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Il “mio” Salone Internazionale del Libro di Torino 2015
Lunedì 18 maggio si è concluso l’annuale Salone Internazionale del Libro di Torino, un evento al quale partecipo ormai ogni anno con grande piacere. Questa volta, non vivendo più a Torino, sono stata ospite dei mitici Blondie del blog “Il Trono di Libri” (un blog cccciovane, ma con un altissimo gradodi miticità).

L’Hot Burger, il mega panino con pane, hamburger, insalata, pomodorini, cipolla caramellata, cipolline sottaceto, maionese, ketchup, mozzarella, sottiletta, bacon, insalata russa, cetriolini e ovviamente hot dog, generato durante la mia permanenza in casa Blondie
Quest’anno in particolare ho avuto modo di godermi il Salone e di ritrovarne quella che per me è sempre stata l’essenza di questo evento: trascorrere delle splendide ore in mezzo a milioni di libri e ritrovare persone care con le quali condividere la mia passione per la lettura. Niente relazioni sociali o prese di contatti con editori e scrittori, niente autopromozione o chiacchiere inutili da editoria spicciola: c’ero solo io, i miei amici, tanto divertimento e, soprattutto, tanti i libri.
- le mie mitiche e indistruttibili amiche Marianna e Alice
- Fabio Cicolani che mi ha insegnato termini a me sconosciuti
- Laura Platamone e Daniele Picciuti (che c’è anche se non si vede)
- Fabrizio Furchì e la sua maglietta che semplicemente VINCE
- Cecilia Randall che, con mio sommo gongolamento, mi ha scritto meravigliose dediche sulle mie copie di Millennio di fuoco e Gens Arcana
Questi e molti altri amici ritrovati come il mitico Viewtifull Max e la sua dolce (e, diciamolo, anche più bella ;P ) metà Giulia, il Grazie Mario e la mitica Federica Spagone, hanno contribuito a rendere il fine settimana del Salone, un week end unico e spensierato che mi sono davvero goduta come non mi capitava da anni.
Anche a livello di organizzazione e allestimento ho trovato un netto miglioramento rispetto all’anno passato, soprattutto per quanto riguarda l’organizzazione del padiglione 1, (sicuramente meno vuoto e dispersivo dell’anno scorso). Peccato la grossa pecca dell’assenza del wi-fi, ma, sapete, a far tutte le cose come si deve poi quelli del Salone rischiano di abituarci male.
Il “mio” Salone del Libro poi è stato anche un week end di “cari auguri” (come quello che mi è stato fatto dal mitico creatore di “Io ti maledico”)
E attimi di massima serietà allo stand della Nero Press XD
e poi vi domandate perché vi dico di non prendermi mai troppo sul serio?
Lovecraft’s Innsmouth: Claudio Vergnani dà nuova linfa al mito di Lovecraft.
Ho avuto modo di leggere e apprezzare tutti i precedenti romanzi di Vergnani e per questo non ho potuto resistere alla brama di mettere le mani anche su “Lovcraft’s Innsmouth” e devo dire che, a fine lettura, non me ne sono affatto pentita.
Prima di tutto c’è da dire che sono stata felicissima di ritrovare Claudio e Vergy, già protagonisti insieme de “Il 18° vampiro”, “il 36° giusto” e “l’ora più buia”. Sono due personaggi straordinari che è impossibile non amare, due volti di una stessa medaglia che insieme creano una combinazione perfetta ed esplosiva (a volte anche letale).
Altra nota positiva di questo racconto lungo è che non bisogna essere per forza estimatori di Lovecraft per poterlo apprezzare. Vergnani infatti riesce a creare una storia unica e moderna che trae in maniera coerente e precisa origine dall’opera Lovecraftiana dandole però una linfa tutta nuova. Chi non ha mai letto Lovecraft quindi si ritrova tra le mani un’opera originale e comunque comprensibile senza conoscerne l’origine mentre i suoi estimatori non potranno non apprezzare quella che è una vera e propria moderna ricostruzione di Innsmouth, fatta di citazioni, riferimenti e immagini descritte in maniera straordinariamente vivida.
Altro grande pregio dell’opera di Vergnani è sicuramente lo stile capace di incollare il lettore alle pagine, uno stile fatto di un’ironia pungente, a tratti amara, che però non mina assolutamente la tensione e l’angoscia che si fanno sempre più intense di pagina in pagina.
Con la speranza di poter leggere un seguito o comunque una “versione estesa”, consiglio vivamente “Lovecraft’s Innsmouth” a tutti gli amanti del genere e a coloro che vorrebbero avvicinarsi ad esso nonché a tutti gli estimatori di H.P. Lovecraft.
Non penso rimarrete delusi, voi comunque siete sempre liberi di non prendermi troppo sul serio ;P













