Fukushima: come reagiscono gli uomini quando il sole si scioglie.

Ho voluto leggere questo libro dopo aver letto il precedente lavoro di Leatherbarrow incentrato sul disastro di Chernobyl (che consiglio vivamente). Devo dire che non è una lettura leggera perché l’autore non si concentra unicamente l’incidente di Fukushima in sé, ma analizza in maniera molto dettagliata il rapporto del Giappone col nucleare. 

Leatherbarrow parte quindi dall’apertura in parte forzata del Giappone agli altri paesi, alla sua situazione a livello energetico nel corso della storia, alle tragedie di Hiroshima e Nagasaki che hanno segnato in maniera profonda i giapponesi e ovviamente la loro opinione sul nucleare.
L’autore inoltre analizzata in maniera accurata anche la cultura Giapponese (soprattutto quella legata al lavoro) che molto ha influenzato ciò che è successo durante il disastro della centrale di Fukushima Daiichi. Un approccio a livello storico, sociologico e soprattutto politico che dipinge un quadro completo (e a tratti piuttosto inquietante), ma soprattutto il più possibile obbiettivo di quello che è successo nel 2011 a Fukushima e delle sue conseguenze che si protraggono ancora oggi.

Una lettura complessa, a tratti pesante e difficile da seguire (più che altro nella prima parte), ma interessante e fonte di numerose riflessioni.
Un libro non semplice, ma che mi sento di consigliare vivamente. 

Il bullismo e chi finge di non vederlo

Ultimamente si parla molto di cyberbullismo a causa del tragico suicidio di una quattordicenne di Padova e questo mi ha fatto riflettere portandomi a  chiedermi perché in Italia deve sempre accadere una tragedia perché si parli di un problema che va avanti ormai da anni. Mi viene anche da domandarmi quanto si parlerà ancora di questo problema o meglio quand’é che arriverà una notizia abbastanza “appetitosa” per i media da far passare questa in secondo piano.
Perché diciamolo: il bullismo esiste ormai da ben prima dell’avvento di internet eppure chissà perché non faceva molta notizia sui giornali.
Insomma fino ad oggi tutti sapevano, ma nessuno sembrava vedere. “Che vuoi che siano delle semplici prese in giro o degli insulti? Che male possono fare?”
Beh, sappiate che le parole, allo stesso livello della violenza fisica, possono fare molto male siano esse scritte o pronunciate a voce. Peccato però che non sempre ci ricordiamo la vera forza e l’influenza delle parole (nel bene o nel male) e tendiamo a sottovalutare certi fatti, addirittura a giustificarli o a far finta di niente semplicemente per non essere coinvolti e non veder distrutto il nostro equilibrio.

Ci tengo molto a pubblicare questo racconto perché spesso ci si dimentica che a volte, quando la violenza si mescola alle parole, può bastare proprio una parola ad aiutare, sia essa di conforto o di denuncia.

Bullismo-femminile-conseguenze-cause-indicatori

Continua a leggere