(The) King and I: due parole su “L’ombra dello scorpione”

Stphen King. Che dire? Chi è che non conosce Stephen King, il re indiscusso del brivido che con i suoi romanzi ha regalato a molti di noi notti insonne e fobie di ogni genere? (credo che nessuno che abbia letto IT guarderà mai più un palloncino rosso con gi stessi occhi) Sebbene siano anni che leggo i romanzi di King, solo ultimamente mi sono messa seriamente a collezionare tutti i suoi libri (ormai ne mancano “solo” 24 all’appello). Ovvio però che i libri mi piace soprattutto leggerli oltre che comprarli 😉

L’ultimo dei suoi lavori che ho avuto modo di leggere è “L’ombra dello scorpione” nella sua versione integrale pubblicata per la prima volta nel 1990.

Trama:

L’errore di un computer, l’incoscienza di pochi uomini e si scatena la fine del mondo. Il morbo sfuggito a un segretissimo laboratorio semina morte e terrore. Il novantanove per cento della popolazione della terra non sopravvive all’apocalittica epidemia e per i pochi scampati c’è una guerra ancora tutta da combattere, una lotta eterna e fatale tra chi ha deciso di seguire il Bene e appoggiarsi alle fragili spalle di Mother Abagail, la veggente ultracentenaria, e chi invece ha scelto di calcare le orme di Randall, il Senza Volto, il Male, il Signore delle Tenebre.

Uno dei motivi per cui ero molto curiosa di leggere questo romanzo è la presenza del “cattivo per eccellenza” creato da King: Randall Flag, l’uomo (in) nero.

Meglio conosciuto come Walter O’Dim, Randall è un personaggio che compare in diverse opere di King (in particolare proprio nella saga della Torre Nera) e rappresenta l’incarnazione stessa del male assoluto, una sorta di calamita che attira a sé con false promesse e con la sua aria suadente, ma che comunque (come il male stesso) per quanto affascinante trasmette terrore puro a chiunque osi anche solo pronunciare il suo nome. Un personaggio intrigante, affascinante come lo avevo trovato nella Torre Nera sebbene non sia l’unico ponte di collegamento con il magnum opus di King. Ne “l’ombra dello scorpione” infatti vengono introdotti diversi elementi che verranno poi inseriti da King nella sua celebre saga ( come ad esempio un brevissimo riferimento al Ka).

Quello che però mi ha angosciato ( e quindi piaciuto) di più di questo romanzo è come viene mostrato il lento declino della società umana a partire dal diffondersi del virus chiamato Captain Trip (giuro che diventavo paranoica ogni volta che mi scappava da starnutire quando avevo il libro in mano) fino al totale sfacelo e sgretolamento della società. La storia si sviluppa infatti in maniera coerente e graduale, attraverso personaggi profondamente umani che maturano e cambiano con lo svolgersi degli eventi. L’unico difetto forse sta in alcuni punti forse un po’ troppo lenti che, a causa soprattutto del numero eccessivo di pagine (oltre le 900), hanno rischiato quasi di farmi passare la voglia di leggere.

Nonostante la mole però, è un romanzo che vale la pena leggere se si è appassionati lettori delle opere del Maestro o se si amano le storie apocalittiche.

Questa ovviamente è solo la mia opinione. Voi siete sempre liberi di non prendermi troppo sul serio. 😉

La Sentinella di Claudio Vergnani: una visione cupa e angosciante sul futuro del mondo.

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Ci sono autori che rappresentano una garanzia, che riescono sempre a soddisfare le tue aspettative e a sorprenderti a ogni libro. Per me, uno di questi autori é sicuramente Claudio Vergnani. Ho da poco finito di leggere il suo romanzo “la Sentinella” e come sempre sono rimasta affascinata  dalla sua capacità di  trascinarmi e lasciarmi col fiato sospeso creando storie dal ritmo serrato in un’ambientazione dai toni fortemente cupi e angoscianti.

Trama:

Ecco il futuro. E molte cose sono cambiate: si è aperta un’era di uguaglianza e di spiritualità. Ciò che prima era privilegio delle classi agiate ora è alla portata di tutti. Niente più polizia, né esercito. Ma disastri naturali, catastrofi legate all’incuria, la sovrappopolazione dovuta alle direttive di una religione che pretende famiglie sempre più numerose, carestia e degrado hanno fatto del mondo un luogo inospitale e pericoloso. Il dilagare del cannibalismo, il proliferare di antiche sette legate al culto dei morti, la demenza indotta dall’uso di droghe letali, una fauna mutante mostruosa e antropofaga portano la Chiesa a istituire severe Selezioni per la formazione di Ordini scelti che mettano un freno ai pericoli. Nasce così l’Ordine delle Sentinelle. La Selezione per diventare Sentinella, però, non è solo dura, è disumana. E cosa succede se chi sopravvive rischia di ritrovarsi disumano a sua volta? Cosa succede se i prescelti si rivelano peggiori delle persone che dovrebbero combattere? 

Il romanzo si divide in due parti: la prima mostra la spietata selezione a cui viene sottoposto il protagonista per entrare nell’ordine delle Sentinelle, una serie di prove crudeli della durata di tre giorni che costringono i partecipanti a sforzi inumani, prove durante le quali è fin troppo facile morire.  L’intera selezione segue unicamente il protagonista che racconta la sua esperienza in una sorta di “monologo” senza quasi alcun dialogo con gli altri partecipanti o i selettori. Questo, a mio avviso, permette al lettore di entrare dei più nel ritmo duro e incalzante della selezione, di percepirne il ritmo serrato e tutta l’angoscia e la fatica del protagonista e di chi gli sta attorno.

La seconda parte invece rappresenta una fuga per la sopravvivenza del protagonista che si ritrova a fare da inaspettata guardia del corpo all’uomo più importante e influente di un mondo ormai in rovina. Durante la sua fuga, il protagonista si ritroverà messo alla prova non solo fisicamente, ma anche e soprattutto moralmente. Messo alle strette, dovrà scegliere tra la sua vità e la sua morale, tra salvare se stesso o la persona che sta proteggendo (non dico di chi si tratta per non fare spoiler) dalla cui salvezza potrebbe derivare un grande cambiamento. 

“La Sentinella” però é anche un viaggio nella natura umana, una riflessione sulla crudeltà dell’uomo e su ciò che esso é in grado di fare se spinto alla disperazione nonché uno spunto di ampia riflessione sulla religione e la fede.

Un romanzo quinsi dal ritmo incalzante con un’ambientazione cupa e angosciante, ma allo stesso tempo un’opera in grado non solo di intrattenere,ma anche di portare alla riflessione.

Assolutamente consigliato anche se voi ovviamente siete sempre liberi di non prenderemi troppo sul serio 😉

 

La trilogia di Scarlet, una magia fatta di emozioni.

 

Finalmente, dopo una lunga attesa, ho avuto l’occasione di leggere “La Terza Luna”, ultimo capitolo della trilogia di Scarlett, scritta da Barbara Baraldi.

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Prima ovviamente mi sono riletta i due capitoli precendenti godendomi così finalmente l’intera triloga nella sua interezza e apprezzandone così ogni dettaglio a partire dalla bellissima storia d’amore tra Scarlett e il mezzo demone Mikael, una storia di quelle che fanno battere il cuore e sognare ad occhi aperti, ma allo stesso tempo incredibilmente reale nelle sue imperfezioni, nel loro avvicinarsi e allontanarsi a causa di paure e insicurezze.

Trama:

Scarlett ha sedici anni e un nome rosso come il fuoco ma sono due occhi di ghiaccio a trafiggerle il cuore. Quando vede Mikael, il bassista dei Dead Stones, sul palco al concerto della scuola, capisce subito che niente sarà più come prima. È irresistibile, talmente bello da non sembrare vero. Anche Mikael sembra essere attratto da Scarlett, eppure un attimo dopo la respinge come se un’ombra misteriosa incombesse su di lui e non gli permettesse di abbandonarsi ai sentimenti. Il giorno in cui il bibliotecario della scuola viene assassinato da una creatura soprarnnaturale, Scarlett scopre il segreto di Mikael. Non è umano, lui è un Guardiano, un Mezzo Demone. Il suo compito è difendere gli umani dalle incursioni dei Demoni, preservando così l’equilibrio tra i due mondi. L’amore tra Mikael e Scarlett è impossibile. Se il ragazzo si abbandonasse fino in fondo alle passioni la sua componente demoniaca prenderebbe il sopravvento, rischierebbe di precipitare all’inferno e di compromettere per sempre la sua missione sulla Terra. Mentre la guerra tra Demoni e Guardiani si fa ogni giorno più accesa, Mikael e Scarlett insieme devono combattere per salvare il loro amore. Un amore talmente grande da rendere, forse, possibile

Ciò che ho amato di più di questa saga é che, al di là degli elementi sovrannaturali, sono le emozioni a muovere i diversi personaggi, emozioni umane che non hanno niente di sovrannaturale, ma che attraverso le parole fluide e delicate della Baraldi prendono vita in maniera vivida e intensa.

Proprio attraverso di esse, la realtà quotidiana, i problemi in famiglia e con gli amici di Scarlett e la realtà magica e demoniaca di Mikael, Vincent e Ofelia si fondono in un’armonia complessa permettono al lettore di entrare in profonda empatia con tutti i suoi protagonisti.

Un’altra cosa che ho apprezzato molto del libro è che è davvero facile affezionarsi perfino ai suoi personaggi secondari (cosa da non dare mai per scontata) in particolare alle amiche di Scarlett, Genziana e Caterina, due personaggi splendidi che in qualche modo crescono al fianco della protagonista fino all’intenso e toccante terzo capitolo.

Ed è proprio la terza luna il volume più sorprendente della trilogia, quello che trascina e cattura al lettore fino al commovente finale. Per i lettori accaniti delle opere della Baraldi poi, la Terza Luna riserva una graditissima sorpresa, due guest stars per le quali sono letteralmente saltata dalla sedia nel ritrovarle (non faccio spoiler, ma ringrazio enormemente Barbara per la loro apparizione) e che fanno sperare in un ritorno dei personagg di Scarlett in altre opere anche solo per brevi comparsate (o almeno io ci spero davvero tanto).

Un libro intenso quindi, per tutti quelli che amano le storie ben costruite e ricche di citazioni musicali e letterarie, quelle che partono da un’attenda documentazione e che unicono storia, realtà e immaginazione in maniera perfetta e armoniosa. Un’opera per tutti quelli che desiderano ancora emozionarsi e lasciarsi toccare da sentimenti veri, racchiusi nel cuore di una realtà magica capace di lasciare col fiato sospeso.

Io ovviamente consiglio di leggerlo, ma voi ovviamente siete sempre liberi di non prendermi troppo sul serio ;P