Il bullismo e chi finge di non vederlo

Ultimamente si parla molto di cyberbullismo a causa del tragico suicidio di una quattordicenne di Padova e questo mi ha fatto riflettere portandomi a  chiedermi perché in Italia deve sempre accadere una tragedia perché si parli di un problema che va avanti ormai da anni. Mi viene anche da domandarmi quanto si parlerà ancora di questo problema o meglio quand’é che arriverà una notizia abbastanza “appetitosa” per i media da far passare questa in secondo piano.
Perché diciamolo: il bullismo esiste ormai da ben prima dell’avvento di internet eppure chissà perché non faceva molta notizia sui giornali.
Insomma fino ad oggi tutti sapevano, ma nessuno sembrava vedere. “Che vuoi che siano delle semplici prese in giro o degli insulti? Che male possono fare?”
Beh, sappiate che le parole, allo stesso livello della violenza fisica, possono fare molto male siano esse scritte o pronunciate a voce. Peccato però che non sempre ci ricordiamo la vera forza e l’influenza delle parole (nel bene o nel male) e tendiamo a sottovalutare certi fatti, addirittura a giustificarli o a far finta di niente semplicemente per non essere coinvolti e non veder distrutto il nostro equilibrio.

Ci tengo molto a pubblicare questo racconto perché spesso ci si dimentica che a volte, quando la violenza si mescola alle parole, può bastare proprio una parola ad aiutare, sia essa di conforto o di denuncia.

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Libri ispiratori: Chrysalide. Emozioni in metamorfosi

Al Lucca Comics & Games  2013 sono stati decretati i cinque vincitori della prima edizione di “Emozioni in Metamorfosi” il concorso di racconti per autori esordienti ed emergenti  indetto da Chrysalide, la collana Mondadori dedicata a fantasy, urban fantasy, fantascienza, paranormal romance e realistico.
Al concorso ho partecipato anch’io con un racconto urban fantasy  purtroppo però non sono stata scelta. Ovviamente questo non mi ha certo impedito di leggere i racconti vincitori e posso dire con certezza una cosa: onore al merito. 
I racconti vincitori sono sicuramente di alto livello, tutti con i loro punti forti, a loro modo originali e ben scritti. Ho messo questa raccolta tra i libri ispiratori proprio perché mi ha ricordato che se da una parte devo e voglio continuare a volare con la mia scrittura, dall’altra devo restare coi piedi per terra, consapevole che ci sarà sempre qualcuno più bravo di me e che ne ho ancora di strada da fare così come ho ancora tanto da migliorare.

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Una dedica per il nuovo anno

Durante l’ultimo dell’anno sono molte le canzoni che vengono riesumate e che ascoltiamo anche per solo per caso. A me è capitato di sentirne una che mi ha fatto venire in mente molte cose che ho visto e sentito in questi miei cinque anni in mezzo ai libri. Per questo ho deciso di fare una dedica un po’ particolare:

Agli editori che non pagano gli autori e a quelli che si fanno pagare per la pubblicazione.
A quelli per i quali la qualità di un testo è solo un optional e a quelli che sfruttano il lavoro di editors e grafici.
Agli editors improvvisati che non hanno la più pallida idea di quello che dovrebbe essere il loro lavoro e a quelli che trattano i romanzi altrui senza il minimo rispetto.
A coloro che pensano che fare i traduttori sia fare copia e incolla da google translate.

Agli autori che credono di non avere più niente da imparare e a quelli che parlano male di un editore solo perché li ha rifiutati senza pensare che forse il loro romanzo non è poi il capolavoro che credevano.
A quelli che preferiscono fare una polemica per ogni critica piuttosto che provare a trarre il meglio da essa.
Agli scrittori che  difendono editori a pagamento solo perché… boh… magari non vogliono far la figura dei fessi e a chi si finge un autore per difendere la propria casa editrice a pagamento.

Agli scrittori, illustratori, grafici e artisti vari, che guardano tutti dall’alto in basso sentendosi portatori della verità assoluta e sono talmente presuntuosi da non saper cogliere l’importanza delle opinioni altrui.

Ai blogger affamati di visualizzazioni e a quelli affamati di polemiche.
A quelli che scrivono solo per avere un libro gratis e si incazzano con gli editori perché magari mandano loro un romanzo in ebook e non in cartaceo.
Ai blogger che preferiscono insultare gli altri piuttosto che impegnarsi a rendere ogni giorno migliore il loro lavoro.
A chi scrive stroncature sterili e prive di argomentazioni e a chi loda un romanzo solo per ingraziarsi l’editore.

A chi sputa veleno nascondendosi dietro a un nickname e a quelli che vivono solo nella speranza di avere quanti più “mi piace” su facebook.
A chi preferisce un giorno di fama a una vita di amicizia e
a chi le amicizie le sceglie solo in base alla fama che possono dar loro di riflesso.

A me stessa perché di stronzate nel 2013 ne ho fatte tante anch’io e quindi me lo merito.

A tutti questi “professionisti” dedico questa canzone e il mio più sincero

VAFFANCULO!