La lettura e la vita: ciò che Hemingway mi ha insegnato

Sia come libraia che come autrice mi sono sempre trovata in contatto con lettori di tutti i tipi e quello che ho avuto modo di notare é spesso nella lettura si cerca unicamente l’evasione. Farsi coinvolgere a tal punto da dimenticare tutto e tutti, da cancellare per un po’ i problemi e passare dei momenti piacevoli immergendosi in una storia con un’ottima trama, scritta in maniera esemplare… è questo quello che cercano molti in un libro spesso viene visto come un modo per vivere altre vite e per sfuggire alla realtà, ma di recente ho avuto modo di vedere le cose in maniera diversa.

Ultimamente ho finito di leggere “il vecchio e il mare” di Hemingway del quale, precedentemente, ho avuto modo di leggere anche Fiesta. Posso dire con certezza che questo autore mi è rimasto davvero nel cuore. Mi ha fatto aprire gli occhi su molte cose, soprattutto sulla mia visione della lettura

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Le etichette che aumentano il prezzo di copertina

Premessa: considerate questo post come un mio interrogativo personale che volevo fare “ad alta voce”. Un piccolo input che valeva la pena di lanciare.

Quando prendevo i libri per il Lupo Roso, a volte capitava che mi mandassero dal fornitore romanzi che erano stati resi da altre librerie, soprattutto nel caso di titoli più vecchi, classici che una buona libreria dedicata al fantasy e all’horror non poteva non avere.  In alcuni casi me ne sono accorta subito, in altri solo dopo la chiusura (lo so, sono parecchio distratta), ma non poche volte mi è capitato di trovare cose come questa:

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Libri il cui prezzo è stato aumentato da un qualche libraio o dal fornitore stesso, con l’apposizione di un’etichetta.

Nel mio caso, il prezzo della copia di Shining che ho fotografato è stato cambiato probabilmente per via di un aumento, da parte dell’editore, di quello delle successive ristampe cosa che ha portato a prendere la decisione di “adattare” la copia all’aumento.

Sinceramente non credo nemmeno che la cosa sia legale perché (correggetemi se sbaglio o datemi conferma della cosa) in teoria è solo l’editore che può decidere se aumentare o meno il prezzo di copertina di un libro.
Al di là dell’eventuale gravità della cosa a livello legale, comunque, anche se solo di 20 o 40 centesimi e per adattarlo al prezzo delle nuove ristampe, vale davvero la pena modificare il prezzo di un romanzo che, eventualmente, potrebbe essere mandato in resa al fornitore o (nel caso avesse effettuato lui la modifica) all’editore stesso?

Certo un libro troppo vecchio e con un prezzo di copertina inferiore rispetto alle nuove ristampe verrebbe forse mandato al macero se rispedito indietro (con conseguente enorme spreco di carta a mio avviso), inoltre ci sono meccanismi molto complicati legati sia al prezzo di copertina dei libri che ai processi di acquisto e resa dei libri ma, diciamocela tutta e con franchezza: al cliente spesso non importa un fico secco di quello che c’è “dietro” la vendita di un romanzo. La mia domanda quindi è: quanti non si sentirebbero fregati nel vedere che il prezzo di copertina di un libro è stato aumentato in questo modo? E quanti si soffermerebbero a pensare al perché? Quindi quanto converrebbe al libraio tenere questi romanzi in negozio e venderli a un cliente col rischio magari di farlo sentire in qualche modo imbrogliato e quindi di perderlo?

Lola, la bambina che mi ha rubato il cuore

Ci sono libri che smuovono qualcosa nel nostro istinto, romanzi di cui a volte non conosciamo nemmeno la trama, ma che in qualche modo ci attraggono anche se non sappiamo bene spiegarci il perché.
Con “la bambina senza cuore”  di Emanuela Valentini per me é stato così. Quando é stato pubblicato, ho voluto scaricarlo senza leggere la trama né cercare informazioni o pareri. È  rimasto poi diverso tempo sul mio ipad finché non mi sono trovata nello stato d’animo adatto ad approcciarmi ad esso.
E, come si suol dire, fu subito amore.

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