You like King

Stephen King è senza ombra di dubbio il RE indiscusso dell’horror, ma non solo: è un autore eclettico che si è cimentato in generi diversi come il thriller o il fantasy. Ha scritto innumerevoli libri, ma, cosa anche normale, non tutte le sue opere possono definirsi “capolavori” e credo che questo suo essere altalenante si veda soprattutto nelle raccolte di racconti come “You like it darker” .

 

Trama: «L’immaginazione ha fame e ha bisogno di essere nutrita» scrive Stephen King nella postfazione di questa magnifica raccolta di dodici racconti che ci calano nei meandri più oscuri dell’esistenza, sia metaforicamente che letteralmente. Storie sul destino, la mortalità, la fortuna e le pieghe della realtà dove tutto può succedere, ricche e avvincenti come i suoi romanzi. King, da oltre mezzo secolo, un maestro della forma, scrive per provare «l’euforia di abbandonare la quotidianità» e in You Like It Darker i lettori sentiranno la medesima esaltazione. Due bastardi di talento racconta il segreto, a lungo nascosto, che lega per sempre due amici divenuti famosi. Nell’Incubo di Danny Coughlin, un’intuizione senza precedenti ribalta decine di vite, quella del protagonista in maniera più catastrofica. In Serpenti a sonagli, sequel di Cujo, un vedovo in lutto si reca in Florida in cerca di conforto e riceve invece un’eredità inaspettata. Ne I sognatori, un taciturno veterano del Vietnam risponde a un annuncio di lavoro e scopre che ci sono alcuni angoli dell’universo che è meglio lasciare inesplorati. L’Uomo delle Risposte si chiede se la preveggenza sia una fortuna o meno e ci ricorda che una vita segnata da una tragedia insopportabile può ancora essere salvata. Dal leggendario Maestro della narrativa, una straordinaria raccolta di racconti iconici, che ci conferma la sua capacità insuperabile di sorprendere, stupire e portare terrore e conforto insieme. Preparatevi a fare un salto nel buio.

 

 

Sia chiaro, non ci sono racconti brutti o scritti male in questo libro, ma, a mio avviso, queste storie si possono dividere in tre categorie.

Per primi, vengono i racconti che definirei degli “esercizi di stile”, ovvero storie scritte magistralmente che però non riescono a farti entrare in empatia con i personaggi o coinvolgono poco a livello emotivo. Letture piacevoli, ma che potrebbero non lasciare il segno (ne è un esempio il racconto “due bastardi di talento”).

Seguono poi i racconti che ti coinvolgono e ti trascinano fino a un finale che, ahimè, risulta essere sbrigativo o un po ‘ deludente (come ne “Willy lo strambo”). 

Ultimi, ma non ultimi, ci sono quei racconti che ti restano dentro, che ti catturano emotivamente e mentalmente, storie che, quando finisci di leggerle, ti lasciano con il fiato mozzato e gli occhi leggermente lucidi. Tra questi spiccano  “l’uomo delle risposte”, ma soprattutto “Serpenti a sonagli”, che si può considerare una sorta di seguito di quello che è, a mio avviso, uno dei più bei romanzi di King: Cujo.

Consiglierei di leggere questa raccolta? Sicuramente. King è sempre e comunque un maestro e in questo caso offre storie eterogenee che vale comunque la pena di scoprire.

Bentornati a Silent Hill

Silenti Hill 2 è sicuramente un grande horror psicologico, in cui ogni elemento e ogni dettaglio contribuiscono a creare una storia complessa, ricca di simbologia e significati che vanno ben oltre l’aspetto videoludico.
Per questo, quando ho saputo dell’uscita del remake, non ho potuto che esultare, sperando ovviamente in un buon lavoro da parte del Bloober Team, ma preparandomi comunque al peggio.

Che dire, il gioco è andato ben oltre le mie più rosee aspettative. Silent Hill 2 remake, infatti, mantiene le atmosfere cupe e angoscianti, dell’originale, grazie anche alle splendide musiche di Akira Yamaoka che catturano il giocatore, trascinandolo sempre più a fondo nell’incubo personale di James Sunderland.

Le ambientazioni, poi, sono maggiormente sviluppate e ricche di dettagli inseriti con cura e attenzione, così come i personaggi, alcuni dei quali perfino migliorati rispetto alla versione originale.
Un consiglio per chi si avventura in questo gioco, è infatti quello di non avere fretta, ma di fermarsi a osservare ogni ambiente, cogliendone ogni elemento ed esplorando ogni stanza. Alla fine, una volta capito il senso della storia, ogni dettaglio finirà con l’ assumere un significato preciso e, scommetto, vi verrà voglia di ricominciare il gioco per analizzare il tutto con più chiarezza.

Un remake quindi, che riesce non solo a rendere onore all’oroginale, ma a dargli nuova forza, ampliandolo dal punto di vista della narrazione e migliorandolo da quello del game play (basta solo vedere gli scontri con i mostri, sicuramente più dinamici).
Il tutto con una grafica mozzafiato che sa di nostalgico, ma che lascia comunque senza fiato. Sicuramente ricomincerò a giocarlo a bere, ma intanto lo consiglio vivamente.

I Libri di Sangue di Clive Barker

“Libri di sangue vol. 1-3” di Clive Barker è il primo di due volumi nei quali sono raccolti i primi racconti che hanno reso Barker lo scrittore di culto che è. Certo, non mi aspettavo una lettura leggera, ma devo ammettere che non mi aspettavo tanto da questa lettura.

Trama: Per coloro che conoscono Clive Barker per i suoi romanzi che attraversano i generi, questa edizione in una nuova traduzione dei Libri di Sangue è una gradita occasione per leggere i sedici racconti horror con cui ha dato il via alla sua carriera. Per coloro che già li conoscono, la toccante prefazione è una finestra che si apre nella mente dell’autore. Riflettendo dopo quattordici anni, Barker scrive: “Guardo queste opere e penso che l’uomo che le ha scritte non sia più vivo in me. […] Siamo i nostri cimiteri; ci accovacciamo tra le tombe delle persone che eravamo. Se siamo sani, ogni giorno è una festa, un Giorno dei Morti, in cui rendiamo grazie per le vite che abbiamo vissuto, e se siamo nevrotici rimuginiamo e piangiamo e desideriamo che il passato sia ancora presente.”

In questa serie di racconti, i primi che hanno dato il via alla sua carriera, l’autore di “Schiavi dell’Inferno” dimostra ancora una volta la sua capacità di scavare nel lato più oscuro e orrorifico della mente umana, generando, attraverso la parla scritta, incubi indicibili e arrivando a risvegliare paure più o meno inconsce nascoste nel profondo dell’animo del lettore.

Certo, non tutti i racconti sono eclatanti, ma ognuno ha la capacità di sconvolgere a tal punto il lettore da lasciargli un profondo senso di turbamento, ma, allo stesso tempo, di coinvolgerlo così tanto da rendergli difficile, se non impossibile, riuscire a staccarsi e interrompere la lettura.

Personalmente, leggerò di certo anche il secondo volume dei Libri di Sangue, ma li consiglierei? Se siete di stomaco forte e amanti del genere assolutamente sì, anche se forse non come prima lettura di un autore straordinario capace di colpire e sconvolgere a livello viscerale.