The Big C: quando il cancro e l’ironia insegnano la vita.

Ho finito da poco di vedere la seconda stagione di The Big C, una serie molto ironica e pungente che ho scoperto grazie alla mia mitica sister Valeria Anita Blondie.

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La protagonista é Cathy, quarantenne che si ritrova all’improvviso a fare i conti con un cancro (ovvero la grande C del titolo) all’ultimo stadio e di conseguenza con la sua vita e le persone che la circondano. Dalle difficoltà nel parlare delle sue condizioni, alle reazioni dei suoi cari, ignari della sua condizione, allo strano comportamento che adotta dopo aver scoperto della sua malattia.

Un telefilm che tratta di un argomento serio e delicato, ma che lo fa con una semplicità e con un’ironia capaci di strappare delle grasse risate. Continua a leggere →

Un soggiorno all’Overlook Hotel

Ultimamente ho un po’ la fissazione dei confronti libri/film (dannata disoccupazione che mi da molto più tempo libero XD)  e questa volta tocca a Shining.
Come sempre (si lo so che l’ho fatto solo due volte, ma così fa più figo) ho cominciato leggendo il LIBRO:

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Le etichette che aumentano il prezzo di copertina

Premessa: considerate questo post come un mio interrogativo personale che volevo fare “ad alta voce”. Un piccolo input che valeva la pena di lanciare.

Quando prendevo i libri per il Lupo Roso, a volte capitava che mi mandassero dal fornitore romanzi che erano stati resi da altre librerie, soprattutto nel caso di titoli più vecchi, classici che una buona libreria dedicata al fantasy e all’horror non poteva non avere.  In alcuni casi me ne sono accorta subito, in altri solo dopo la chiusura (lo so, sono parecchio distratta), ma non poche volte mi è capitato di trovare cose come questa:

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Libri il cui prezzo è stato aumentato da un qualche libraio o dal fornitore stesso, con l’apposizione di un’etichetta.

Nel mio caso, il prezzo della copia di Shining che ho fotografato è stato cambiato probabilmente per via di un aumento, da parte dell’editore, di quello delle successive ristampe cosa che ha portato a prendere la decisione di “adattare” la copia all’aumento.

Sinceramente non credo nemmeno che la cosa sia legale perché (correggetemi se sbaglio o datemi conferma della cosa) in teoria è solo l’editore che può decidere se aumentare o meno il prezzo di copertina di un libro.
Al di là dell’eventuale gravità della cosa a livello legale, comunque, anche se solo di 20 o 40 centesimi e per adattarlo al prezzo delle nuove ristampe, vale davvero la pena modificare il prezzo di un romanzo che, eventualmente, potrebbe essere mandato in resa al fornitore o (nel caso avesse effettuato lui la modifica) all’editore stesso?

Certo un libro troppo vecchio e con un prezzo di copertina inferiore rispetto alle nuove ristampe verrebbe forse mandato al macero se rispedito indietro (con conseguente enorme spreco di carta a mio avviso), inoltre ci sono meccanismi molto complicati legati sia al prezzo di copertina dei libri che ai processi di acquisto e resa dei libri ma, diciamocela tutta e con franchezza: al cliente spesso non importa un fico secco di quello che c’è “dietro” la vendita di un romanzo. La mia domanda quindi è: quanti non si sentirebbero fregati nel vedere che il prezzo di copertina di un libro è stato aumentato in questo modo? E quanti si soffermerebbero a pensare al perché? Quindi quanto converrebbe al libraio tenere questi romanzi in negozio e venderli a un cliente col rischio magari di farlo sentire in qualche modo imbrogliato e quindi di perderlo?