Tre topolini ciechi e gli altri racconti di Agatha Christie

Scrivere racconti brevi non è mai semplice, perché bisogna riuscire a creare una trama complessa e allo stesso tempo accattivante condensando tutto in poche pagine. Per questo sono rimasta colpita e allo stesso tempo affascinata da questa raccolta di racconti di Agatha Christie. 

Trama: Un eccentrico riccone che sfida i suoi eredi a un’eccitante caccia al tesoro, un marito sospettato da tutto il villaggio di aver assassinato la moglie, una povera ragazza accusata di furto e sostituita da una domestica troppo perfetta, una coppia di giovani sposi minacciati da una vecchia pazza, due giovanotti penetrati per caso in una casa nella quale si trova un cadavere… Nove racconti per una straordinaria antologia nella quale spicca Tre topolini ciechi, l’indimenticabile storia di sette persone intrappolate in una pensione isolata dalla neve, tra le quali si nasconde un assassino.

Sebbene con alti e bassi, la regina del giallo riesce a creare delle storie complesse, capaci di tenere il lettore attaccato alle pagine per poi sorprenderlo con finali spiazzanti e mai banali. Tra queste pagine ho inoltre avuto modo di ritrovare “un vecchio amico” ovvero l’investigatore Hercule Poirot (che avevo avuto modo di conoscere e ammirare in altri romanzi della Christie) e di scoprire un’altra splendida creatura di questa grande autrice: la meravigliosa Miss Marple, della quale non vedo l’ora di leggere altre storie. Una raccolta nella quale vale sicuramente immergersi, soprattutto se avete apprezzato anche solo una volta le opere della regina del giallo

Come due chiacchiere con un’amica.

“Volevo essere una stella, invece sono un ombrello giallo” é un libro di Laura Castellani edito da Delrai Edizioni. Tuttavia, non si tratta di un romanzo, ma di una raccolta di consigli, pensieri e riflessioni che l’autrice condivide con il lettore, partendo da alcune semplici frasi.

Trama: Il libro giusto per quando la vita ti travolge e tu hai solo voglia di sederti e dire: «Basta così!» Cosa succede quando i sogni fanno acqua da tutte le parti, il Kamasutra diventa un pericolo pubblico e l’unica cosa elastica che ti resta è l’autostima… a tratti? Nasce una raccolta di pensieri ironici, pillole di saggezza e riflessioni esistenziali con il sorriso, sorte nel caos e scritte con il cuore. Tra ansie, sogni sgonfiati, attacchi di filosofia da supermercato e desideri di fuga permanente, questo libro è un abbraccio ironico a chi si sente fuori posto, troppo o troppo poco… comunque abbastanza per essere felice. Perché, in fondo, non saremo stelle ma ombrelli gialli, per dare un lampo di colore quando il grigio penetra ovunque.

Vi confesso una cosa: all’inizio non sapevo bene come approcciarmi a un libro come questo. Era un tipo di lettura nuovo per me. Alla fine, però, mi sono sentita davvero bene leggendolo. Si tratta di una lettura veloce, leggera (io l’ho finita in un paio d’ore) che ti dà l’impressione di conversare con una persona amica che non si mette su un piedistallo, elargendo consigli a destra e a manca, ma che semplicemente ti racconta la sua esperienza di vita e con un sorriso ti dice: le cose vanno da schifo? Beh, tu mandale a… si, insomma avete capito.
Un libro che consiglio vivamente perché, a volte, per sentirsi meglio, basta sapere che di non essere soli ad affrontare paure, dubbi e incertezze e che, spesso, un sorriso può fare tutta la differenza del mondo.

Barbara Bolzan e la sua Età più Bella.

Ho già avuto modo di leggere e apprezzare la scrittura di Barbara Bolzan, per questo sono stata più che felice di leggere “l’Età più Bella”edito da Delrai Edizioni e devo dire che la Bolzan non mi ha deluso nemmeno stavolta.

Trama: Caterina è una ragazza come tante: scuola, amici, un fidanzato geloso e mille domande che si affacciano all’orizzonte. Un giorno, però, il suo corpo decide di non rispondere più. Un collasso improvviso, il buio, poi un ospedale dove ogni porta si apre su nuove domande, dove ogni silenzio pesa più di una diagnosi. Inizia così un viaggio inaspettato – e durissimo – dentro se stessa, in una realtà che nessuno l’ha mai preparata ad affrontare. Tra medici scettici, genitori disorientati, compagni impreparati e la ricerca disperata della verità, Caterina si trova costretta a riscrivere le regole della propria vita. Perché l’età più bella, a volte, è anche quella che fa più male. Eppure, dal dolore può nascere la forza di guardare il mondo con occhi nuovi. 

Ambientato negli anni 90, “l’età più bella” è un romanzo intenso, che mostra e trasmette la paura di chi soffre senza sapere, di chi vive nell’incertezza di una malattia devastante senza conoscerne la natura, il tutto in un’età delicata e fragile come l’adolescenza.
Caterina, la protagonista, vede la sua vita stravolta da sintomi che nessuno sembra saper spiegare se non come “di natura mentale” , in un periodo in cui le malattie mentali sono una sorta di spauracchio. All’improvviso, si ritrova in balia di medici freddi e saccenti che vedono in lei solo una ragazza dalla mente fragile e ansiosa e ad affrontare un mondo che la respinge, guardandola con diffidenza e trascinandola lentamente in un baratro senza fondo.
Barbara Bolzan introduce con estrema delicatezza, ma anche con forza, al tema dell’epilessia e mostra una storia fatta di paura e dolore, ma anche di speranza. Nel momento in cui Caterina riceve una diagnosi definitiva, infatti, la consapevolezza le aprirà le porte di un futuro al quale non osava più sperare. Perché spesso, non è la malattia in sé a distruggere, ma l’incertezza e la paura generate dal non sapere cosa ci si trova ad affrontare. Consigliato davvero con il cuore perché vero come pochi altri romanzi letti.