanzo, Tarenzi ci mostra quella che è sicuramente la parte più conosciuta della storia di Orfeo, e lo fa attraverso un’attento studio del mito originale e una narrazione intensa, carica di una straordinaria forza evocativa. 

Man mano che si procede con la lettura, personaggi e creature mitologiche prendono forma e anima e la discesa nell’Ade di Orfeo si trasforma in un viaggio anche per il lettore che si trova immerso nel cuore di un mito fatto di sofferenza e morte, rimorso e angoscia, ma anche, alla fine, di determinazione e desiderio di libertà. Una storia che parla di ribellione e di accettazione della sofferenza, che apre le porte a quello che si preannuncia essere un terzo volume degno dei più grandi miti greci. 

Anche con il suo secondo volume, questa trilogia di Luca Tarenzi non delude e io non posso che consigliarla anche a chi non è familiare con le tematiche trattate. Fidatevi, vi aprirà le porte di un mondo che non avete mai nemmeno osato immaginare.  

 

Barbara Bolzan e la sua Età più Bella.

Ho già avuto modo di leggere e apprezzare la scrittura di Barbara Bolzan, per questo sono stata più che felice di leggere “l’Età più Bella”edito da Delrai Edizioni e devo dire che la Bolzan non mi ha deluso nemmeno stavolta.

Trama: Caterina è una ragazza come tante: scuola, amici, un fidanzato geloso e mille domande che si affacciano all’orizzonte. Un giorno, però, il suo corpo decide di non rispondere più. Un collasso improvviso, il buio, poi un ospedale dove ogni porta si apre su nuove domande, dove ogni silenzio pesa più di una diagnosi. Inizia così un viaggio inaspettato – e durissimo – dentro se stessa, in una realtà che nessuno l’ha mai preparata ad affrontare. Tra medici scettici, genitori disorientati, compagni impreparati e la ricerca disperata della verità, Caterina si trova costretta a riscrivere le regole della propria vita. Perché l’età più bella, a volte, è anche quella che fa più male. Eppure, dal dolore può nascere la forza di guardare il mondo con occhi nuovi. 

Ambientato negli anni 90, “l’età più bella” è un romanzo intenso, che mostra e trasmette la paura di chi soffre senza sapere, di chi vive nell’incertezza di una malattia devastante senza conoscerne la natura, il tutto in un’età delicata e fragile come l’adolescenza.
Caterina, la protagonista, vede la sua vita stravolta da sintomi che nessuno sembra saper spiegare se non come “di natura mentale” , in un periodo in cui le malattie mentali sono una sorta di spauracchio. All’improvviso, si ritrova in balia di medici freddi e saccenti che vedono in lei solo una ragazza dalla mente fragile e ansiosa e ad affrontare un mondo che la respinge, guardandola con diffidenza e trascinandola lentamente in un baratro senza fondo.
Barbara Bolzan introduce con estrema delicatezza, ma anche con forza, al tema dell’epilessia e mostra una storia fatta di paura e dolore, ma anche di speranza. Nel momento in cui Caterina riceve una diagnosi definitiva, infatti, la consapevolezza le aprirà le porte di un futuro al quale non osava più sperare. Perché spesso, non è la malattia in sé a distruggere, ma l’incertezza e la paura generate dal non sapere cosa ci si trova ad affrontare. Consigliato davvero con il cuore perché vero come pochi altri romanzi letti.