The Wolf of Wall Street

La settimana scorsa sono andata al cinema a vedere “The Wolf of Wall Street” un film davvero straordinario che racconta la vera storia di Jordan Belfort, broker che negli anni novanta con la sua società di brokeraggio ha rubato milioni di dollari e truffato migliaia di persone mandandole in rovina.

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Cercando informazioni su internet, ho letto che proprio  le famiglie delle  sue vittime hanno chiesto di boicottare questo film di Scorsese che racconta la vita dissoluta di Belfort fatta di droghe, prostitute e truffe attraverso il suo punto di vista.
Insomma oltre al fatto che probabilmente Belfort si è beccato parecchi soldi per i diritti del film, si sono viste già altre volte pellicole in cui vite di criminali vengono rappresentate in maniera romantica, quasi idealizzata, arrivando quasi a giustificare in qualche modo le loro azioni (vedete ad esempio il film “Nemico Pubblico” con Jhonny Depp), ma posso dire con sicurezza che non è questo il caso.
Belfort infatti appare dall’inizio alla fine come un arrivista pronto a tutto per i soldi, un tossico puttaniere che cerca  invano qualsiasi giustificazione per il suo egoismo e la sua avidità. Perfino nell’amore per i suoi figli Belfort mi è apparso come uno stronzo che preferisce spaventare la figlia a morte piuttosto che pensare al suo bene e rinunciare a lei.
Credo sia proprio questo il motivo per cui questo film mi è piaciuto tanto: non ci sono tentativi di indorare la pillola né di far piacere  Belfort.  È impossibile entrare in empatia con lui, ma allo stesso tempo la storia riesce a trascinare per tutte le tre ore di durata del film mostrando anche l’immoralità e l’avidità che dilagava in quegli anni nella “realtà” di Wall Street.

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Il merito va ovviamente anche alla straordinaria interpretazione di Di Caprio che si mostra ancora una volta come l’attore straordinario che è, maturo e consapevole, lontano dall’idolo delle ragazzine che era ai tempi di Titanic.
La sua espressività, la gestualità e il suo modo di trasmettere i bruschi cambi d’umore e gli stati alterati di Belfort mi portano a dire una sola cosa: DOVETE DARGLI ASSOLUTAMENTE L’OSCAR. ORA!

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Una sola cosa però: non fatelo più salire su una qualsiasi grossa imbarcazione visto che anche in questo film Di Caprio finisce col naufragare (questa volta però  salvandosi per una grossa botta di culo).

Un film quindi molto particolare che sinceramente potrebbe non piacere a tutti, ma che consiglio assolutamente di vedere. Voi però ovviamente siete sempre liberi di non prendermi troppo sul serio 😉

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