La Gabbia di Ostuni

“The Cage” di Lorenzo Ostuni mi ha attirato per tre motivi: il primo (il più venale) è perché ho trovato l’e-book in offerta; il secondo è per la trama che, per quanto in parte già sentita, mi sembrava interessante e il terzo perché scritto da un autore italiano (che solo in seguito ho scoperto essere uno youtuber molto giovane).

Trama: Ray si sveglia in una cella. È solo. Non si ricorda nulla. Né come ci è arrivato, né perché. Indossa una divisa che non conosce, gialla come la luce che illumina la piccola stanza in cui è rinchiuso. Porta al polso destro un braccialetto senza fibbia simile a un display spento. Dove si trova? Non lo sa. I ricordi arriveranno poi, poco per volta. Scoprirà presto di non essere solo in questa misteriosa prigione. Con lui ci sono altri sei prigionieri. Ognuno ha ricevuto delle strane istruzioni da seguire, insieme a un curioso oggetto recapitato sotto la porta della cella. Hanno solo poche ore per salvarsi. Si parlano, si interrogano sul perché di quegli strani messaggi, cercano disperatamente informazioni e una via di fuga: litigano, si accusano vicendevolmente ma alla fine dovranno fare squadra. Perché c’è solo un modo per provare a uscire di lì. Fidarsi delle istruzioni. E degli altri. Anche se uno di loro forse mente. Come in un assurdo, tragico videogioco, prova dopo prova, enigma dopo enigma i ragazzi riusciranno a scoprire cosa è accaduto, chi sono i loro carcerieri e cosa li attende là fuori.

Purtroppo nel romanzo la giovane età dell’autore si sente parecchio. Lo stile è piuttosto grezzo, sicuramente da smussare e migliorare e pecca di alcune ingenuità che lo rendono poco coinvolgente. Non sto dicendo che nel complesso sia un libro totalmente da stroncare, perché comunque si tratta di una storia scorrevole e accattivante, ma che ha il grosso difetto di coinvolgere molto poco a livello emotivo. Sono davvero pochi i momenti in cui sono rimasta davvero col fiato sospeso così come ho trovato davvero difficile riuscire a entrare in empatia con i diversi personaggi. Peccato perché è una storia che partiva davvero bene e con un potenziale enorme.

Francesco Falconi tra angeli e demoni

Circa tredici anni fa, Francesco Falconi pubblicò il primo volume della dilogia “Nemesis”, romanzo Fantasy che ha conquistato il cuore di innumerevoli lettori. Oggi, ci ripropone del romanzo in una veste tutta nuova, una nuova versione venuta alla luce grazie anche alla crescita costante che la sua scrittura ha avuto nel corso di questo anni.

Trama: Ellen è al primo anno di college e vive nella piovosa Inverness. Nel giorno del suo quindicesimo compleanno, al tramonto, una stilettata tra le scapole la lascia senza respiro. Quello che accade le appare come il frutto di un’allucinazione: sulle sue spalle spuntano immense due ali, nere e lucide come ossidiana, che scompaiono quando cala il buio. Cosa le sta succedendo? La risposta è nell’eredità della sua famiglia. Ellen, infatti, è un Demone Emerso, una delle creature ultraterrene che, insieme agli Angeli Ombra, ha il difficile compito di preservare il Patto di Equilibrio sulla Terra; mentre questi ultimi portano luce e armonia, i primi generano dolore e caos. Venuta a conoscenza di queste verità, Ellen crede che la sua vita sia distrutta, e l’unica persona in cui trova conforto è Kevin, il ragazzo di cui è follemente innamorata. Ma cosa accadrebbe se Kevin fosse il “nemico”, quell’Angelo che, pur di proteggere l’uomo, è disposto a condannarla? Il loro destino è segnato, devono separarsi e assecondare le loro rispettive nature. Intanto, l’Equilibrio corre un grave rischio: Nemesis, la reincarnazione dell’Angelo dell’Apocalisse, sta assoldando discepoli per sovvertire il Patto, generare il caos e distruggere l’umanità. Possono due nemici giurati trasformarsi in alleati e, nel pieno della battaglia, capire che, nonostante siano due mondi agli antipodi, forse c’è una possibilità per amarsi?

Quella di Ellen e Kevin è una storia d’amore intensa capace di coinvolgere e trascinare anche grazie a due protagonisti che, pur non essendo umani, sono profondamente vivi e reali. Una storia che si sviluppa in una realtà complessa e ben costruita dove bene e male si mantengono in un precario equilibrio in cui non sono ammesse sfumature. Ma è proprio lì, sulla linea di confine, che Ellen e Kevin si muovono, divisi tra i propri sentimenti e il proprio dovere, combattuti tra la loro natura e il desiderio non solo di vivere il loro amore, ma anche di proteggere i loro cari. Un romanzo quindi che porta non solo a emozionarsi, ma anche a farsi domande sulla natura di ciò che è giusto e di ciò che ci viene imposto. Consigliatissimo a tutti gli amanti del genere.

“Poirot e la strage degli innocenti”

Ho voluto leggere “Poirot e la strage degli innocenti” perché da esso è tratto il film “Assassinio a Venezia” e, avendo in precedenza adorato altre opere di Agatha Chrisitie nonché il personaggio di Poirot, volevo conoscere la storia prima di andare al cinema.

Trama: A Woodleigh Common i ragazzi stanno festeggiando Halloween quando viene fatta una scoperta agghiacciante: la tredicenne Joyce è stata assassinata. La giallista Ariadne Oliver, presente al party, si precipita dall’amico Poirot e lo convince a interessarsi del caso: Joyce, infatti, poco prima della morte, si era vantata di aver assistito a un omicidio, ma nessuno le aveva creduto. Possibile che invece la ragazza, conosciuta per essere un gran bugiarda, avesse detto la verità? E che il colpevole abbia deciso di chiuderle la bocca per sempre?

Pur non avendomi entusiasmata come i precedenti romanzi che ho letto di Agatha Christie, la storia mantiene l’impronta inconfondibile dell’autrice, la sua capacità di spingerti a voler andare avanti, a voler capire e a scoprire ogni dettaglio e a svelare ogni mistero. E poi c’è Poirot, arguto e geniale come sempre che non può non essere adorato (oppure odiato 😁😉).
Forse un po’ prevedibile in alcuni punti, ma sicuramente una bella lettura.

Solo un dubbio mi rimane: che diavolo c’entra Venezia? 😆