L’ultimo segreto di Dan Brown

 Dopo quasi otto anni, Dan Brown è tornato con un romanzo avente come protagonista Robert Langdon, il personaggio che lo ha portato a essere il grande autore che tutti conosciamo. Avendo in passato amato molto le sue opere, non ho potuto esimermi dal leggere anche questa sua nuova opera dal titolo “L’ultimo segreto”. 

 

Trama: Robert Langdon è a Praga insieme a Katherine Solomon, con cui ha da poco avviato una relazione. Un viaggio di piacere in veste di accompagnatore dell’esperta di noetica, invitata a una conferenza in città per esporre le sue innovative teorie sulla mente. All’improvviso, gli eventi prendono una piega inquietante: la mattina del quarto giorno Katherine sembra sparire senza lasciare tracce e Robert assiste, sul ponte Carlo, a una scena che sfida la razionalità e di fronte alla quale reagisce d’istinto, finendo nel mirino dei servizi di sicurezza cechi. Intanto, a New York, una misteriosa organizzazione mette in campo risorse all’avanguardia per distruggere il manoscritto che Katherine ha consegnato al suo editore e che raccoglie le sue rivoluzionarie ricerche.
Ma come mai quello che dovrebbe essere un saggio teorico attira così tanto interesse? In poco più di ventiquattr’ore, Langdon dovrà dimostrarsi in grado di ritrovare Katherine, seminare le forze dell’ordine della città e quelle dell’ambasciata americana e oltrepassare le porte di un laboratorio segreto in cui vengono condotti esperimenti indicibili.

 

In questo libro si ritrovano quelle che sicuramente sono le caratteristiche più amate dei romanzi di Dan Brown ovvero tematiche legate a scienza, religione e simbolismo, sviluppate in maniera accurata attraverso un’attenta documentazione e mescolate a cospirazioni e misteri intricati e coinvolgenti.

Nonostante il romanzo in generale mia sia piaciuto, così come alcuni colpi di scena e risvolti della trama, ho trovato alcune dinamiche piuttosto ripetitive rispetto ai romanzi precedenti (in quasi tutte le sue storie, infatti, Langdon si trova a doversi dare alla fuga perché erroneamente sospettato di essere in qualche modo coinvolto in qualche crimine/omicidio o perché minacciato dal cattivo/setta di turno) e alcune sottotrame vanno un po’ a perdersi, chiudendosi in maniera forse un po’ troppo sbrigativa e un po’ deludente.

È stata una bella lettura? Tutto sommato sì, anche perché lo stile resta comunque scorrevole e, soprattutto nella seconda metà del libro, la trama arriva a coinvolgere il lettore con un ritmo sempre più serrato. Consigliato se avete letto i precedenti romanzi aventi come protagonista Robert Langdon, ma sconsigliato a chi si approccia per la prima volta a questo autore che, a mio avviso, a molto di meglio da offrire.

Gli Omicidi di Barbara Baraldi

Tutti abbiamo autori che amiamo in maniera speciale e che ci fanno fiondare in libreria ogni volta che pubblicano un nuovo libro. Nel mio caso, (ma sarei curiosa di sapere anche il vostro), Barbara Baraldi é uno di questi scrittori. Per questo sono stata immensamente felice quando é uscito il suo “Gli Omicidi dei Tarocchi”.

Trama:Trieste è una città abituata al silenzio, ma questa volta tace per paura. Un killer senza volto ha commesso due delitti: le vittime non sembrano avere nulla in comune, se non che sulle scene vengono trovate due carte dei tarocchi, la Temperanza e la Ruota della Fortuna. Appena la commissaria Emma Bellini le vede, il gelo la attraversa. Quelle carte fanno parte di un mazzo realizzato a mano da sua sorella Maia, artista e appassionata di esoterismo, con cui non parla da anni. Emma ora non può evitare il confronto. Deve ritrovare Maia, interrogarla, capire cosa leghi il mazzo agli omicidi. Maia, però, è atterrita: rivela di aver distrutto tutte le carte da tempo, dopo un evento drammatico che ha stravolto la sua vita e l’ha portata a rinnegare per sempre la divinazione. Un trauma che le ha lasciato una parola incisa nella memoria, come un’eco lontana o un marchio a fuoco. Safir. Quando un terzo cadavere viene ritrovato, con un’altra carta accanto, l’indagine diventa una corsa contro il tempo. Mentre Emma segue i fili logici di un enigma che sembra sfuggire a ogni razionalità, Maia rimette mano ai tarocchi per cercare di far pace con il passato. E, forse, per ritrovare sua sorella. 

Il nuovo romanzo della Baraldi, cattura e affascina con uno stile fluido, accurato e realistico in una storia che, però, non racconta solo un’indagine, ma le emozioni di due sorelle separate dalla vita che si ritrovano coinvolte in una serie di omicidi. Se una si trova a indagare sulla vicenda per lavoro, l’altra vi si ritrova coinvolta a causa di un mazzo di tarocchi che credeva distrutto per sempre, ma che riappare assieme ai ricordi e al dolore di un passato che sperava aver ormai sepolto definitivamente nella memoria. Una storia di destino e coincidenze, un intreccio dove l’aspetto psicologico ed emotivo ha lo stesso rilievo e importanza di quello investigativo e dove ogni dettaglio è studiato per mantenere viva l’attenzione e l’interesse del lettore. Sicuramente consigliato a tutti gli amanti del genere.

La Morte di un Dio


Avete presente quei romanzi che, una volta saputa la data di uscita, attendete con ansia e non vedete l’ora di leggere? E avete presente la bellissima sensazione che provate una volta che li avete tra le mani? Un po’ come quando, da piccoli, la mattina di Natale, trovavate sotto l’albero esattamente ciò che avevate desiderato. Beh, uno di questi libri, per me, è “Morte di un Dio” di Emanuela Valentini, uscito il 1 Luglio per Piemme.

Trama: “Miriam è cresciuta sulle montagne. Ha imparato le leggi della natura e degli uomini guidata da un padre amorevole, Libero, e da uno zio gentile, Primo. Ma non ha mai conosciuto altre persone. Sa del profumo buono di Libero, dopobarba e tabacco, e degli odori del bosco, che conosce uno per uno. Sa anche che alcune domande non vanno fatte: a volte i suoi due protettori litigano, diventano bruschi o violenti, e allora sa di dover rintanarsi nel silenzio. Un silenzio che è grande, lontano dalla città e dagli altri esseri umani. Eleonora, ricercatrice in antropologia, trasforma lo studio del caso di Chiara Ricci, una ragazza scomparsa, in una vera ossessione. Esplora le terre d’Appennino intorno a Rieti, cerca di individuare una pista. Ma brancola nel buio: Chiara è scomparsa da tre giorni nel Cicolano. Sono ettari di foreste e tonnellate di roccia. Forse nessuno la rivedrà viva. Lola è una giovane donna ricoverata in un ospedale psichiatrico dopo un Tso. Santo, lo psichiatra che la prende in cura, si impegna a costruire un legame sincero con lei, ma trova davanti un muro. Lola parla di ragazzine da salvare e divinità che muoiono sulla montagna. Nessuno la capisce. Le vicende delle tre donne, apparentemente separate, si intersecano e riportano all’eremo di Miriam, luogo impervio e misterioso. Perché sulla montagna si annida un tremendo e scandaloso segreto che le attende da anni.”

Questo nuovo thriller psicologico della Valentini, mi ha trascinato in una realtà fatta di mistero, di leggende e tradizioni, ma anche di umanità ed emozioni. Una storia che è come un dipinto fatto di tante minuscole pennellate, dettagli che si fondono l’un l’altro fino a creare una straordinaria immagine di insieme che solo alla fine si riesce a comprendere. Si può dire che i protagonisti di questo romanzo siano due: il primo è la Montagna, viva e onnipresente nei suoi svariati aspetto. A volte la Montagna è benevola, fonte di magia e meraviglia, la casa accogliente che offre rifugio e protezione; altre è un luogo oscuro e pericoloso, quello in cui vivono i mostri e gli Dei muoiono, vittime sacrificali della follia umana. Poi, c’è il secondo protagonista di questo romanzo: la mente umana.

Leggere “Morte di un Dio” ti trascina nei meandri della mente dei suoi personaggi, un viaggio che va in crescendo, fatto di orrori indicibili, di paura e disperazione, ma anche, inaspettatamente, di speranza. La speranza che ti dà una persona disposta ad offrirti il suo aiuto incondizionato e quella che ti dà la consapevolezza dell’amore, quella consapevolezza che ti fa sentire vivo e tu dà la forza di affrontare qualsiasi orrore.

Consigliassimo a chi ama i thriller ben costruiti, scritti con uno stile fortemente evocativo e capaci di lasciarti un segno.