La trilogia di Scarlet, una magia fatta di emozioni.

 

Finalmente, dopo una lunga attesa, ho avuto l’occasione di leggere “La Terza Luna”, ultimo capitolo della trilogia di Scarlett, scritta da Barbara Baraldi.

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Prima ovviamente mi sono riletta i due capitoli precendenti godendomi così finalmente l’intera triloga nella sua interezza e apprezzandone così ogni dettaglio a partire dalla bellissima storia d’amore tra Scarlett e il mezzo demone Mikael, una storia di quelle che fanno battere il cuore e sognare ad occhi aperti, ma allo stesso tempo incredibilmente reale nelle sue imperfezioni, nel loro avvicinarsi e allontanarsi a causa di paure e insicurezze.

Trama:

Scarlett ha sedici anni e un nome rosso come il fuoco ma sono due occhi di ghiaccio a trafiggerle il cuore. Quando vede Mikael, il bassista dei Dead Stones, sul palco al concerto della scuola, capisce subito che niente sarà più come prima. È irresistibile, talmente bello da non sembrare vero. Anche Mikael sembra essere attratto da Scarlett, eppure un attimo dopo la respinge come se un’ombra misteriosa incombesse su di lui e non gli permettesse di abbandonarsi ai sentimenti. Il giorno in cui il bibliotecario della scuola viene assassinato da una creatura soprarnnaturale, Scarlett scopre il segreto di Mikael. Non è umano, lui è un Guardiano, un Mezzo Demone. Il suo compito è difendere gli umani dalle incursioni dei Demoni, preservando così l’equilibrio tra i due mondi. L’amore tra Mikael e Scarlett è impossibile. Se il ragazzo si abbandonasse fino in fondo alle passioni la sua componente demoniaca prenderebbe il sopravvento, rischierebbe di precipitare all’inferno e di compromettere per sempre la sua missione sulla Terra. Mentre la guerra tra Demoni e Guardiani si fa ogni giorno più accesa, Mikael e Scarlett insieme devono combattere per salvare il loro amore. Un amore talmente grande da rendere, forse, possibile

Ciò che ho amato di più di questa saga é che, al di là degli elementi sovrannaturali, sono le emozioni a muovere i diversi personaggi, emozioni umane che non hanno niente di sovrannaturale, ma che attraverso le parole fluide e delicate della Baraldi prendono vita in maniera vivida e intensa.

Proprio attraverso di esse, la realtà quotidiana, i problemi in famiglia e con gli amici di Scarlett e la realtà magica e demoniaca di Mikael, Vincent e Ofelia si fondono in un’armonia complessa permettono al lettore di entrare in profonda empatia con tutti i suoi protagonisti.

Un’altra cosa che ho apprezzato molto del libro è che è davvero facile affezionarsi perfino ai suoi personaggi secondari (cosa da non dare mai per scontata) in particolare alle amiche di Scarlett, Genziana e Caterina, due personaggi splendidi che in qualche modo crescono al fianco della protagonista fino all’intenso e toccante terzo capitolo.

Ed è proprio la terza luna il volume più sorprendente della trilogia, quello che trascina e cattura al lettore fino al commovente finale. Per i lettori accaniti delle opere della Baraldi poi, la Terza Luna riserva una graditissima sorpresa, due guest stars per le quali sono letteralmente saltata dalla sedia nel ritrovarle (non faccio spoiler, ma ringrazio enormemente Barbara per la loro apparizione) e che fanno sperare in un ritorno dei personagg di Scarlett in altre opere anche solo per brevi comparsate (o almeno io ci spero davvero tanto).

Un libro intenso quindi, per tutti quelli che amano le storie ben costruite e ricche di citazioni musicali e letterarie, quelle che partono da un’attenda documentazione e che unicono storia, realtà e immaginazione in maniera perfetta e armoniosa. Un’opera per tutti quelli che desiderano ancora emozionarsi e lasciarsi toccare da sentimenti veri, racchiusi nel cuore di una realtà magica capace di lasciare col fiato sospeso.

Io ovviamente consiglio di leggerlo, ma voi ovviamente siete sempre liberi di non prendermi troppo sul serio ;P

Il “mio” Salone Internazionale del Libro di Torino 2015

Lunedì 18 maggio si è concluso l’annuale Salone Internazionale del Libro di Torino, un evento al quale partecipo ormai ogni anno con grande piacere. Questa volta, non vivendo più a Torino, sono stata ospite dei mitici Blondie del blog “Il Trono di Libri”  (un blog cccciovane, ma con un altissimo gradodi miticità).

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L’Hot Burger, il mega panino con pane, hamburger, insalata, pomodorini, cipolla caramellata, cipolline sottaceto, maionese, ketchup, mozzarella, sottiletta, bacon, insalata russa, cetriolini e ovviamente hot dog, generato durante la mia permanenza in casa Blondie

 

Quest’anno in particolare ho avuto modo di godermi il Salone e di ritrovarne quella che per me è sempre stata l’essenza di questo evento: trascorrere delle splendide ore in mezzo a milioni di libri e ritrovare persone care con le quali condividere la mia passione per la lettura.  Niente relazioni sociali o prese di contatti con editori e scrittori, niente autopromozione o chiacchiere inutili da editoria spicciola: c’ero solo io, i miei amici, tanto divertimento e, soprattutto, tanti i libri.

 

Questi e molti altri amici ritrovati come il mitico Viewtifull Max e  la sua dolce (e, diciamolo, anche più bella ;P ) metà Giulia, il Grazie Mario e la mitica Federica Spagone, hanno contribuito a rendere il fine settimana del Salone, un week end unico e spensierato che mi sono davvero goduta come non mi capitava da anni.

Anche a livello di organizzazione e allestimento ho trovato un netto miglioramento rispetto all’anno passato, soprattutto per quanto riguarda l’organizzazione del padiglione 1, (sicuramente meno vuoto e dispersivo dell’anno scorso). Peccato la grossa pecca dell’assenza del wi-fi, ma, sapete, a far tutte le cose come si deve poi quelli del Salone rischiano di abituarci male.

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Il “mio” Salone del Libro poi è stato anche un week end di “cari auguri”  (come quello che mi è stato fatto dal mitico creatore di “Io ti maledico”)

 

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E attimi di massima serietà allo stand della Nero Press XD

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e poi vi domandate perché vi dico di non prendermi mai troppo sul serio?

Lovecraft’s Innsmouth: Claudio Vergnani dà nuova linfa al mito di Lovecraft.

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Ho avuto modo di leggere e apprezzare tutti i precedenti romanzi di Vergnani e per questo non ho potuto resistere alla brama di mettere le mani anche su “Lovcraft’s Innsmouth” e devo dire che, a fine lettura, non me ne sono affatto pentita.

Prima di tutto c’è da dire che sono stata felicissima di ritrovare Claudio e Vergy, già protagonisti insieme de “Il 18° vampiro”, “il 36° giusto” e “l’ora più buia”. Sono due personaggi straordinari che è impossibile non amare, due volti di una stessa medaglia che insieme creano una combinazione perfetta ed esplosiva (a volte anche letale).

Altra nota positiva di questo racconto lungo è che non bisogna essere per forza estimatori di Lovecraft per poterlo apprezzare. Vergnani infatti riesce a creare una storia unica e moderna che trae in maniera coerente e precisa origine dall’opera Lovecraftiana dandole però una linfa tutta nuova. Chi non ha mai letto Lovecraft quindi si ritrova tra le mani un’opera originale e comunque comprensibile senza conoscerne l’origine mentre i suoi estimatori non potranno non apprezzare quella che è una vera e propria moderna ricostruzione di Innsmouth, fatta di citazioni, riferimenti e immagini descritte in maniera straordinariamente vivida.

Altro grande pregio dell’opera di Vergnani è sicuramente lo stile capace di incollare il lettore alle pagine, uno stile fatto di un’ironia pungente, a tratti amara, che però non mina assolutamente la tensione e l’angoscia che si fanno sempre più intense di pagina in pagina.

Con la speranza di poter leggere un seguito o comunque una “versione estesa”, consiglio vivamente “Lovecraft’s Innsmouth” a tutti gli amanti del genere e a coloro che vorrebbero avvicinarsi ad esso nonché a tutti gli estimatori di H.P. Lovecraft.

Non penso rimarrete delusi, voi comunque siete sempre liberi di non prendermi troppo sul serio ;P