Follettiana: piccole storie del popolo fatato.

In passato avevo già parlato di un libro di ABEditore e di come questa casa editrice metta molta cura non solo nei contenuti delle sue opere, ma anche nell’estetica, arrivando a creare dei libri che hanno il profumo dei volumi antichi, quelli che non solo hai piacere a leggere, ma anche a esporre in libreria. Di recente ho avuto modo di leggere e apprezzare un altro libro di questo editore ovvero “Follettiana”.

Si tratta di una splendida raccolta di racconti, alcuni molto brevi, che attingono alle più antiche tradizioni legate al popolo fatato. In questo caso non parliamo però di favole, o meglio non di favole intese nel modo in cui la maggior parte di noi intendono. Per quanto non si perda l’aspetto legato alla morale e all’insegnamento, le storie raccontate, infatti, sono piuttosto inquietanti se non macabre (non molto adatte ai bambini quindi) e il lieto fine non è mai scontato o garantito. “Follettiana” è un libro che si legge velocemente, ma che mostra il popolo fatato nel suo aspetto più “vero” quello delle origini, spiegate anche in un ottimo saggio introduttivo che ne mostra anche l’evoluzione nel corso della storia. Degne di nota sono anche le tavole e le piccole illustrazioni che impreziosiscono ulteriormente questo volume, trasmettendogli quel “profumo” antico e prezioso tipico dei volumi di questa particolare casa editrice. Felicissima di averlo letto e comprato.

Quando un indovino disse…

Molti vorrebbero conoscere il proprio futuro, conoscere in anticipo i pericoli imminenti per poterli evitare e mettersi al sicuro. E se un indovino vi mettesse in guardia dal rischio di un incidente aereo? Lo ascoltereste o lo ignorereste prendendolo per un ciarlatano? Tiziano Terzani, ha deciso di ascoltarlo e di non prendere l’aereo per un intero anno, viaggiando in treno, via mare e a qualsiasi mezzo possibile attraverso l’asia e non solo riscoprendo qualcosa che molti di non non solo hanno perso, ma forse mai nemmeno vissuto: l’emozione del viaggiare davvero.

Trama: Nella primavera del 1976 un vecchio indovino cinese avverte Terzani: «Attento! Nel 1993 corri un gran rischio di morire. In quell’anno non volare. Non volare mai». Dopo tanti anni il grande giornalista non dimentica la profezia, ma anzi la trasforma in un’occasione per guardare al mondo con occhi nuovi: decide infatti di non prendere aerei per un anno, senza tuttavia rinunciare al suo mestiere di corrispondente. Il 1993 diventa così un anno molto particolare di una vita già tanto straordinaria: spostandosi in treno, in nave, in auto, e talvolta anche a piedi, Terzani si trova a osservare paesi e persone della sua amata Asia da una prospettiva nuova, e spesso ignorata.

In questo libro, Terzani ci porta in viaggio con sé, mostrandoci i cambiamenti (non sempre positivi) di un’Asia sempre più vicina all’Occidente, ma anche un po’ più lontana dalla propria cultura e dalle proprie tradizioni. Un’Asia dove però rimangono vive credenze e superstizioni che Terzani ci mostra attraverso gli incontri con diversi indovini, alla ricerca forse di una conferma a quella passata predizione che lo aveva messo in guardia dagli aerei o forse solo per capire cosa spinge le persone a rivolgersi a sconosciuti per conoscere il proprio futuro e i meccanismi dietro le loro predizioni. Un viaggio incredibile fatto di incontri ed esperienze narrate con mente aperta e curiosa, ma sempre e comunque sincera, ma soprattutto raccontate da una persona che ama profondamente l’Asia e che riesce a trasmettere il proprio amore (e ahimè a volte anche la propria delusione) in ogni pagina. Vale davvero la pena viaggiare con Terzani.

Barbara Baraldi per Janis Joplin

Ci sono libri che leggiamo con piacere, altri che ci annoiano, altri ancora che divoriamo pagina dopo pagina, incapaci di riuscire a staccare gli occhi, assaporando ogni singola parola. Poi ci sono libri come “Il fuoco dentro. Janis Joplin” di Barbara Baraldi, quei libri che inizi e che poi hai paura ad andare avanti a leggere perché ti bruciano il cuore, riportando a galla ricordi e facendoti vivere emozioni viscerali.

Trama: Non sa dire, Janis, perché detesti tanto Port Arthur, la piccola città del Texas dove è nata e cresciuta. Forse è l’aria asfittica o il perbenismo imperante, oppure il fatto che, a parte lei, nessuno sembra accorgersi che il mondo sta cambiando. Sono gli anni Cinquanta e Janis è un’adolescente inquieta. Non è docile, non è gentile, non fa niente per apparire bella. Legge On the road e sogna di andarsene. I suoi genitori non la capiscono; come potrebbero? E i compagni aspettano che nessuno li veda per bullizzarla brutalmente nei corridoi della scuola. Così Janis si convince di non meritare amore. Di non meritare niente. Di sé apprezza solo una cosa: la voce, quel grido limpido e sporco che la libera da ogni dolore. C’è una vecchia foto in cui ha tre anni e sorride. Sul bordo sua madre ha scritto Si addormenta cantando. Non lo sa ancora, ma di cantare non smetterà mai. Barbara Baraldi tinge di nero la storia della rocker più grande di tutti i tempi per dare vita a un romanzo travolgente. Janis divampa come un fuoco nei suoi perenni contrasti: il sogno di un’esistenza normale e la seduzione feroce del successo, la sete d’amore e la solitudine fuori dal palco, la disperazione cosmica e il tentativo di placarla nell’abbraccio dolce e spietato dell’eroina. E poi il sesso e le risse con Jim Morrison, l’alba al Chelsea Hotel insieme a Leonard Cohen, la fratellanza con Jimi Hendrix, l’attrazione devastante per Peggy Caserta. La musica, su tutto: estrema rivalsa, via di salvezza, dea consolatrice a cui immolare l’anima. Fino alla fine, e per l’eternità.

Quest’opera di Barbara Baraldi non è una biografia né vuole esserla, ma si approccia in maniera umile e onesta alla vita dell’artista, raccontandone la storia con intensità e un’attenzione nata da un lungo studio e un profondo rispetto. Un romanzo che non parla solo di una cantante, ma della donna che si nascondeva dietro di essa; una donna fragile e tormentata che ha trovato nella musica la propria passione, la sua stessa essenza vitale. Janis non può vivere senza cantare eppure, neppure quello sembra bastare a salvala perché il vero nemico, il vero male, non proviene dal mondo esterno, ma da se stessa. E quando siamo noi il nostro nemico anche un’ancora di salvezza può finire col trasformarsi in un peso insostenibile.

Un’opera intensa e meravigliosa che consiglio sia a tutti coloro che conoscono e amano Janis Joplin che a coloro che non hanno ancora avuto modo di incontrare la sua musica. Fidatevi di me: provate a conoscere Janis. Vi brucerà nell’anima.